TREMONTI: MA QUALE BUROCRAZIA, IL CAOS LEGISLATIVO E’ COLPA DEL PARLAMENTO

Lettera di Giulio Tremonti al Corriere della Sera

Caro Direttore, ho letto, come sempre con interesse, l'articolo di Francesco Giavazzi pubblicato giovedì sul Suo giornale sotto il titolo «Burocrazia inossidabile». Al proposito mi permetto di notare quanto segue:

a) sostiene FG: «Uno dei motivi, forse il principale, per cui il governo guidato da Mario Monti non è riuscito a tagliare la spesa pubblica è stata la scelta di mantenere al loro posto, quasi senza eccezioni, tutti i grandi burocrati che guidano i ministeri».

Povero Monti! Pensavo che il principale e permanente e davvero resistente fattore ostacolo, rispetto al taglio della parte davvero tagliabile della spesa pubblica, fosse invece e soprattutto costituito dal blocco storico della peggior parte della società italiana. La parte conservatrice, clientelare e corporativa, così ben rappresentata in molti partiti politici e per questo e di riflesso in Parlamento;

b) FG suggerisce di rifare tutto il bilancio dello Stato «alla Pagliarini». Non nella biblioteca di Pagliarini, ma nella biblioteca di Stalin è stato trovato un rapporto dell'Accademia sovietica delle scienze. Un rapporto secondo cui, nel dominio scientifico, era tutto da riscrivere, tutto dovendo essere illuminato dalla ferrea legge della lotta di classe. Stalin, atroce ma non scemo, annotò a mano a margine: «Eh eh eh, e con la matematica come la mettiamo?».

In realtà, anche se riscritti e diversamente illuminati, i numeri sono pur sempre numeri. E, senza produrre illusioni a mezzo illusioni, i numeri della finanza pubblica italiana, pur se riscritti, sono e risulteranno purtroppo e comunque numeri avversi. Avversi anche sostituendo la matematica con la sensibilità politica. Anzi, di solito i numeri si vendicano!

c) In ogni caso, la struttura del pubblico bilancio italiano è governata da due leggi, rispettivamente del 2009 e del 2011, ed è perfettamente integrata nel sistema contabile europeo. Non per caso, ma «pour cause», dall'Europa non è venuto alcun rilievo. Il caos non sta in realtà a monte, nelle leggi, ma a valle, in Parlamento.

Facciamo l'esempio dell'ultima legge di Stabilità. Il disegno di legge presentato dal governo Monti in prima lettura alla Camera era fatto da 14 articoli, più le tabelle ed allegati. In Parlamento sono stati avanzati 1524 emendamenti, oltre a quelli addizionali del governo e dei relatori.

Alla pubblicazione definitiva, la legge di Stabilità ha assunto la dimensione di 110 pagine della Gazzetta Ufficiale, oltre a tabelle ed allegati. E' per questo che alla fine e non all'inizio del suo corso la nostra legislazione di bilancio si presenta in forma caotica.
Superior stabat lupus... rispetto al fiume in piena della legislazione, la colpa non è certo di chi sta sopra!

d) Non credo che i «tecnici» siano per definizione «capaci». Gli ultimi tempi ne hanno fornito qualche evidenza. Ma anche prima: «Quale sorta di politica farebbe codesta accolta di onesti uomini tecnici?» (Benedetto Croce). E' per questo che non credo che la maggiore colpa sia solo dei tanti (e per la fortuna dell'Italia ancora presenti) servitori dello Stato! Giulio Tremonti

Risposta di Francesco Giavazzi per "Il Corriere della Sera"
Sorprende la difesa di Giulio Tremonti della superiorità della burocrazia e dell'opportunità di non interrompere una tradizione per cui i grandi burocrati restano al loro posto, qualunque siano i risultati. Sorprende perché una delle sue (poche) buone decisioni fu la nomina di Vittorio Grilli, il primo Ragioniere generale esterno alla nomenclatura di via XX Settembre che tentò di rinnovarla, e per questo fu presto espulso e sostituito da un interno più «affidabile».
Francesco Giavazzi

 

Tremonti Giulio Giulio Tremonti Giulio Tremonti FRANCESCO GIAVAZZI - DALLA SUA PAGINA FACEBOOK GIAVAZZI parlamento-436.jpg_415368877parlamento

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”