rousseau davide casaleggio roberto fico luigi di maio beppe grillo giuseppe conte

GUERRE STELLATE – ALTRO CHE TREGUA: IL MOVIMENTO 5 STELLE ESPELLE ALTRI TRE PARLAMENTARI CHE ERANO ASSENTI NON GIUSTIFICATI ALLA FIDUCIA AL GOVERNO DRAGHI - INTANTO CASALEGGIO CONTINUA LA SUA BATTAGLIA SOLITARIA: NON SOLO FORZA LA MANO SULL’ORGANO COLLEGIALE, MA HA ANCHE MANDATO UNA LETTERA A CRIMI E AI CAPIGRUPPO IN CUI CHIEDE ENTRO OGGI 441MILA EURO DA VERSARE A ROUSSEAU

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

1 – M5S, LE ESPULSIONI NON SI FERMANO E DI BATTISTA: TORNARE PER CONTE? NO

Alessandro Trocino per il "Corriere della Sera"

 

Tre nuovi espulsi, in un' epurazione che sembra non avere fine dopo la cacciata di una quarantina di parlamentari colpevoli di avere votato contro la fiducia al governo Draghi. Un' operazione che sconcerta anche chi è rimasto e apre molti problemi al Movimento, visto che gli avvocati sono già al lavoro e stanno partendo anche le cause civili.

 

yana ehm alle maldive

Il tutto mentre Giuseppe Conte si è preso una pausa di riflessione per elaborare la proposta di leadership e i gruppi - disorientati e scossi dagli ultimi eventi - si riuniscono.

All' assemblea serale Vito Crimi annuncia: «È ai prossimi 30 anni che oggi dobbiamo pensare. Ed è con questa prospettiva che il presidente Conte ha dato la disponibilità ad accompagnarci nel percorso. Anche se ancora non abbiamo deciso niente sul suo ruolo». Assemblea infuocata, con Primo Di Nicola: «Basta caminetti, non rappresentate più nessuno».

GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINO E IL TAVOLINO MEME

 

L' ultima novità è l' espulsione di tre deputati, Cristian Romaniello, Yana Ehm e Simona Suriano. I tre erano assenti durante la fiducia, ma è stato accertato dai vertici che le loro erano assenze politiche.

beppe grillo con casco da astronauta al vertice m5s

 

Nessuno si aspettava una reazione così dura. Romanello: «Una forza politica forte non attuerebbe una cosa del genere. E con questa debolezza, non si va lontano, nemmeno con Conte». Suriano: «Sono scioccata, non me lo aspettavo. Ho sempre chiesto il dialogo. Ma si preferisce epurare». Ehm: «Sono scossa».

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Loro, come una quindicina di parlamentari, stanno valutando ricorsi e cause. Si contesta la violazione di sette articoli della Costituzione, del regolamento del Senato, di quello del gruppo M5S e dello Statuto. Al centro della causa, il ruolo di Vito Crimi che, dopo la modifica dello Statuto, viene considerato non titolato a decretare espulsioni.

 

Non è così per Andrea Ciannavei, legale del Movimento: «La legge prevede l' istituto della prorogatio per le società di capitale e la estende anche alle associazioni».

La battaglia legale preoccupa non poco Beppe Grillo ma anche Giuseppe Conte. Che avrebbe chiesto una nuova associazione, per distanziarsi dalla bad company che rischia di addossarsi i risarcimenti.

LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

 

Ma l' operazione non decollerà perché è contrario Davide Casaleggio, che è fondatore dell' associazione attuale, insieme a Luigi Di Maio. Ma dietro le questioni legali, c' è il malessere politico. Basti sentire Giorgio Trizzino, moderato M5S, che ha studiato alla scuola di Piersanti Mattarella.

 

Trizzino parla di «cerchi magici e mediocri consorterie», della «pochezza di molti», di «scelte farlocche sui sottosegretari, studiate a tavolino per soddisfare voglie di potere, realizzando equilibri da circo equestre», di «acquiescenza masochistica». E conclude: «Nemmeno la visionarietà dell' Elevato potrà poggiare le basi sul vuoto degli arroganti».

Lo scontro continua anche tra gli espulsi e chi è rimasto.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Barbara Lezzi attacca Fabio Massimo Castaldo, che avrebbe chiesto in chat le scuse di chi è stato espulso. Lui replica parlando di «disonestà intellettuale». E la Lezzi si rivolge ai vertici che valutano l' amnistia: «Non saranno i caminetti e i leader occulti improvvisati nelle call a farmi cospargere il capo di cenere». Ormai fuori, Alessandro Di Battista spiega: «Non ho lasciato M5S per l' assenza di Conte ma perché hanno fatto il governo con Draghi e Berlusconi»

 

2 – OFFENSIVA ROUSSEAU CONTRO I 5 STELLE. CASALEGGIO PRETENDE 440MILA EURO

SONDAGGIO SWG - M5S AL 22 PER CENTO CON CONTE LEADER

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

In casa 5 Stelle la chiamano ormai «la guerra sporca di Davide». Perché Casaleggio junior non sta solo cercando di forzare la mano sul voto dell’organo collegiale, sospeso da Beppe Grillo in attesa di chiarire il quadro insieme a Giuseppe Conte. Il presidente dell’associazione Rousseau ha fatto di più: ha mandato al reggente e ai capigruppo del Movimento una lettera in cui chiede subito, «entro e non oltre il 3 marzo 2021», quindi entro oggi, 441.600 euro. Una somma che definisce «un primo conteggio per saldare il debito accumulato».

 

VITO CRIMI GIUSEPPE CONTE

Il manager lamenta problemi di sostenibilità economica per i mancati pagamenti di alcuni parlamentari (deputati, senatori, consiglieri regionali ed europarlamentari versano alla piattaforma 300 euro al mese, circa un milione di euro all’anno, al netto delle espulsioni). «La scelta di non voler inviare diffide ai ritardatari negli ultimi anni ha aggravato la situazione», spiega Casaleggio, quindi pretende un pagamento immediato degli arretrati. In più, conclude annunciando che d’ora in poi tutti i servizi richiesti «dovranno essere pagati in anticipo secondo una tariffazione che verrà definita di volta in volta».

 

davide casaleggio

Tutto questo, lo fa senza che esista alcun contratto con Rousseau. L’impegno a finanziarlo è previsto dal regolamento del Movimento 5 Stelle, ma i pagamenti sono inquadrati come “erogazioni liberali” e l’unica punizione possibile, in caso non siano effettuati, è l’espulsione dal Movimento. Solo che quella non è Casaleggio a poterla decidere, a farlo devono essere gli organi preposti.

 

goffredo bettini gianni letta. giuseppe conte

Anche per risolvere questo problema, si era pensato di convertire il rapporto con l’associazione Rousseau in un contratto di servizio. Trovare i termini adeguati è però molto più difficile di quel che si possa pensare. Quando a settembre, dopo la lite di metà agosto con Luigi Di Maio, Casaleggio venne a Roma per presentare “il conto” al reggente Vito Crimi, il documento che presentò offriva condizioni insostenibili: un milione e 200mila euro all’anno, cioè quanto era previsto inizialmente con i 300 euro a eletto senza contare però l’assottigliamento delle truppe. In più, la supervisione su tutti i post pubblicati sul blog delle stelle, dai quesiti delle votazioni a tutto il resto.

ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Non se ne fece nulla e si rimandò tutto a una trattativa che tarda a partire. Andrea Ciannavei, l’avvocato che darà una mano a Giuseppe Conte per capire come mettere mano allo statuto del Movimento, cercherà di fare da mediatore. È vicino tanto a Grillo che a Casaleggio e lavora a una pacificazione.

 

I veleni però stanno andando troppo oltre. I dirigenti M5S sono infatti convinti che ci siano proprio i soci di Rousseau dietro gli esposti che alcuni militanti hanno fatto al Garante della Privacy dopo gli Stati generali. Segnalazioni in base alle quali l’Authority avrebbe aperto un’istruttoria contro Vito Crimi per non aver adeguatamente protetto i dati degli iscritti.

 

 

GIUSEPPE CONTE – MEME

La querelle è nata perché l’intero congresso online del M5S è avvenuto bypassando Rousseau e facendo infuriare per questo i suoi gestori, a partire dalla fedelissima di Casaleggio, Enrica Sabatini. Se il quadro è questo, la transazione amichevole richiesta da Grillo si fa sempre più complicata. Non c’è più un solo dirigente del Movimento disposto a difendere il figlio del cofondatore.

 

E se a farlo era stato finora Alessandro Di Battista, la sua “disiscrizione” dalla piattaforma dimostra che dalla guerra, l’ex deputato, ha deciso di sfilarsi. Restano gli espulsi, Nicola Morra, Barbara Lezzi, ma non è detto che l’amnistia in cui alcuni sperano arrivi.

BEPPE GRILLO CON IL CASCO DA ASTRONAUTA

 

Era un’idea fatta pervenire a Grillo qualche settimana fa per evitare le troppe cause in tribunale. Il Garante era però troppo furioso — almeno allora — per prenderla in considerazione. Così, quel che si sa — secondo lo stato dell’arte — è che la prima cosa a cambiare sarà il simbolo. Sotto alla scritta Movimento 5 Stelle non ci sarà più scritto Blog delle stelle, ma una dicitura che guarda lontano, all’Italia del 2050.

 

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