donald trump vladimir putin volodymyr zelensky

QUEL "MAGA" PIRLA DI TRUMP FESTEGGIA “L’INTESA” MA PUTIN NON CEDE: IL CESSATE IL FUOCO NON C’E’. NELLA NOTTE ESPLOSIONI A KIEV E TENTATA INCURSIONE UCRAINA NELLA REGIONE RUSSA DI BELGOROD – “THE DONALD” E “MAD VLAD” PARLANO AL TELEFONO PER DUE ORE E MEZZO: PUTIN, FORTE DEL VANTAGGIO SUL CAMPO, RISPEDISCE AL MITTENTE LA PROPOSTA DI TREGUA E PER ATTUARLA TORNA A CHIEDERE “UN CONTROLLO LUNGO L’INTERA LINEA DI CONTATTO”, LO STOP AL RIARMO DI KIEV E LA TESTA DI ZELENSKY VISTA LA SUA “INCAPACITÀ DI NEGOZIARE” – IL PRESIDENTE UCRAINO REPLICA: “LE CONDIZIONI DI PUTIN DIMOSTRANO CHE NON E’ PRONTO A PORRE FINE ALLA GUERRA” – NONOSTANTE I PROCLAMI, ANCHE LA CASA BIANCA NON RIESCE A NASCONDERE CHE LA PACE NON È A PORTATA DI MANO - IL POSSIBILE INCONTRO TRUMP-PUTIN ENTRO GIUGNO - L’ANALISTA MILITARE USA MICHAEL CLARK: “C’È UN VECCHIO DETTO: “SE NON SEI AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE, SEI NEL MENÙ”. E L’UCRAINA È ORA NEL MENU”

putin trump

(ANSA) Il presidente ucraino Voldymyr Zelensky afferma che le condizioni di Vladimir Putin dimostrano che non è pronto a "porre fine" alla guerra e "puntano a indebolire l'Ucraina".

 

 

TRUMP-PUTIN

Rosalba Castelletti per repubblica.it - Estratti

 

 

volodymyr zelensky in polo alla casa bianca con donald trump

Vladimir Putin non cede, eppure Donald Trump festeggia «l’intesa». La seconda attesissima telefonata tra il leader del Cremlino e il presidente statunitense si conclude con uno stop di 30 giorni agli attacchi alle infrastrutture energetiche, ma quanto questo risultato sia lontano dall’obiettivo iniziale di un cessate il fuoco totale in Ucraina lo dimostrano le sirene antiaeree e le esplosioni udite a Kiev in nottata e la tentata incursione ucraina nella regione russa di Belgorod.

 

 

I due presidenti iniziano a parlare alle 10 ora di Washington, le 17 a Mosca. 

 

(...)

DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN DANZANO AL CHIARO DI LUNA - FOTO CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

È la Casa Bianca a segnalare l’inizio della conversazione, il Cremlino ad annunciare che è terminata. È andata «bene», concordano il vicecapo dello staff della Casa Bianca Dan Scavino e fonti russe citate da Cnn. È durata un’ora e mezzo, dicono a Washington. Macché: due ore e 28 minuti, sostiene il conduttore tv Evgenij Popov. «La più lunga telefonata tra i presidenti di Usa e Russia nella storia», dice. Kirill Dmitriev, l’inviato putiniano per la cooperazione economica, alimenta l’attesa: «Sotto la leadership di Putin e Trump, il mondo è diventato un posto più sicuro. Storico! Epico!».

 

I due comunicati vengono pubblicati a distanza di pochi minuti. Quasi asettico il Cremlino che parla di «scambio di opinioni franco e dettagliato», più ottimista quello della Casa Bianca che festeggia «l’inizio del movimento per la pace» e quasi trionfale Trump che sul social Truth loda una «conversazione molto buona e produttiva».

 

volodymyr zelensky 2

Putin ringrazia Trump, si dice aperto a «una soluzione globale, sostenibile e a lungo termine», ma alle sue condizioni: «Eliminare le cause profonde della crisi» e tener conto degli «interessi della Russia nella sicurezza». Non solo rispedisce al mittente la proposta di tregua, ma per attuarla torna a chiedere «un controllo» lungo «l’intera linea di contatto», lo stop alla mobilitazione e al riarmo di Kiev e indirettamente le dimissioni di Volodymyr Zelensky vista la sua «incapacità di negoziare». «Condizione fondamentale dovrebbe essere la cessazione completa degli aiuti militari stranieri e la fornitura di informazioni d’intelligence a Kiev». Come gesto di buona volontà, si impegna a fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche per 30 giorni e annuncia uno scambio di 175 prigionieri e partite di hockey su ghiaccio tra giocatori americani e russi.

 

Al di là delle rivendicazioni di rito («questo conflitto non sarebbe mai dovuto iniziare»), neppure la Casa Bianca riesce a nascondere che la pace non è affatto a portata di mano come voleva far credere. Prospetta una lunga roadmap: al «cessate il fuoco energetico e infrastrutturale» (ma il Cremlino non nomina le infrastrutture), seguiranno «negoziati tecnici sull’attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, un cessate il fuoco completo e una pace permanente». I negoziati «inizieranno immediatamente in Medio Oriente». Verranno creati «gruppi di esperti». Si è parlato anche di Medio Oriente e Mar Rosso, nonché di disarmo e «normalizzazione delle relazioni bilaterali».

 

VOLODYMYR ZELENSKY - DRONI DA GUERRA

I commentatori certificano la vittoria di Putin che è riuscito a prender tempo senza pregiudicare il dialogo con Trump. «Una pessima notizia per l’Ucraina sempre più relegata a merce di scambio», commenta la politologa russa Tatiana Stanovaja. L’analista militare statunitense Michael Clark concorda: «C’è un vecchio detto: “Se non sei al tavolo delle trattative, sei nel menù”. E l’Ucraina è ora nel menu». Anche la portavoce della diplomazia russa Maria Zakharova raffredda gli entusiasmi. Quando in serata camion e gru iniziano a rimuovere le installazioni provocatorie piazzate davanti all’ambasciata statunitense a Mosca, si affretta a spiegare: «Sostituiamo le lampadine. Per renderle più visibili».

 

 

LA PARTITA A SCACCHI DI PUTIN: PORTE APERTE A TRUMP E OTTENERE LA TESTA DI ZELENSKY

Mara Morini per editorialedomani.it - Estratti

 

volodymyr zelensky donald trump

In attesa di una telefonata tra il presidente Vladimir Putin e il suo omologo americano, Donald Trump, per approfondire il discorso sulle condizioni del cessate il fuoco poste dal Cremlino, su cui l’amministrazione presidenziale americana continua ad esprimere un cauto ottimismo, l’inviato degli Usa a Mosca, Steve Witkoff, ha ribadito alla Cnn che continua l’impegno di Washington «per avere conversazioni con gli ucraini» e colmare «il divario tra le due parti».

 

La strategia del Cremlino di temporeggiare sulla questione non esclude, infatti, che i contatti diplomatici stiano proseguendo ad alti livelli per definire anche l’eventualità di un incontro dei due presidenti entro giugno. È chiaro che la situazione sul campo, momentaneamente a vantaggio dei russi nel Donbass e a Kursk, implica per il presidente Putin la necessità di procrastinare la decisione sul cessate il fuoco in attesa anche di altre condizioni dirimenti per sedersi attorno ad un tavolo.

donald trump vladimir putin

 

 

 

Nello schema del Cremlino una “pausa” sul piano militare non deve consentire all’esercito ucraino di riprendere fiato e nemmeno essere considerata un mero episodio sporadico. La fine delle ostilità di un mese deve essere seguita immediatamente dal tavolo di trattativa e accordo finale sul conflitto «tale da portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto», secondo l’affermazione del presidente Putin.

 

È plausibile ritenere che se la telefonata tra i due presidenti avrà luogo, una situazione da risolvere per il Cremlino sarà la questione dell’illegittimità del presidente ucraino, Volodomyr Zelensky, e, quindi, la richiesta di indire elezioni presidenziali in Ucraina entro l’estate.

 

Come è noto, per Mosca, il rinvio delle elezioni presidenziali dal gennaio 2024 a causa della legge marziale, prorogata più volte da Zelensky, costituisce “IL” problema politico che a Mosca intendono risolvere in previsione della possibilità che un nuovo presidente ucraino possa avere un atteggiamento più favorevole verso la Russia e sostenga la neutralità dell’Ucraina nel medio e lungo termine.

DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Posto che un candidato simile esista nel panorama politico ucraino e che riesca a vincere, (anche con qualche interferenza russa), le altre condizioni sostenute da Mosca per la fine del conflitto non lasciano presagire nulla di buono per Kyiv, non solo nei termini di una “pace giusta” o “possibile”, ma soprattutto, non è detto che sarà anche “durevole” nel tempo, oltre la scadenza, ad esempio, della legislatura di Trump nel 2028.

 

 

 

Nel frattempo, l’istituto indipendente Levada Center, inserito nella lista degli “agenti stranieri”, lo scorso 13 marzo ha pubblicato i risultati di un’inchiesta sociologica, volta ad esplorare l’atteggiamento dell’opinione pubblica russa nei confronti degli Stati Uniti e del presidente Trump. Sebbene la metà dei rispondenti abbia ancora un giudizio “molto negativo” (21 per cento) e “per lo più negativo” (30 per cento) dell’America, l’atteggiamento è nettamente migliorato con un incremento di 14 punti percentuali da settembre 2024.

 

 

VLADIMIR PUTIN E DONALD TRUMP - IL PEGGIOR INCUBO PER L EUROPA- PRIMA PAGINA THE ECONOMIST VLADIMIR PUTIN DONALD TRUMP XI JINPING - MATRIOSKEtelefonata tra donald trump vladimir putin - vignetta by osho VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

(...)

Ultimi Dagoreport

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…

lorenzo mariani carmine masiello - 1000miglia

VROOM VROOM! IN MEZZO AD UNA DELLE PIÙ GRANDI CRISI MONDIALI DEGLI ULTIMI DECENNI, FRA TENSIONI GEOPOLITICHE, MINACCE E ATTACCHI MILITARI DA TUTTI I FRONTI, IL NEOELETTO AMMINISTRATORE DELEGATO DI LEONARDO, LORENZO MARIANI, CHE FA? TROVA IL TEMPO DI SALIRE IN MACCHINA E FARE UNA BELLA VACANZA IN OCCASIONE DELLA 1000MIGLIA INSIEME AL SUO INSEPARABILE AMICO CARMINE MASIELLO, GRAN CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO ITALIANO - NOSTRI NUVOLARI DELLA DOMENICA SONO STATI IMMORTALATI E PROMOSSI TRIONFALMENTE SU TUTTI I CANALI SOCIAL DI LEONARDO. ECCOLI ALLEGRI E SPENSIERATI SU UNA FIAMMANTE AUTO D’EPOCA FRA COLLINE VERDEGGIANTI E VECCHI BORGHI, TANTO LE GUERRE VANNO AVANTI DA SOLE. ALLA FACCIA DEL CAMBIO DI PASSO CHE VOLEVA IMPRIMERE “PA-FAZZO” CHIGI….

otto e mezzo lilli gruber roberto vannacci giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini

DAGOREPORT - E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI FOSSE…L’ULTRA-DESTRA DEL DUCIONE VANNACCI? - PIÙ CHE UN’OPPOSIZIONE IMBELLE, POTÉ L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE? - L’ALTRA FACCIA DELLA OSPITATA-SHOW DALLA GRUBER HA DIMOSTRATO CHE IL GENERALISSIMO, UNA VOLTA LIBERO DI IMPERVERSARE NEI TALK, METTE IN MUTANDE MELONI, SGRETOLA SALVINI E INDIGNA MARINA BERLUSCONI - CHE LA PERFORMANCE ABBIA LASCIATO UN SEGNO PROFONDO IN MELONI LO SI È VISTO IL GIORNO SUCCESSIVO: DOPO MESI IN CUI LA PREMIER SI ERA TENUTA ALLA LARGA DA COMMENTI SULLE MOSSE DEL GENERALE, DAI BANCHI DEL GOVERNO HA CARICATO A TESTA BASSA: "PER 6 VOLTE AVETE VOTATO CONTRO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE E RENZI" - ERA SUFFICIENTE SBIRCIARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO DI LADY GIORGIA PER RIVELARE UNA PREMIER STANCA E COLLERICA CHE NON VEDE L’ORA DI FAR APPROVARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E ANDARE AL VOTO ANTICIPATO - AFFRONTARE UN ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE, CON UNA MAGGIORANZA DI FATTO SPACCATA, TRA FORZA ITALIA IN MODALITÀ LIBERAL&MARINA E UNA LEGA CHE VANNACCI STA SMANTELLANDO COME UN LEGO, MANDA IL SISTEMA NERVOSO DI MELONI IN TILT. ANCHE PERCHÉ LA DUCETTA NON PUÒ NEMMENO CONTARE SU FRATELLI D’ITALIA… - VIDEO

francesco silvestro fulvio martusciello

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLEE CHI MEGLIO DELLA ''BANCA DI SISTEMA" PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI - SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...