SIAMO UOMINI O MINISTRI TECNICI? IL GOVERNO RINVIA ANCORA SUI DEBITI DELLA P.A.

1 - DEBITI PA: RINVIATO CDM, SERVONO APPROFONDIMENTI
(ANSA) - Rinviato ai prossimi giorni il consiglio dei ministri che oggi doveva definire testo del decreto sui debiti commerciali della PA. Il ministro Grilli, d'accordo con Passera, ha infatti manifestato a Monti la necessità di "proseguire gli approfondimenti" dopo le risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato.

"Il Ministro dell'Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha fatto presente al Presidente del Consiglio l'opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della PA. Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni". Il Consiglio dei ministri era già stato rinviato stamattina: inizialmente previsto alle 10 era stato fatto slittare alle 19. Ora il nuovo rinvio.

2 - DEBITI PA: IMPASSE SUL DL, SENZA LEVA FISCALE MOLTE REGIONI BLOCCATE - SOLO QUELLE VIRTUOSE POTRANNO RIMBORSARE LE IMPRESE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si complica il cammino del decreto legge sui debiti Pa che ha portato al rinvio ai prossimi giorni del Consiglio di ministri. Nell'attuale formulazione, infatti, il decreto e ancora incompleto: non vi compare l'anticipo dell'addizionale Irpef ma rischia di essere applicato solo in parte e di acuire la spaccatura gia esistente tra Regioni di 'serie A', virtuose, e Regioni di 'serie B'.

La facolta di aumentare nuovamente l'addizionale Irpef e stata richiesta proprio da alcune Regioni piu in difficolta con i conti, preoccupate di non riuscire a restituire l'anticipo di cassa da parte dello Stato: senza la leva fiscale che garantisca loro la possibilita di rimborsare questo anticipo, le Regioni - secondo autorevoli fonti tecniche - non chiederanno alcuna anticipazione di cassa e non daranno liquidita alle imprese, restando ferme. Non sono state sufficienti le riunioni tecniche per sbrogliare la questione, mentre il dipartimento degli Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio sta valutando se aprire il decreto ad altre norme, per esempio il rinvio della Tares che, pero, costa piu un miliardo.

L'aumento dell'addizionale regionale di 1,1 punti percentuali e previsto dal decreto legislativo 'federalista' numero 68 del 2011 a partire dal 2014, mentre l'incremento di 0,5 punti percentuali fissato per quest'anno e gia stato applicato da Monti. L'opzione alternativa comporta una riduzione delle spese: ma anche qui e pressoche impossibile operare nuovi tagli lineari. La risposta, con la messa a punto del meccanismo che consentira di immettere liquidita (40 miliardi) nel sistema, e sorvegliata dalla Commissione europea che ha gia permesso al rapporto deficit/Pil di salire al 2,9% quest'anno, una soglia troppo pericolosa per poter avallare una 'copertura' che non sia a tenuta stagna.

3 - DEBITI P.A.: PRESSING IMPRESE PER MODIFICHE, ASSE CON PASSERA
(ANSA) - Dietro il rinvio del Governo sul decreto per il pagamento dei debiti commerciali della P.a. c'é anche il pressing per modifiche al testo delle associazioni delle imprese. Che, a quanto si apprende, avrebbero trovato una solida sponda nel ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, con il quale ci sarebbero stati continui contatti tra ieri e questa mattina, con diversi colloqui, a partire da quelli con Confindustria e Rete Imprese Italia. Il ministro avrebbe condiviso le preoccupazioni delle imprese, e se ne sarebbe fatto interprete nel confronto interno al governo.

Le associazioni degli imprenditori temevano che il decreto, secondo le ultime stesure, sarebbe stato inefficace per la mancanza di risorse chiare e per le procedure previste, giudicate troppo farraginose, "un vero percorso ad ostacoli". Per tutta la mattinata è rimasto aperto un serrato confronto in extremis per apportare correzioni al testo in vista del Consiglio dei ministri che era previsto per questa sera (dopo un primo rinvio della riunione del Governo, inizialmente convocata in mattinata).

Confronto che si sarebbe poi arenato sulla difficoltà di trovare in poche ore una sintesi tra diverse posizioni all'interno del governo. Tentativo portato avanti da Corrado Passera, da un lato in continuo contatto con le imprese, dall'altro sul fronte del Governo con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli e con il presidente del Consiglio Mario Monti, in un clima che, secondo fonti di governo, sarebbe stato comunque improntato ad uno spirito di collaborazione. E' stato poi quindi deciso il rinvio ai prossimi giorni per "approfondimenti".

4 - DEBITI P.A: ANCE, BENE STOP A DECRETO, NO NUOVI VINCOLI
(ANSA) - L'associazione dei costruttori edili Ance considera "giusta" la decisione del Governo di rinviare il consiglio dei ministri che avrebbe dovuto dare il via libera ai pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione spiegando il proprio no "a nuovi vincoli per lo sblocco dei pagamenti". "L'emanazione del decreto pagamenti che il Consiglio dei ministri si appresta a varare può rappresentare un importante primo passo per saldare i debiti con le imprese - afferma in una nota il presidente Paolo Buzzetti - ma bisogna evitare di introdurre nuovi vincoli e sanzioni che rischiano di compromettere i risultati attesi".

Per i costruttori, che insieme ai sindaci dell'Anci sono i promotori della battaglia per il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese (oltre 20 miliardi solo quelli del settore dell'edilizia), è "inaccettabile" soprattutto la norma che prevede l'impossibilità per gli enti autorizzati a pagare le imprese di realizzare nuovi investimenti per i successivi 5 anni. "Non si capisce - dice - il motivo per cui un ente che lo stato autorizza a pagare i debiti debba poi essere così pesantemente penalizzato: così dal patto di stabilità si passa a un patto per il non sviluppo!".

Secondo Buzzetti appare inoltre "incomprensibile la norma che autorizza gli enti locali virtuosi a pagare solo 5 degli 11 miliardi in cassa. Così come desta sconcerto il fatto che per il 2014 siano previsti zero pagamenti per spese in conto capitale e quindi per investimenti. Ci vuole più coraggio - conclude - non possiamo limitarci a introdurre un allentamento del patto talmente condizionato e di così breve gittata da rischiare di produrre effetti minimi e poco incisivi. Le imprese chiedono misure forti: modificare il patto di stabilità e concordare con l'Europa un pacchetto di interventi per la crescita è obiettivo non più differibile e sul quale si devono misurare tutte le istituzioni e la politica italiana".

5 - DEBITI P.A.: RETE IMPRESE ITALIA, ENNESIMA FALSA PARTENZA
(ANSA) - "Se il Cdm di questa sera confermasse la versione del testo che circola in queste ore, le imprese assisterebbero all'ennesima falsa partenza di un provvedimento che risulta ancora una volta un percorso ad ostacoli che allontanerebbe la concreta possibilità di vedere onorati i debiti della Pa": questo il commento del presidente di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, sul decreto-legge sui pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione all'esame del Consiglio dei ministri.

"Il testo prevede, infatti, l'emanazione di leggi regionali, decreti e graduatorie che rischiano di paralizzare ancor di più l'attività delle amministrazioni - aggiunge Sangalli - Unico segno di concreta utilità, il meccanismo di allentamento del patto di stabilità interno in favore degli enti locali, ma che rischia anch'esso di rimanere sulla carta, sia per l'esiguità dei margini messi in campo, rispetto a quanto denunciato e richiesto dall'Anci, sia per la farraginosità delle procedure".

"Il testo, inoltre - prosegue Sangalli - non raccoglie le raccomandazioni approvate all'unanimità ieri in Parlamento che impegnano il Governo a predisporre interventi di immediata eseguibilità, con procedure semplificate o automatiche, evitando il rimando a ulteriori fonti normative di carattere secondario e, soprattutto, verificando la fattibilità di introdurre la compensazione diretta tra debiti e crediti da parte delle imprese, da sempre richiesta dal Rete Imprese Italia". "Non è più tempo - conclude Sangalli - di illudere le imprese con le false promesse che alla fine servono soltanto per perdere ulteriore tempo".

 

CORRADO PASSERA E VITTORIO GRILLI gb40 viittorio grilli corrado passeraPASSERA MUSSARI GRILLI o jpegCONFINDUSTRIA LOGOSquinzi Graziano delrioMONTI GRILLI SUSANNA CAMUSSO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)