green deal ursula von der leyen ambiente

URSULA, FAI RETROMARCIA: TE LO CHIEDE IL PPE - IL PARTITO DELLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA "SFIDUCIA" VON DER LEYEN SUL GREEN DEAL: "L'OBIETTIVO DI PORRE FINE ALLE VENDITE DI AUTO CON MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA ENTRO IL 2035 SEMBRA PIÙ IRREALISTICO CHE MAI" - IL PARTITO POPOLARE POTREBBE DIALOGARE CON LIBERALI, CONSERVATORI E SOVRANISTI PER SCHIERARSI CONTRO LA POLITICA "GREEN" VOLUTA DALLA VON DER LEYEN, CHE NON INTENDE TORNARE SUI SUOI PASSI...

 

Estratto dell'articolo di Emanuele Bonini per "La Stampa"

 

URSULA VON DER LEYEN - FOTO LAPRESSE

Motori indietro tutta: la strategia Ue per la mobilità pulita va riconsiderata, e resa davvero a prova di industria. Il partito popolare europeo (Ppe) torna a fare pressioni su Ursula von der Leyen, nel momento in cui la presidente della Commissione europea incontra le imprese del comparto auto per il dialogo strategico sul futuro del settore.

 

L'incontro di oggi dovrebbe servire a migliorare il piano d'azione atteso per mercoledì (5 marzo) e già oggetto di critiche per assenza di misure atte a scongiurare crisi di produzione che aprono nuove fronde interne al partito di Von der Leyen. «L'obiettivo di porre fine alle vendite di auto con motore a combustione interna entro il 2035 sembra più irrealistico che mai», il monito del gruppo del Ppe nel Parlamento europeo, che suona di fatto come sfiducia nei confronti del capo dell'esecutivo comunitario.

 

GREEN DEAL - COMMISSIONE EUROPEA

Il divieto di continuare a produrre auto come fatto finora «dovrebbe essere revocato per riflettere la neutralità tecnologica», il suggerimento per una Commissione fin qui poco disposta a fare marcia indietro. Il Ppe ha già prodotto e approvato un documento di partito e di gruppo per chiedere correttivi considerati come adeguati per rispondere alle esigenze di sostenibilità senza mettere a rischio l'automotive a dodici stelle.

 

Si torna perciò a chiedere di abbracciare la possibilità di motori a scoppio alimentati da carburanti sintetici e bio, così da avere più soluzioni a disposizione per il cambio di passa a zero emissioni. Una proposta che oltretutto fa il gioco dell'Italia, che si batte proprio per i biofuels e che per questa ragione ha osteggiato l'agenda europea per l'auto, almeno fino a oggi.

 

URSULA VON DER LEYEN - FOTO LAPRESSE

[…] I socialisti (S&D) hanno fatto del mantenimento dello stop dei motori a combustione interna dal 2035 un impegno imprescindibile per l'alleanza di questa legislatura. Meno complicato ragionare con i liberali, comunque fedeli al Green Deal, ma con richieste meno perentorie dei socialisti sullo stesso tema. Considerando che nell'Aula un'ampia parte dei conservatori (Ecr) e dei sovranisti (PfE) è già schierato contro il divieto varato la scorsa legislatura, un convincimento dei liberali produrrebbe i numeri necessari per nuove maggioranze a sostegno di revisioni legislative.

 

Von der Leyen non deve però rispondere all'assedio del suo partito, deve innanzitutto offrire garanzie ai produttori, a cominciare da Acea, l'associazione dei produttori europei di cui fa parte anche Stellantis, e Anfia, l'associazione italiana di filiera. Bruxelles continua ancora a puntare troppo solo sull'elettrico, non cancella le multe previste per chi non rispetta gli obiettivi di riduzione di emissioni di gas a effetto serra.

 

GREEN DEAL - COMMISSIONE EUROPEA

Mancano in sostanza le misure considerate «essenziali» dall'industria e anche dal Ppe, le cui pressioni pre-tavolo strategico non sono casuali. A Von der Leyen si chiedono risposte già oggi, con il dialogo da lei stessa voluto, e ancor più con il piano d'azione di mercoledì nella versione aggiornata. Altrimenti il suo partito, che già è sul piede di guerra, la guerra potrebbe fargliela sul serio.

 

Von der Leyen sa che cedere vorrebbe dire ammettere di aver sbagliato nel corso del suo precedente mandato. Preferisce perciò tralasciare il confronto politico per concentrarsi su quello con l'industria. Con Parlamento e Consiglio ha già raggiunto accordi, di cui la messa al bando dei motori a combustione interna dal 2035 è espressione tangibile. […]

GREEN DEAL - COMMISSIONE EUROPEA ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!