dario franceschini elly schlein peppe provenzano goffredo bettini pina picierno alessandro onorato andrea orlando roberto speranza silvia salis giuseppe conte

TAFAZZISMO DEMOCRATICO: INVECE DI UNIRE LE FORZE CONTRO LA MELONI, NEL PD SI TORNA A PARLARE DI SCISSIONE – I RIFORMISTI ACCUSANO SCHLEIN: “MANCA IL CONFRONTO" -  DELRIO DIALOGA CON RUFFINI E SPARA A PALLE INCATENATE CONTRO BOCCIA E BETTINI CHE HA ACCUSATO LA MINORANZA DI “SETTARISMO”, PINA PICIERNO SI SENTE “BULLIZZATA” (MA DA CHI? DA ELLY E MARTA BONAFONI?) – L’EX MINISTRO GRILLINO SPADAFORA “DAVANTI A UN CLIMA DI SCONTRO PERENNE” INVOCA “UNA MARGHERITA 2.0 PER I DELUSI DEM E M5S” E LANCIA SILVIA SALIS (AUGURI!)

 

1 - «CON SCHLEIN MANCA IL CONFRONTO» PD, I RIFORMISTI E LA TENTAZIONE DI USCIRE 

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

giorgio gori lorenzo guerini filippo sensi marianna madia pina picierno lia quartapelle

C’è una nuova scissione nel futuro del Partito democratico? Loro, i riformisti più insofferenti rispetto alla nuova linea del Pd — e cioè, tanto per fare qualche nome, Graziano Delrio, Pina Picierno, Marianna Madia, Elisabetta Gualmini (ma anche, seppure in toni più soft, Walter Verini, Filippo Sensi e Simona Malpezzi) — non vogliono andare via. «Siamo stati noi a contribuire alla fondazione di questo partito», dicono. Però il loro disagio è palpabile. E la tentazione di «fare il Pd fuori dal Pd» ormai è comune a diversi dem. 

 

Delrio, che è un pezzo importante della storia del Pd, non si trincera dietro un «no comment» quando gli si chiede se l’ipotesi di uscire dal partito è in campo e se lo attira la prospettiva di costruire, magari con Ernesto Maria Ruffini, un soggetto politico al di fuori del Pd: «Tengo aperto un dialogo da tempo con tutta la galassia cattolica e liberalsocialista. Per ora sto lavorando con i riformisti del Pd. Poi sembra che siamo sempre più un problema, veniamo visti come ospiti in casa nostra, basti pensare a quello che dicono Francesco Boccia e Goffredo Bettini, e quindi vedremo cosa serve al Paese... Sinceramente». 

graziano delrio

 

Due nomi non a  caso quelli evocati dal senatore dem, primo firmatario di un ddl contro l’antisemitismo che è stato sconfessato dal Nazareno. Bettini, di recente, sul Foglio ha accusato i riformisti di essere «settari». E Boccia, su Fanpage , ha rincarato la dose: «Chi mina l’unità interna del Pd finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra». 

Sono parole che pesano.

 

PINA PICIERNO

«Io mi sento bullizzata, lo devo ammettere», confida Pina Picierno. Ma pesano anche i silenzi di Elly Schlein. «Non ha difeso Giorgio Gori attaccato dai pro Pal, non ha difeso i parlamentari riformisti di cui secondo Tomaso Montanari il Pd dovrebbe sbarazzarsi», è l’accusa rivolta alla leader. Ed è un silenzio, quello della dirigenza dem, che si prolunga da dodici mesi.

 

«Da un anno — sottolinea Sensi — il mio partito non si riunisce in una direzione politica. Con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa, in Italia, credo ci sia bisogno di un confronto. 

Una direzione aperta, pubblica, non solo tra noi, al riparo. 

Una direzione all’altezza del nome: democratici. È tempo». 

pina picierno elly schlein

 

È da tanto che la minoranza chiede la convocazione di quell’organismo. Una direzione in cui Picierno vorrebbe rivolgere alla segretaria una sola domanda: «Il Pd è ancora la casa dei riformisti?». Schlein, finora, ha temporeggiato. 

Piuttosto, la leader del Pd punta tutte le carte sul referendum di marzo. I sondaggi riservati dicono che il fronte del No sta diventando maggioritario. Dovesse vincere quella battaglia, Schlein andrà speditamente al congresso anticipato. E in quella sede farà il chiarimento, da una posizione di forza. 

 

«Noi non ce ne vorremmo andare, è la maggioranza che vuole accompagnarci alla porta», continuano a dire i riformisti, che definiscono «ormai irrespirabile il clima» ( copyright Picierno). 

 

(...)

È presto per capire come finirà questo ennesimo tormentone del Pd: ci sarà una rottura, o alla fine Schlein cederà e si andrà a una direzione di chiarimento senza fratture traumatiche? (…) 

 

piona picierno

2 - VINCENZO SPADAFORA - «BASTA SCONTRO PERENNE UNA MARGHERITA 2.0 PER I DELUSI DEM E M5S» 

Giuseppe Alberto Falci per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

«È la gravità del momento che impone la riunificazione del centro del centrosinistra, con un governo di centrodestra che cerca di cambiare le strutture democratiche del Paese e che fa da spalla a personaggi pericolosi come Donald Trump». Non ha dubbi Vincenzo Spadafora, già ministro del secondo governo Conte e oggi presidente di Primavera, associazione che sabato terrà la sua convention con l’ambizione di portare avanti un progetto centrista dentro il campo largo che, secondo Spadafora, renderebbe il centrosinistra più competitivo nella partita contro la coalizione di Giorgia Meloni. 

 

Spadafora, è il tessitore di una Margherita 2.0? 

vincenzo spadafora

«Guardi, io non ho la presunzione di alcuna regia ma le confesso che non mi dispiacerebbe una Margherita 2.0: nel 2001, al suo debutto, ottenne il 14%. Sono trascorsi oltre venti anni ed è cambiato lo scenario nazionale e internazionale ma è di nuovo viva l’esigenza di una forza di centrosinistra, innovatrice e progressista, che raccolga i delusi di Pd e M5S.

 

Stiamo vivendo un inverno della democrazia, della partecipazione e del rispetto dei diritti. Davanti a un clima di scontro perenne che alimenta la paura, Primavera è nata per ridare la speranza con donne e uomini credibili, capaci di attrarre la fiducia di chi oggi non va a votare, e rispondere ai bisogni della vita quotidiana delle persone, non alle ideologie». 

 

È possibile mettere insieme tutti gli attori che gravitano nella galassia centrista, da Ernesto Maria Ruffini a Beppe Sala passando per Matteo Renzi? E come? 

pina picierno

«Dobbiamo essere generosi ed evitare inutili personalismi. Insieme a Ruffini con Più Uno, al sindaco di Milano Sala e a molte altre figure possiamo avviare un confronto sulle tante cose che ci uniscono. E penso che il confronto vada portato avanti con chi già è attivo nel centrosinistra come Casa riformista» Anche Alessandro Onorato ambisce a qualcosa di simile. 

 

A un’iniziativa dell’assessore capitolino hanno preso parte, fra gli altri, Goffredo Bettini e Giuseppe Conte. Sta dialogando anche con loro? 

«Certo, anche Progetto civico Italia di Onorato sta lavorando nella stessa direzione. 

È evidente che il M5S sia centrale per il futuro del centrosinistra». 

 

Silvia Salis, sindaca di Genova, considerata una sorta di anti Schlein, aprirà i lavori della kermesse sabato prossimo. Sarà lei la leader di questo potenziale contenitore? 

«Silvia ha dimostrato in pochi mesi di avere qualità politiche notevoli e di risvegliare la fiducia in molti italiani.  Non so quando e in quale ruolo ma spero che possa dare al Paese un contributo importante come sta già facendo per Genova». 

 

SILVIA SALIS A OTTO E MEZZO - FOTO LAPRESSE

(...)

delrio schlein boccia

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO