donald trump junior jr groenlandia

TRUMP È PAZZO MA NON È SCEMO: LA MINACCIA DI ANNETTERE LA GROENLANDIA SI BASA SU PULSIONI INDIPENDENTISTE PRESENTI NELL’ISOLA, CHE VEDE I DANESI COME COLONIZZATORI. LA SCOMMESSA DEL TYCOON È IMPATTARE SULLE ELEZIONI DEL PROSSIMO APRILE (COMPLICE LA POTENZA DI FUOCO DI MUSK CON IL SOCIAL “X”), FACENDO PREVALERE GLI AUTONOMISTI - HA MANDATO IN AVANSCOPERTA IL FIGLIO, DON JR, PER SONDARE GLI UMORI – IL GOVERNO DI COPENAGHEN ALLIBITO: “LA GROENLANDIA NON È IN VENDITA”. IL RE FRIEDRIK CAMBIA LO STEMMA E AGGIUNGE IL SIMBOLO DELL’ISOLA (NEL MIRINO ANCHE DELLA CINA, CHE POTREBBE PAPPARSELA CON FIOR DI INVESTIMENTI...)

 

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/08/news/groenlandia_trump_danimarca-423925204/

 

DONALD TRUMP JR IN GROENLANDIA

«La Groenlandia non è in vendita. Appartiene ai groenlandesi»: mentre il presidente eletto Donald Trump straparla disegnando il risiko di un nuovo ordine mondiale, la premier danese Mette Frederiksen lo ha detto chiaro.

 

Gli Stati Uniti tengano le loro aspirazioni espansionistiche lontano dall’isola più grande del mondo: la “terra verde” collocata nell’estremo nord dell’Atlantico, 60 mila abitanti appena ma ricchissima di risorse (gas, metalli, petrolio e quelle “terre rare” cruciali per le nuove tecnologie), parte della Danimarca dal 1953 dopo essere stata sua colonia per oltre un secolo.

 

 

il trump force one atterra a nuuk in groenlandia 1

Una stoccata preventiva, giacché proprio ieri Don Jr., il maggiore dei figli di Trump, ha fatto un giretto a Nook, la capitale. Una visita privata di appena 5 ore per «registrare alcuni podcast», priva di incontri ufficiali con i leader locali.

 

 Peccato che papà Donald l’ha presentata in ben altro modo: «Mio figlio è atterrato in Groenlandia coi miei rappresentanti » ha scritto sul suo social Truth alludendo alla presenza dell’attivista conservatore Charlie Kirk e di Sergio Gor, designato nuovo capo del personale della Casa Bianca. «Hanno avuto un’accoglienza fantastica.

 

Quella popolazione ha bisogno di sicurezza, protezione, forza e pace! Da noi otterranno benefici immensi. Urge un accordo. Renderemo la Groenlandia grande di nuovo» ha concluso, riecheggiando il suo slogan preferito, Make America Great Again .

il post di trump su truth sulla visita del figlio in groenlandia.

 

Accompagnando il post con il video di un presunto Inuit con tanto di cappellino Maga, intento a invocare l’acquisto della sua terra da parte degli Stati Uniti: «Liberateci dalla colonizzazione danese ». Parole che riecheggiano quelle usate dal premier del governo autonomo locale Mute Edge nel suo discorso di Capodanno.

 

Quando, alludendo alle elezioni del prossimo aprile, ha sostenuto la necessità di rendersi indipendenti da Copenaghen: «Rompiamo le catene del colonialismo». Ben sapendo che significherebbe la fine degli aiuti versati annualmente dalla Danimarca ed è possibile solo con l’aiuto di grandi investimenti stranieri sulle sue risorse minerarie: «Dobbiamo modellarci noi stessi il futuro, soprattutto per ciò che riguarda partner commerciali e le persone con cui collaborare. La nostra cooperazione con altri Paesi e le nostre relazioni commerciali non possono essere portate avanti solo attraverso la Danimarca».

 

 

donald trump jr in groenlandia

Pulsioni indipendentiste, dunque, ieri stressate pure da Elon Musk, il miliardario grande amico di Trump. Sulla sua piattaforma X sulla questione è intervenuto anche lui: «Il popolo della Groenlandia deve decidere da solo il proprio futuro. E io penso voglia appartenere all’America».

 

L’alternativa all’aquila americana, d’altronde, è una sola: il Dragone cinese. L’interesse delle due superpotenze per l’isola è noto da tempo: più che mai strategica perché lo scioglimento dei ghiacci provocato dal riscaldamento globale faciliterà sempre più lo sfruttamento di quelle sue risorse finora rimaste irraggiungibili.

 

Aprendo pure nuove rotte marittime e commerciali il cui controllo sarà essenziale.

E infatti già a dicembre Trump aveva ripetuto l’intenzione di comprare la Groenlandia annunciata già nel 2019 […].

 

lo stemma del re danese con la groenlandia

 

Ora, tanto rumore sta nuovamente agitando i danesi. Senza fare espliciti riferimenti alle pretese americane, re Frederik X di Danimarca ha addirittura fatto cambiare lo stemma reale, dando più spazio ai possedimenti remoti: Groenlandia, appunto, insieme alle isole Faroe, definite «nazioni costitutive» del regno. Un atto sottolineato ieri in tv dalla premier Frederiksen: «Siamo contenti del rinnovato interesse americano per la Groenlandia. Ma a decidere del loro futuro devono essere gli abitanti dell’isola». […]

il trump force one atterra a nuuk in groenlandiadonald trump jr in groenlandia groenlandiagroenlandiaDONALD TRUMP JR IN GROENLANDIA donald trump jr in groenlandia

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?