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TAFAZZISMO DEMOCRATICO: INVECE DI UNIRE LE FORZE CONTRO LA MELONI, NEL PD SI TORNA A PARLARE DI SCISSIONE – I RIFORMISTI ACCUSANO SCHLEIN: “MANCA IL CONFRONTO" -  DELRIO DIALOGA CON RUFFINI E SPARA A PALLE INCATENATE CONTRO BOCCIA E BETTINI CHE HA ACCUSATO LA MINORANZA DI “SETTARISMO”, PINA PICIERNO SI SENTE “BULLIZZATA” (MA DA CHI? DA ELLY E MARTA BONAFONI?) – L’EX MINISTRO GRILLINO SPADAFORA “DAVANTI A UN CLIMA DI SCONTRO PERENNE” INVOCA “UNA MARGHERITA 2.0 PER I DELUSI DEM E M5S” E LANCIA SILVIA SALIS (AUGURI!)

 

1 - «CON SCHLEIN MANCA IL CONFRONTO» PD, I RIFORMISTI E LA TENTAZIONE DI USCIRE 

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

giorgio gori lorenzo guerini filippo sensi marianna madia pina picierno lia quartapelle

C’è una nuova scissione nel futuro del Partito democratico? Loro, i riformisti più insofferenti rispetto alla nuova linea del Pd — e cioè, tanto per fare qualche nome, Graziano Delrio, Pina Picierno, Marianna Madia, Elisabetta Gualmini (ma anche, seppure in toni più soft, Walter Verini, Filippo Sensi e Simona Malpezzi) — non vogliono andare via. «Siamo stati noi a contribuire alla fondazione di questo partito», dicono. Però il loro disagio è palpabile. E la tentazione di «fare il Pd fuori dal Pd» ormai è comune a diversi dem. 

 

Delrio, che è un pezzo importante della storia del Pd, non si trincera dietro un «no comment» quando gli si chiede se l’ipotesi di uscire dal partito è in campo e se lo attira la prospettiva di costruire, magari con Ernesto Maria Ruffini, un soggetto politico al di fuori del Pd: «Tengo aperto un dialogo da tempo con tutta la galassia cattolica e liberalsocialista. Per ora sto lavorando con i riformisti del Pd. Poi sembra che siamo sempre più un problema, veniamo visti come ospiti in casa nostra, basti pensare a quello che dicono Francesco Boccia e Goffredo Bettini, e quindi vedremo cosa serve al Paese... Sinceramente». 

graziano delrio

 

Due nomi non a  caso quelli evocati dal senatore dem, primo firmatario di un ddl contro l’antisemitismo che è stato sconfessato dal Nazareno. Bettini, di recente, sul Foglio ha accusato i riformisti di essere «settari». E Boccia, su Fanpage , ha rincarato la dose: «Chi mina l’unità interna del Pd finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra». 

Sono parole che pesano.

 

PINA PICIERNO

«Io mi sento bullizzata, lo devo ammettere», confida Pina Picierno. Ma pesano anche i silenzi di Elly Schlein. «Non ha difeso Giorgio Gori attaccato dai pro Pal, non ha difeso i parlamentari riformisti di cui secondo Tomaso Montanari il Pd dovrebbe sbarazzarsi», è l’accusa rivolta alla leader. Ed è un silenzio, quello della dirigenza dem, che si prolunga da dodici mesi.

 

«Da un anno — sottolinea Sensi — il mio partito non si riunisce in una direzione politica. Con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa, in Italia, credo ci sia bisogno di un confronto. 

Una direzione aperta, pubblica, non solo tra noi, al riparo. 

Una direzione all’altezza del nome: democratici. È tempo». 

pina picierno elly schlein

 

È da tanto che la minoranza chiede la convocazione di quell’organismo. Una direzione in cui Picierno vorrebbe rivolgere alla segretaria una sola domanda: «Il Pd è ancora la casa dei riformisti?». Schlein, finora, ha temporeggiato. 

Piuttosto, la leader del Pd punta tutte le carte sul referendum di marzo. I sondaggi riservati dicono che il fronte del No sta diventando maggioritario. Dovesse vincere quella battaglia, Schlein andrà speditamente al congresso anticipato. E in quella sede farà il chiarimento, da una posizione di forza. 

 

«Noi non ce ne vorremmo andare, è la maggioranza che vuole accompagnarci alla porta», continuano a dire i riformisti, che definiscono «ormai irrespirabile il clima» ( copyright Picierno). 

 

(...)

È presto per capire come finirà questo ennesimo tormentone del Pd: ci sarà una rottura, o alla fine Schlein cederà e si andrà a una direzione di chiarimento senza fratture traumatiche? (…) 

 

piona picierno

2 - VINCENZO SPADAFORA - «BASTA SCONTRO PERENNE UNA MARGHERITA 2.0 PER I DELUSI DEM E M5S» 

Giuseppe Alberto Falci per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

«È la gravità del momento che impone la riunificazione del centro del centrosinistra, con un governo di centrodestra che cerca di cambiare le strutture democratiche del Paese e che fa da spalla a personaggi pericolosi come Donald Trump». Non ha dubbi Vincenzo Spadafora, già ministro del secondo governo Conte e oggi presidente di Primavera, associazione che sabato terrà la sua convention con l’ambizione di portare avanti un progetto centrista dentro il campo largo che, secondo Spadafora, renderebbe il centrosinistra più competitivo nella partita contro la coalizione di Giorgia Meloni. 

 

Spadafora, è il tessitore di una Margherita 2.0? 

vincenzo spadafora

«Guardi, io non ho la presunzione di alcuna regia ma le confesso che non mi dispiacerebbe una Margherita 2.0: nel 2001, al suo debutto, ottenne il 14%. Sono trascorsi oltre venti anni ed è cambiato lo scenario nazionale e internazionale ma è di nuovo viva l’esigenza di una forza di centrosinistra, innovatrice e progressista, che raccolga i delusi di Pd e M5S.

 

Stiamo vivendo un inverno della democrazia, della partecipazione e del rispetto dei diritti. Davanti a un clima di scontro perenne che alimenta la paura, Primavera è nata per ridare la speranza con donne e uomini credibili, capaci di attrarre la fiducia di chi oggi non va a votare, e rispondere ai bisogni della vita quotidiana delle persone, non alle ideologie». 

 

È possibile mettere insieme tutti gli attori che gravitano nella galassia centrista, da Ernesto Maria Ruffini a Beppe Sala passando per Matteo Renzi? E come? 

pina picierno

«Dobbiamo essere generosi ed evitare inutili personalismi. Insieme a Ruffini con Più Uno, al sindaco di Milano Sala e a molte altre figure possiamo avviare un confronto sulle tante cose che ci uniscono. E penso che il confronto vada portato avanti con chi già è attivo nel centrosinistra come Casa riformista» Anche Alessandro Onorato ambisce a qualcosa di simile. 

 

A un’iniziativa dell’assessore capitolino hanno preso parte, fra gli altri, Goffredo Bettini e Giuseppe Conte. Sta dialogando anche con loro? 

«Certo, anche Progetto civico Italia di Onorato sta lavorando nella stessa direzione. 

È evidente che il M5S sia centrale per il futuro del centrosinistra». 

 

Silvia Salis, sindaca di Genova, considerata una sorta di anti Schlein, aprirà i lavori della kermesse sabato prossimo. Sarà lei la leader di questo potenziale contenitore? 

«Silvia ha dimostrato in pochi mesi di avere qualità politiche notevoli e di risvegliare la fiducia in molti italiani.  Non so quando e in quale ruolo ma spero che possa dare al Paese un contributo importante come sta già facendo per Genova». 

 

SILVIA SALIS A OTTO E MEZZO - FOTO LAPRESSE

(...)

delrio schlein boccia

 

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