spese militari trump crosetto meloni trump

MELONI E’ AVVISATA: TRUMP SI ASPETTA CHE “TUTTI GLI ALLEATI” DELLA NATO SPENDANO IL 5% DEL LORO PIL IN SPESE MILITARI - L'AMBASCIATORE USA PRESSO LA NATO MATTHEW WHITAKER: "CI SARANNO MISURE DA PARTE DEGLI STATI UNITI CONTRO GLI STATI CHE NON MANTENGONO L'IMPEGNO. TERREMO IN CONSIDERAZIONE QUESTO ASPETTO PER DECIDERE DOVE DISLOCARE LE NOSTRE TRUPPE" - PER L'ITALIA E' UN OBIETTIVO LONTANO VISTO CHE IL GOVERNO SI E' FERMATO AL 2,8% (E UNA PARTE DI QUESTE SPESE SONO ATTINENTI ALLA SICUREZZA INTERNA, COME AD ESEMPIO I FONDI PER CARABINIERI)  

Donald Trump2

(Adnkronos) - Il presidente degli Usa Donald Trump si attende che "tutti gli alleati" della Nato si mettano "sulla via" di spendere il 5% del Pil nella difesa e nella sicurezza, come concordato all'Aja l'anno scorso, ma "alcuni" alleati sono "in ritardo".

 

Lo sottolinea l'ambasciatore americano presso la Nato, Matthew Whitaker, durante un briefing on line a pochi giorni dal summit di Ankara. Il vertice, spiega, "sarà  un metro di misura dei progressi rispetto agli impegni di difesa dell'Aja. Prenderemo in considerazione anche, e soprattutto, le capacità, perché non si tratta solo di spendere soldi".  

 

Giancarlo Giorgetti Guido Crosetto

In definitiva, aggiunge, "si tratta delle capacità che vengono acquisite con quella spesa: il trasferimento di oneri che sta avvenendo qui in Europa. All'Aja, gli alleati si sono impegnati a spendere quasi centoventi miliardi di dollari in spese per la difesa, metà dei quali destinati ad attrezzature e armamenti di fabbricazione americana: solo gli Stati Uniti possono produrre su quella scala. Ed è un buon inizio".  

 

Per il diplomatico, "il primo anno dall'Aja è stato un inizio  importante per quello che è un piano a lungo termine". Certo, nota, "alcuni alleati stanno facendo più di altri: abbiamo Paesi come la Polonia, i Paesi nordici, i Baltici e la Germania che fanno da apripista. Alcuni sono già al cinque percento, altri hanno percorsi molto credibili per raggiungere il cinque percento a breve termine".  

Giorgia Meloni Guido Crosetto Giancarlo Giorgetti

 

Per contro, nota, "abbiamo alcuni che sono in ritardo, perché o  non spendono abbastanza in questo momento, o non hanno un percorso credibile per raggiungere l'impegno di difesa dell'Aja. Il presidente Trump - sottolinea - si aspetta pienamente che tutti gli alleati si attivino immediatamente e si mettano sulla strada del cinque percento, e che lo facciano con urgenza".  

Donald Trump Giorgia Meloni

 

Per gli Usa, "potenziare l'industria della difesa e l'innovazione su entrambe le sponde dell'Atlantico è fondamentale, anche per rendere operativo il 5%.

 

Questo include l'ampliamento rapido sia dei sistemi di difesa tradizionali che dei sistemi innovativi non convenzionali. Quindi mi aspetto pienamente che tutti gli alleati dimostrino traiettorie di crescita significative, quantitativamente e qualitativamente, nella spesa per la difesa, che si tradurranno in una più equa ripartizione degli oneri. L'obiettivo è chiaro - conclude - continuare a trasferire l'onere della difesa convenzionale dell'Europa ai nostri alleati della Nato".

 

USA, 'CERTI ALLEATI IN RITARDO SUL 5%, ANCHE ALTRI FACCIANO PRESSIONI'

Ambasciatore Whitaker presso la Nato: 'Trump si aspetta subito aumenti'

(ANSA) - BRUXELLES, 01 LUG - Alcuni alleati della Nato - Polonia, Paesi nordici, Paesi baltici, Germania - sono "all'avanguardia", con alcuni che hanno già raggiunto il 5% del Pil in Difesa o che dispongono di "piani credibili" per raggiungerlo a breve mentre altri alleati "sono in ritardo".

Matthew Whitaker al vertice nato

 

Lo ha detto l'ambasciatore Usa presso la Nato Matthew Whitaker nel corso di un briefing con la stampa. I principali alleati devono assumere "ruoli di guida" ed esercitare una "pressione tra pari" per incoraggiare i paesi in ritardo ad aumentare la propria spesa per la difesa, ha aggiunto. "Trump si aspetta aumenti in tempi brevi".

 

"Riteniamo - ha aggiunto - che chi s'impegna di più debba trarne dei vantaggi, che si tratti di dedicare più tempo ai leader o di garantire priorità negli acquisti e negli appalti, ci sono molti modi in cui ciò può avvenire".    Whitaker è poi tornato sulla questione dei disaccordi sulla guerra in Iran, con le restrizioni alle forze Usa e il grande disappunto di Trump. Gli Usa, ha ricordato, hanno responsabilità globali, "terremo sempre in considerazione questi aspetti per decidere dove dislocare le nostre truppe".

 

"Avremo inoltre colloqui con i nostri alleati in merito all'accesso, alla dislocazione delle basi e al sorvolo, per assicurarci di essere d'accordo su come le basi possano essere utilizzate: penso che cercheremo altre opportunità per promuovere discussioni bilaterali su alcune altre questioni che dovranno essere definite con tali alleati. Ma, sapete, in definitiva si tratta di una revisione militare. Sarà condotta dal Pentagono con il contributo dell'Eucom".

Matthew Whitaker al vertice nato

 

NATO: AMB. USA, MISURE CONTRO CHI NON SI IMPEGNA SU DIFESA 

(AGI) - L'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, Matthew Whitaker, ha annunciato che "ci saranno delle misure da parte degli Usa" contro gli Stati che non mantengono l'impegno per raggiungere il 5% del Pil alla difesa ma non ha voluto fornire dettagli su quali misure. "Vorrei solo ricordare a tutti che sono stati 32 alleati della Nato a firmare all'unanimita' l'Impegno di difesa dell'Aia, e ci aspettiamo che tutti mantengano le loro promesse", ha evidenziato. Il diplomatico esclude tuttavia che il summit di Ankara si trasformi in un momento di resa dei conti.

 

NATO: AMBASCIATORE USA, TRUMP SI ASPETTA TUTTI PAESI A 5% 

(AGI) - "Il presidente Trump si aspetta pienamente che tutti gli alleati si attivino immediatamente e si mettano sulla strada del 5% del Pil per la difesa e lo facciano con urgenza, potenziando l'industria della difesa e l'innovazione su entrambe le sponde dell'Atlantico anche per rendere operativo il 5%". Lo ha dichiarato l'ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker, in un briefing con i giornalisti.

 

"L'accordo dell'Aia e' stato un inizio davvero importante per quello che e' un piano a lungo termine. Alcuni alleati stanno facendo piu' di altri, e sappiamo che paesi come la Polonia, i paesi nordici, i paesi baltici e la Germania stanno aprendo la strada, alcuni gia' al 5%, altri con percorsi molto credibili per raggiungere il 5% a breve termine. Abbiamo alcuni che sono in ritardo perche' o non stanno spendendo abbastanza in questo momento o non hanno un percorso credibile per raggiungere l'impegno di difesa dell'Aia", ha spiegato. 

GUIDO CROSETTO - PETE HEGSETHgiancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapressememe su donald trump e giorgia meloni al g7 DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - G7giorgia meloni risponde a donald trump 10giancarlo giorgetti e guido crosetto

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...