“NON C’È NIENTE DA MERAVIGLIARSI, GIÀ LA FRANCIA NEL 2011 VIOLÒ IL DIRITTO INTERNAZIONALE IN LIBIA” – IL BLITZ DI TRUMP IN VENEZUELA VISTO DA GIULIO TREMONTI: “NELLA STORIA STATUNITENSE C'È SEMPRE STATA UN'IDEA DI CONTROLLO DI TUTTO IL CONTINENTE AMERICANO, DA NORD A SUD” – IL PARAGONE CON I BOMBARDAMENTI FRANCESI SULLA LIBIA: “FU UNA VIOLAZIONE FATTA QUANDO SI PREDICAVA LA DEMOCRAZIA” – IL NODO DELLA GROENLANDIA: “CON LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI E L’APERTURA DELLE ROTTE ARTICHE, È DIVENTATA FONDAMENTALE. IN CASO DI INTERVENTO AMERICANO IN GROENLANDIA SCATTEREBBE UN CASO DI SOVRAPPOSIZIONE NATO-UE TALE DA RENDERE IL CONTESTO TERRIBILMENTE COMPLESSO…”
Estratto dell’articolo di Francesca Schianchi per “La Stampa”
nicolas maduro arriva in tribunale a new york
«Quello che mi meraviglia è che ci si meravigli», esordisce il presidente della Commissione Esteri della Camera, Giulio Tremonti.
Perché la meraviglia lo stupore per quel che sta succedendo?
«Questi ultimi 30 anni, diciamo dalla caduta del Muro in poi, è stata l'età della globalizzazione, la definirei l'ultima utopia del '900. Si è creata l'illusione di una pace perpetua e di un'età nuova in cui il mercato con le sue forze magiche potesse regolare la realtà. Ma, appunto, era un'illusione».
L'avvento di Trump e quello che sta succedendo sono un brusco risveglio?
«Per qualcuno era già tutto evidente: in un mio libro del lontano 2007, La paura e la speranza, scrissi che non era terminata la lotta secolare per il dominio delle sfere d'influenza».
Quello che sta provando a fare Trump con l'intervento in Venezuela?
«Lei cita Trump, io le cito Monroe, Lincoln, Roosevelt. Monroe avanzò l'idea che gli Stati Uniti dovessero bloccare ogni tentativo europeo di colonialismo su tutto il continente americano. Già Lincoln espresse un interesse per la Groenlandia. Roosevelt, all'apertura del canale di Panama, disse: diventeremo il nuovo Mediterraneo, centrali fra due Oceani.
Nell'architettura politica americana c'è sempre stata un'idea di controllo di tutto il continente, da Nord a Sud. Devo dire che, nel caso del Venezuela, essendo questo un regime orrendo, non c'è nulla che possa andare contro l'intervento americano».
C'è la violazione del diritto internazionale.
DONALD TRUMP IN VERSIONE TRUMPO VENEZUELANO - MEME
«Le racconto un episodio. Marzo 2011, nel cuore della notte, eravamo al telefono fra ministri dell'Economia del G7.
Christine Lagarde, allora ministra francese, ci comunicò che i Rafale stavano volando verso la Libia per bombardarla».
Vuole dire che è già successo?
«Per questo mi meraviglio che ci si meravigli. Fu una violazione fatta quando si predicava la democrazia».
E non è andata granché bene. 15 anni dopo, la Libia ancora non è pacificata. Rischia di essere il futuro del Venezuela?
«La Libia era un caso particolare, con una struttura fortemente tribale. Si provò a esportare la democrazia ignorando che la democrazia parte dal basso, non dall'alto, come fu scritto nella Carta atlantica del 1941. Ma nel caso venezuelano, l'ipotesi più ragionevole è che il popolo possa desiderare tornare alla democrazia, ci sono i presupposti per virare in quel senso».
Trump vuole la Groenlandia. C'è da temere un intervento americano in un territorio danese, quindi europeo?
VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS
«La Groenlandia era già importante per Lincoln. È un'isola che ha poi avuto un'importanza militare, ai tempi della Guerra Fredda. Ora ha un rilievo geopolitico fondamentale a causa del cambiamento climatico. Per effetto del disgelo, si stanno aprendo le nuove "rotte Artiche", tanto efficienti nel traffico da Est a Ovest da bypassare il Mediterraneo».
Appunto. Per questo l'America potrebbe decidere di intervenire? La premier danese ha dichiarato che, se succedesse, sarebbe la fine di tutto.
«Io penso di no. La Groenlandia è parte politica della Danimarca, che a sua volta è nella Nato. Ma non è solo questione di Nato, è anche questione di Europa: nell'articolo 42 comma 7 del Trattato della Ue, è prevista, in aggiunta a quella atlantica, la solidarietà degli Stati europei in caso di attacco ad uno di questi».
Imporrebbe al resto dell'Europa di intervenire, sarebbe un disastro.
«In effetti sarebbe un caso di sovrapposizione Nato-Ue tale da rendere il contesto terribilmente complesso».
muammar gheddafi nicolas sarkozy
C'è il rischio che questa vicenda abbia ripercussioni sul conflitto in Ucraina? La Russia che da anni consideriamo un aggressore, all'Onu ha potuto ribaltare l'accusa sugli Stati Uniti…
«Non credo avrà effetti diretti, e il fatto che la Russia invochi lo stato di diritto è difficile da prendere seriamente. Piuttosto, l'apertura delle "rotte artiche" determinerà il futuro della Russia, che è destinata a diventare la Bielorussia della Cina, ovvero un suo vassallo. Più in generale, le nuove rotte modificheranno la struttura geopolitica del mondo».
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Non è molto ottimista.
«Il destino dell'Europa si risolve con la politica, non con la "tecnica". Chi c'è stato negli ultimi anni? Albert Einstein diceva che non si affida la soluzione di un problema a chi lo ha causato».
Quindi bisognerebbe cambiare i vertici europei?
«Qualche segnale di miglioramento lo si è visto. Sorprendentemente, l'ultimo Consiglio europeo ha previsto gli Eurobond per la difesa. Se ne parlò nel 2003, quando già gli americani ci avvertivano: guardate che ci sono due Oceani, noi abbiamo anche il Pacifico, e voi dovete cominciare a fare qualcosa di più per la vostra difesa.
KATIE MILLER E LA FOTO DELLA GROENLANDIA CON LA BANDIERA STATUNITENSE
Se ne discusse in Parlamento europeo, poi la Commissione Prodi bloccò tutto. Ma particolarmente interessante nel dibattito fu il cancelliere inglese Gordon Brown: disse "Nice, ma siamo contrari perché significherebbe fare nation building dell'Europa". Appunto: oggi è proprio così, e per fortuna! ».


