giuseppe conte matteo renzi nicola zingaretti

URLA, DISCUSSIONI E NESSUN ACCORDO: IL VERTICE DI MAGGIORANZA SULLA MANOVRA E’ UN FLOP - I RENZIANI VOGLIONO TOGLIERE LA PLASTIC TAX E LA SUGAR TAX MA COSÌ VERREBBERO MENO 500 MILIONI DI EURO DI COPERTURE PER LA LEGGE DI BILANCIO - CONTE PROVA A MEDIARE MA GUALTIERI E' PRECETTATO DAL PD: POCHE CONCESSIONI A "ITALIA VIVA" - RENZI A “PIAZZAPULITA”: “SE SI CONTINUA COSÌ, CI STA CHE SI TORNA A VOTARE: LITIGANO SU TUTTO!” - VIDEO

 

1 - FUMATA NERA AL VERTICE DI MAGGIORANZA, NIENTE ACCORDO SULLA MANOVRA

Da www.lastampa.it

 

giuseppe conte nicola zingaretti

La riunione di maggioranza si aggiorna a domani, dopo il primo incontro tra gli esponenti di Italia Viva, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. A quanto si apprende, il vertice non ha prodotto una quadra dopo le rimostranze del gruppo di Matteo Renzi, rendendo così necessario un nuovo confronto.  I partiti di maggioranza non avrebbero trovato ancora l'intesa sulla plastic tax. Sulle auto aziendali sarebbe ormai previsto un gettito zero.

 

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mes

La tensione nel governo è iniziata questa mattina quando fonti di Italia Viva, il partito dell’ex premier Matteo Renzi, hanno annunciato un emendamento per abrograre del tutto la tassa sulla plastica e quella sulle auto-aziendali. Il tema è poi emerso nel corso delle riunioni di oggi in Senato:  Italia Viva ha scelto di abbandonare i lavori, e ha chiesto un incontro con il governo. Il mancato introito dalle tre tasse – plastic tax, auto e sugar tax (i renziani sono contrari anche quest’ultimo balzello)  – aprirebbe un buco nelle coperture della legge di bilancio.  “Stiamo lavorando, fiducia nella maggioranza". Fonti di Italia Viva commentano così la riunione di stasera a palazzo Chigi.

 

2 - MANOVRA, URLA AL SUMMIT: RENZI SCATENA L'IRA PD. E GRILLO STOPPA DI MAIO

Simone Canettieri e Alberto Gentili per www.ilmessaggero.it

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

Nel giorno in cui 5Stelle e Pd siglano una mezza tregua sul fronte della giustizia, è Matteo Renzi a terremotare la maggioranza. E a spingere, come nel più classico copione sulla legge di bilancio, il ministro dell'Economia sulla graticola: entro le otto di questa mattina, quando scatterà un nuovo vertice, Roberto Gualtieri e la Ragioneria dovranno trovare le coperture per eliminare del tutto o più probabilmente rinviare la plastic tax e la sugar tax. Esattamente come ha chiesto e preteso il leader di Italia Viva (Iv). Un epilogo che il Pd rifiuta: «Un compromesso va trovato, ma Renzi non può averla vinta su tutto. Politicamente sarebbe inaccettabile».

 

matteo renzi teresa bellanova 1

Così è da vedere se Gualtieri troverà le risorse: più o meno 500 milioni di euro. Teresa Bellanova (capodelegazione di Iv) nel summit, terminato con una fumata nera, non usa però mezzi termini: «Abbiamo chiesto di cancellare tutte le tasse e non arretriamo di un millimetro. Tanto più che quelle imposte colpiscono le aziende dell'Emilia Romagna dove a gennaio si vota...».

 

Raccontano a palazzo Chigi di aver sentito le urla fino in corridoio.

matteo renzi teresa bellanova

L'aut aut della Bellanova, accompagnato dal monito sul voto emiliano cui è legata la sorte del governo, trova terreno fertile. Certo, l'impresa di Gualtieri non è semplice e il suo partito gli chiede di non concedere troppo a Renzi, ma sul ministro c'è anche il pressing di Giuseppe Conte. Il premier, impegnato a salvare la pelle al governo, offre sponda alla Bellanova ed è lui che a fine riunione fa sapere di aver chiesto al Tesoro «un ulteriore sforzo per ridurre la tassazione». Commento dei suoi: «Avevamo già tolto il giro di vite sulle auto aziendali e ridotto la plastic tax e la sugar tax. Una ulteriore sforbiciata ben venga». E la Bellanova fa filtrare la «fiducia di Iv per la maggioranza». Peccato che Renzi continui a vederla nera. Ai suoi confida: «Il governo non andrà oltre all'estate, presto si voterà».

luigi di maio incontra beppe grillo a roma1

 

Per il resto è la solita giornata di ordinaria follia. Conte, stufo dei continui attacchi di Luigi Di Maio che fanno tremare dalle fondamenta il governo, di buon mattino confida: «Il Pd si sta dimostrando leale, sarà Luigi ad assumersi la responsabilità di aver portato Salvini a palazzo Chigi».

 

Poi, però, Dagospia racconta di una ruvida telefonata di Beppe Grillo in cui il garante avrebbe minacciato di licenziare il leader politico e di toglierli l'uso del simbolo se non cambia atteggiamento verso l'esecutivo e i dem. Di Maio fa smentire a stretto giro. Non l'entourage di Grillo.

 

LA FRENATA DI LUIGI

Di certo, c'è che passa meno di un'ora e il Guardasigilli Alfonso Bonafede, al grido «io non voglio la crisi», riavvia il dialogo con il dem Andrea Orlando sulla prescrizione. Il segno che il fronte governista e parlamentare del Movimento (la stragrande maggioranza) prova assieme a Grillo a stringere una sorta di cordone sanitario attorno a Di Maio. Non a caso il leader, poco dopo, si mostra più conciliante. E ai suoi dice: «E' il Pd che vuole far cadere il governo, noi io. Per me si deve arrivare al 2023: se alzo i toni è per non farci schiacciare. I dem stanno facendo terra bruciata nei nostri gruppi parlamentari e dopo il voto in Emilia tenteranno di controllarli».

ALFONSO BONAFEDE E FABIANA DADONE

 

«Teorie di un leader in difficoltà» e, dunque, «più pericoloso» secondo il Nazareno. E chi tra i dem non è al governo, come il segretario Nicola Zingaretti o il capogruppo Graziano Delrio, fa sapere di essere «stufo degli sgambetti di Di Maio». Chi invece, come Dario Franceschini guida la delegazione nell'esecutivo, usa toni molto diversi.

 

Per il ministro «basta un po' di buona volontà» e si dice convinto che «il governo debba andare avanti». Da valutare, in questo quadro, l'accordo sulla legge elettorale raggiunto a sorpresa mercoledì sera (sistema proporzionale di tipo spagnolo). Può sembrare un segnale di tregua, in realtà dimostra che i contraenti del patto di governo giallo-rosso mettono in campo lo strumento principe per il voto anticipato. Senza patti pre-elettorali: alle elezioni ognuno andrà da solo grazie al proporzionale. Da stabilire quando.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....