bilaterale mark rutte - donald trump - davos - foto lapresse

CON TRUMP L’UNICA COSA CHE FUNZIONA È LA PIAGGERIA – CI VOLEVA QUEL LECCHINO DI MARK RUTTE (CHE LO SCORSO ANNO CHIAMÒ IL TYCOON “PAPARINO”) PER CONVINCERE TRUMP AD ABBASSARE I TONI E DIRE SÌ A UN’INTESA SULLA GROENLANDIA – RUTTE HA AVUTO UN SUSSULTO DI DIGNITÀ RICORDANDO A TRUMP CHE I SOLDATI EUROPEI SONO MORTI PER LE GUERRE AMERICANE IN AFGHANISTAN E IRAQ, POI VANIFICATO SUBITO: “SOTTO LA TUA GUIDA QUEST’ALLEANZA È PIÙ FORTE CHE MAI – LA GUERRA VERBALE DI TRUMP ALLA GROENLANDIA È UNO SFORZO INUTILE: SECONDO UN TRATTATO DEL 1951, POTREBBE INSTALLARE TUTTE LE BASI MILITARI CHE VUOLE SENZA SPARARE UN COLPO NÉ ALCUN DAZIO…

 

COSÌ IL SEGRETARIO NATO (CON MERZ E STARMER) HA CONVINTO DONALD

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Mark Rutte ha iniziato a muoversi subito dopo il fallimentare incontro, il 14 gennaio a Washington, tra il vicepresidente Usa JD Vance e i ministri degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, e della Groenlandia, Vivian Motzfeldt.

 

[…] Rasmussen e Motzfeldt avevano offerto a Vance la disponibilità della Groenlandia a ospitare tutte le basi militari ritenute necessarie. Vance, però, aveva rilanciato: noi vogliamo diventare proprietari dell’isola. Controproposta: in Groenlandia, per legge, la terra non è in vendita; possiamo concedervi una concessione pluriennale.  È l’ipotesi che Donald Trump ieri ha bocciato dal palco di Davos.

 

LA FOTO PUBBLICATA DA TRUMP SULLA GROENLANDIA

Il 19 gennaio, Rutte riceve a Bruxelles la ministra della Groenlandia Motzfeldt, accompagnata stavolta dal ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen.

 

I tre mettono a punto uno schema più ampio, un accordo che preveda l’intervento dei Paesi disponibili a rafforzare la sicurezza militare in Groenlandia e dintorni. Congedati i due, Rutte chiama Trump.

 

Gli prospetta […] una cornice: tutti gli alleati accetterebbero la leadership americana nell’area. E aggiunge, solleticando l’interesse del presidente, che i partner sono pronti a spendere di più nell’Artico, comprando mezzi militari dagli Stati Uniti. Nel corso della conversazione, Rutte cita proprio l’esempio della Danimarca, già affezionata cliente dell’americana Lockheed Martin per gli F-35.

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Trump si limita a una risposta interlocutoria. Non sono chiaramente gli unici contatti con la Casa Bianca. Si mobilitano anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer.

 

Il 20 gennaio Rutte riferisce il senso di questa operazione agli ambasciatori dei 32 Paesi membri, riuniti nel Consiglio Atlantico a Bruxelles. Il segretario propone di proseguire il confronto all’interno del «gruppo di lavoro» tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia: unico esito del vertice con Vance. Suggerimento accolto dai danesi e da altri componenti di spicco del consiglio, come i britannici.

BASI MILITARI E ROTTE DI NAVIGAZIONE SULL ARTICO

 

Ma, soprattutto, l’impostazione di Rutte ottiene il via libera dell’americano Whitaker. Naturalmente serviva il sigillo di Trump. Nel bilaterale di ieri, Rutte avrà dispiegato tutta la sua arte adulatoria di cui ha già dato diverse prove. «Abbiamo un accordo quadro», ha detto il presidente americano. Ora vedremo i dettagli, scivolosi come sempre. Resta centrale la questione della proprietà del territorio. Qualcuno suggerisce il modello Guantanamo, la base navale concessa con un prestito perpetuo nel 1903 dal governo di Cuba agli Stati Uniti.

 

GROENLANDIA GRATIS MA A DONALD COSTERÀ

Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE T-REX - ILLUSTRAZIONE POLITICO

Donald Trump ha inutilmente reso bollenti i ghiacci della Groenlandia. E non a suo vantaggio. È vero che per decenni gli Stati Uniti hanno considerato strategica l’isola. Ed è vero che oggi la Casa Bianca ritiene che il controllo dell’intero continente americano […] sia la base da rendere solida prima di ingaggiare la sfida con la Cina in Asia: Washington non vuole essere vulnerabile in casa se dovesse arrivare a uno scontro con Pechino.

 

Il fatto è, però, che Trump potrebbe decidere di ricreare una forte presenza militare americana sull’isola senza bisogno di comprarla. Nel 1951, il Greenland Defense Agreement diede agli Stati Uniti il diritto di mantenere tre basi militari in Groenlandia e di stabilirne di nuove.

 

IL MESSAGGIO DI MARK RUTTE PUBBLICATO DA TRUMP

Al picco della Guerra Fredda con l’Unione Sovietica, gli americani avevano 13 basi dell’Esercito e quattro della Marina, per un totale di 15 mila uomini. Oggi, di basi ne hanno una sola, 150 soldati.

 

L’accordo di 75 anni fa permetterebbe di installare sul territorio groenlandese ciò che Trump e la sua amministrazione ritengono necessario: previe due telefonate di cortesia, a Copenaghen e a Nuuk.

 

Il guaio è che Trump vuole impedire che Mosca e Pechino si rafforzino nel Nord del mondo e pensa che attaccare a testa bassa la Groenlandia sia la strada migliore. […]

 

 […] Putin ha fatto della preminenza russa nei ghiacci del Nord un obiettivo strategico. Xi Jinping ha lanciato la Via della Seta Polare, come sempre a doppio uso, commerciale e militare. Una soluzione concordata utilizzando l’accordo del 1951 creerebbe per gli Stati Uniti una realtà più solida di quella che prevarrebbe dopo un’imposizione a groenlandesi e danesi. Ma Trump si muove con una logica imperiale. L’Europa non può fare altro che ricordargli gli inutili costi: la perdita della Nato, mica poco.

mark rutte felice di rivedere il daddy donald trump alla casa bianca foto lapresse MARK RUTTE DONALD TRUMP - STUDIO OVALEDONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJAMARK RUTTE E DONALD TRUMP - VERTICE NATO AJAinfantino trump rutteDONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

 

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