donald trump prevost papa leone xiv

TRUMP, BECCATI QUESTO PAPAGNO! - LA SECONDA BORDATA, IN POCHI GIORNI, DI PAPA LEONE XIV, AL PRESIDENTE AMERICANO: "QUELLO CHE STA ACCADENDO NEGLI USA, CON LE DEPORTAZIONI DI MASSA DEI MIGRANTI, È UN’INGIUSTIZIA. LA CHIESA NON PUÒ RESTARE IN SILENZIO" - IL PONTEFICE HA INCONTRATO I VESCOVI AMERICANI, INCORAGGIANDOLI A "ESPRIMERSI CON FERMEZZA" CONTRO LE POLITICHE DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO - NEI GIORNI SCORSI PREVOST AVEVA ATTACCO IL PRESIDENTE USA SEMPRE SUI MIGRANTI - DOPO LO SCAZZO CON ISRAELE, LA CHIESA TORNA A ESPRIMERSI SULLA QUESTIONE MEDIORIENTALE: "L’UNICA SOLUZIONE IN PROSPETTIVA POSSIBILE È QUELLA DEI DUE STATI, CON UNO STATUS SPECIALE PER GERUSALEMME..."

1 - MIGRANTI E PACE, L'APPELLO DI LEONE XIV: NON TACCIAMO DAVANTI ALLE INGIUSTIZIE 

Estratto dell'articolo di Agnese Palmucci per "Avvenire"

 

PAPA LEONE XIV CON LA MAZZA DA BASEBALL

Quando si tratta di migranti, papa Prevost fa saltare il protocollo. Ne parla con schiettezza, mettendo al secondo posto le cautele diplomatiche. Durante l’udienza privata, avuta con Leone XIV ieri mattina, ha raccontato ad Avvenire Dylan Corbett, direttore dell’Hope Border Institute della diocesi di El Paso, il Pontefice ha sottolineato agli operatori umanitari, impegnati sul confine tra Messico e Stati Uniti, che «la Chiesa non può restare in silenzio» perché «quello che sta accadendo negli Usa in questo periodo» con le deportazioni di massa dei migranti «è un’ingiustizia». 

 

Nell’incontro con la delegazione guidata dal vescovo della città di frontiera, Mark Joseph Seitz, il Papa, ha riportato Corbett, si è mostrato «molto recettivo, risoluto, e nel parlare di migranti non ha misurato le parole», anzi è stato «emotivamente partecipe e ha ribadito che lui è al nostro fianco». Anche Seitz ha sottolineato l’importanza dell’incontro di ieri, in cui hanno avuto occasione di «testimoniare gli abusi che subiscono i fratelli migranti». 

 

papa leone xiv parla con i giornalisti a castel gandolfo 2

Il vescovo e i laici di Hope Border, ha spiegato Corbett, hanno presentato a Leone XIV «il messaggio delle persone senza documenti che stanno subendo le deportazioni di massa negli Usa». Centinaia di lettere da ogni parte del Paese, in cui i migranti hanno descritto le sofferenze e le paure, ma anche i desideri e le speranze per un mondo migliore, per continuare ad essere parte della comunità negli Usa.

 

«Alcune di queste le abbiamo raccolte in un video che il Papa ha guardato davanti a noi – ha aggiunto Corbett –. Ha detto che vorrebbe che la Chiesa fosse più unita e risoluta sui provvedimenti di espulsione collettiva, e ci ha incoraggiati moltissimo nella nostra missione».

 

PAPA LEONE XIV BENEDICE IL GHIACCIO

La situazione dei migranti negli Stati Uniti, ha sottolineato il leader dell’organizzazione cattolica che opera nei territori sul confine, tra le città di El Paso, Ciudad Juárez e Las Cruces, «è alquanto drammatica da quando il governo ha stanziato straordinarie quantità di risorse per l’Immigration and Customs Enforcement che controlla le frontiere, e ora il loro budget è maggiore persino di quello delle Forze di difesa israeliane».

 

Leone XIV conosce molto bene la situazione e ha più volte criticato le politiche anti-immigrazione promosse dalla presidenza di Donald Trump. « Il Pontefice – ha aggiunto Corbett – ci ha detto che ha intenzione di parlare con le Conferenze episcopali, perché i leader religiosi prendano una forte e più decisiva posizione riguardo alle ingiustizie ».

 

Anche molte associazioni legate alla Chiesa cattolica, fondazioni e progetti per i rifugiati, infatti, «sono state colpite dai tagli ai finanziamenti voluti da Trump». [...]

 

Di frontiere e di pace, papa Prevost ha parlato ieri anche nell’udienza generale. Ai consacrati presenti in piazza San Pietro per il loro Giubileo, ha rivolto l’invito ad essere «strumenti di pace in ogni ambiente», testimoniando «la speranza sulle tante frontiere del mondo moderno».  [...]

 

2 - LA SANTA SEDE E LA LITE CON ISRAELE «SERVE IL RICONOSCIMENTO DELL’ALTRO» 

Estratto dell'articolo di Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera” 

 

DATE UN'AMAREZZA AI VOSTRI BAMBINI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

L’indomani nulla si muove, in apparenza, ciò che si riteneva di dire è stato detto. Ha parlato il cardinale Pietro Parolin, ha parlato lo stesso Leone XIV. Da due anni a questa parte, del resto, la tensione tra il governo israeliano e la Santa Sede è latente, non è la prima volta che l’ambasciata contesta le affermazioni dell’uomo che guida la diplomazia vaticana.

 

Oltretevere lo stupore è relativo, si sa come vanno le cose. Piuttosto, suona paradossale l’accusa di mettere a rischio il processo di pace perché la pace è la sola preoccupazione del Segretario di Stato come del Papa. Ed è proprio questo il punto: l’unico modo per raggiungere la pace, si fa notare, è «affrontare la situazione con lucidità». 

 

Il cardinale Parolin ha parlato ai media vaticani alla vigilia del 7 ottobre proprio per non far passare sotto silenzio il secondo anniversario dell’«attacco terroristico compiuto da Hamas», definito «ingiustificabile, disumano e indegno». E insieme ha ricordato che «è diritto di chi è attaccato difendersi, ma anche la legittima difesa deve rispettare il parametro della proporzionalità», mentre invece la reazione israeliana a Gaza «ha avuto conseguenze disastrose e disumane» sulla popolazione civile, una «carneficina» quotidiana.  [...]

matteo salvini papa leone xiv

 

L’ambasciata israeliana ha contestato l’«equivalenza morale» e «l’applicazione del termine “massacro” sia all’attacco genocida di Hamas del 7 ottobre sia al legittimo diritto di Israele all’autodifesa». Parolin aveva detto che «è inaccettabile e ingiustificabile ridurre le persone umane a mere “vittime collaterali”».

 

E Leone XIV ha spiegato che «il cardinale ha espresso molto bene l’opinione della Santa Sede in questo senso», senza commentare oltre. Ora più che mai l’essenziale è «ridurre l’odio, tornare alla capacità di dialogare e di cercare soluzioni di pace». 

 

habemus papam artificialem - vignetta di giannelli

La Chiesa vede nei «due Stati con uno status speciale per Gerusalemme» l’unica soluzione in prospettiva possibile. Ma c’è una «narrativa di disprezzo, di rifiuto, di odio, di supremazia da tutte e due le parti» che dura da decenni, ha ricordato al Corriere il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme. 

 

La Santa Sede sa che per la pace, quella vera, ci vorrà tempo. Ma non c’è compromesso possibile, neanche per un cessate il fuoco, senza il riconoscimento dell’altro. Occorre essere lucidi. È tempo di cercare soluzioni concrete per arrivare a un accordo avversato dalle frange più estremiste delle due parti. [...]

papa leone isaac herzogPIETRO PAROLIN - ROBERT FRANCIS PREVOST papa leone isaac herzog 1MARCO RUBIO PIETRO PAROLIN MARCO RUBIO PIETRO PAROLIN papa leone XIV

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