PASTICCIO ALL’ITALICUM - SI TRATTA PER AUMENTARE LO SBARRAMENTO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA DAL 35 AL 40% - LA MINORANZA PD SCAPRICCIA E RENZI CANTA IL SUO RITORNELLO: “SE SALTA TUTTO, SUBITO ALLE URNE”

Francesco Bei e Giovanna Casadio per ‘La Repubblica'

Oggi è il giorno della verità, in commissione si inizia a votare, e Renzi su Twitter sfoggia ottimismo: «I conservatori non mollano, resistono, sperano nella palude. Ma l'Italia cambierà, dalla legge elettorale al lavoro. Questa è la volta buona». Che l'Italicum si possa modificare in qualche punto, nonostante la netta opposizione di Forza Italia, sembra ormai scontato.

Non a caso ieri lo stesso Denis Verdini ha passato il pomeriggio a Montecitorio, nello studio di Renato Brunetta, per ipotizzare fino a che punto e su quali argomenti i berlusconiani potessero cedere qualcosa. Il plenipotenziario del Cavaliere è rigido sulle soglie si sbarramento e sul no alle preferenze. Tuttavia, anche grazie a una certa "moral suasion" che scende dal Quirinale, è possibile che venga ritoccato verso l'alto il tetto per accedere al premio di maggioranza. Anche Renzi, con i suoi, apre alla possibilità di «aumentare la soglia di accesso al premio».

E forse non è un caso se ieri, su questo punto specifico, si sia fatto sentire il presidente del Senato, che tiene un rapporto stretto con il Colle: «Penserei - ha detto Grasso a "Che tempo che fa" - a un aumento della soglia per accedere al premio di maggioranza, il 40% sarebbe meglio in rispetto della sentenza».

Oggi l'Italicum prevede appena il 35%, molti costituzionalisti spingono per arrivare al 40% (soglia sotto la quale scatterebbe l'obbligo del ballottaggio tra le prime due coalizioni). Non è difficile immaginare che il compromesso finale ruoti intorno al 37-38 per cento. «Il patto è quello siglato da Berlusconi e Renzi - ha confidato ieri a un amico Verdini - e siamo disponili solo ad affinamenti, senza stravolgere cardini come le soglie e le liste bloccate».

Ma l'altra partita decisiva è quella che si gioca dentro al Pd, dove la minoranza bersaniana si ritrova maggioranza in commissione affari costituzionali. Ieri, al termine di una lunga riunione di quattro ore con la renziana Maria Elena Boschi, i membri democratici della commissione hanno siglato una sorta di armistizio con il Nazareno. Per non presentare un partito diviso all'appuntamento con il voto degli emendamenti.

È stato proprio Brunetta e quella minaccia di elezioni subito dopo il via libera all'Italicum a ricucire un Pd lacerato, a interrompere - almeno fino alla prova della verità del voto - il braccio di ferro tra Renzi e la minoranza dem. «Se salta la legge elettorale - confermato il segretario - si va subito al voto. E dopo la riforma elettorale c'è quella del Senato e il Titolo V, non il voto».

Lo scontro soprattutto sulle liste bloccate che andava avanti da giorni, si è allentato nella riunione dei membri della commissione. La soluzione passa da una formula: emendamenti aperti. Non ci saranno cioè modifiche di corrente, i cuperliani si fermano consapevoli che altrimenti l'Italicum sarebbe finito in una palude e il Pd a sbattere. Al tempo stesso Renzi apre a qualche modifica, «purché concordata» con gli altri soci del patto.

Finisce per ora con un "liberi tutti": i dem presenteranno questa mattina emendamenti a titolo individuale. Che potranno essere cambiati a loro volta o ritirati, a seconda del gradimento che riceveranno dalle altre forze politiche. Sarà uno show in cui ognuno pianterà la propria bandierina, ma al momento senza conseguenze politiche. Perché quando si dovrà votare conterà la «disciplina di gruppo ». In sostanza quello raggiunto ieri è stato un accordo sul metodo.

Dopo che la minoranza avrà messo a disposizione del segretario le sue ipotesi di modifica, sarà Renzi stesso - affiancato dal capogruppo Speranza - a sondare oggi pomeriggio la reale disponibilità di Forza Italia e degli alleati di governo. Insomma la «sintesi politica» la vuole fare il segretario del Pd e intende far pesare alla minoranza anche l'impegno preso con il voto della Direzione favorevole all'intesa con il Cavaliere.

Se tutto andrà bene, Renzi avrà ottenuto il risultato di portare a casa la legge, mentre l'area Cuperlo potrà rivendicare di aver combattuto e, forse, essere riuscita a strappare anche qualche miglioramento. Sulla modifica delle liste bloccate attraverso le preferenze o i collegi uninominali, i cuperliani e anche Rosy Bindi non intendono al momento sentire ragioni. E ieri nell'assemblea si sono fatti sentire.

Bindi ha sostenuto a spada tratta fino all'ultimo che non ci dovevano essere «emendamenti di corrente», era il gruppo del Pd che avrebbe dovuto farsi carico di presentare le modifiche. Emanuele Fiano, il capogruppo in commissione, ha stoppato: se trattativa ci dev'essere, non può essere con pronunciamenti che portino il timbro del gruppo. In ordine sparso, perciò. E stasera nuova riunione, dopo che Maria Elena Boschi, Fiano e Roberto Speranza avranno incontrato le delegazioni degli altri partiti. Boschi annuncia: «Ci sarà un ventaglio di soluzioni tecniche».

Alfredo D'Attorre, bersaniano, presenterà emendamenti sulle preferenze, sui collegi uninominali, sulle primarie per legge. Idem farà Bindi, più un emendamento per alzare la soglia del 35% che consente di incassare il premio di maggioranza. Francesco Sanna ha pronto un emendamento su una sorta di diritto di tribuna per i piccoli partiti. È Gianni Cuperlo a chiarire subito: «Nessuno vuole boicottare la legge elettorale, non vogliamo apparire tali. Vogliamo anzi arrivare fino in fondo nella riforma».

Quindi il trittico - legge elettorale, nuovo Senato, Titolo V - va tenuto insieme. È giusto presentare emendamenti sui punti di «incerta costituzionalità », cioè la soglia del 35% troppo bassa, lo sbarramento dell'8% troppo alto e soprattutto l'assenza di scelta con le liste corte di 4-6 candidati.

«Le nostre preoccupazioni sono diventate obiezioni condivise da molti», rivendica l'ex sfidante di Renzi alle primarie. «Brunetta ha fatto scattare l'allarme rosso - spiega D'Attorre - . Non vorrei che il Cavaliere punti a incassare una legge elettorale che gli conviene e boicotti il resto delle riforme».

Nel Pd intanto si sono convinti che Forza Italia non sia quel monolite che appare all'esterno. Una parte degli stessi forzisti vorrebbe introdurre il voto di preferenza, mentre le donne azzurre spingono per un meccanismo che garantisca davvero l'alternanza di genere.

 

URNE ELETTORALI PD CUPERLO RENZI CIVATI CONFRONTO SKYTG RENZI CUPERLO CIVATI Rosy Bindi allAssemblea del Pd Rosy Bindi BerlusconiSilvio berlu

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO