javier milei - luis alberto lacalle pou - ursula von der leyen - lula - santiago pena giorgia meloni emmanuel macron

URSULA FORZA LA MANO E FIRMA L’INTESA TRA UNIONE EUREPEA E MERCOSUR – L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO È OSTEGGIATO DA MACRON, IN UN’INSOLITO ASSE CON GIORGIA MELONI: I DUE LEADER SONO PREOCCUPATI CHE L'UE SIA INVASA DA MERCI (E CARNI) PRODOTTE IN SUD AMERICA SENZA RISPETTARE I RIGOROSI STANDARD IGIENICI EUROPEI – CON LA FORZATURA, LA VON DER LEYEN RISCHIA DI VEDERE BOCCIATA L’INTESA IN CONSIGLIO EUROPEO. LO “SGARBO” A PARIGI: ANNUNCIA L’ACCORDO NEL BEL MEZZO DELLA CRISI DI GOVERNO FRANCESE…

 

VON DER LEYEN, 'INTESA UE-MERCOSUR, GIORNATA STORICA'

JAvier Milei - Luis Alberto Lacalle Pou - URsula Von der Leyen - Lula - Santiago Pena

(ANSA) -  "Questa è una giornata storica, una pietra miliare. Si tratta di un accordo equilibrato e ambizioso". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen annunciando in conferenza stampa il raggiungimento dell'accordo tra Ue e Mercosur.

 

VON DER LEYEN, 'L'INTESA CON MERCOSUR È VITTORIA PER L'UE'

(ANSA) -  "Creiamo un mercato da 700 milioni di persone. Gli accordi commerciali vanno oltre l'economia, riflettono i nostri valori comuni, e l'accordo Ue-Mercusur riflette il nostro impegno contro la deforestazione e per l'attuazione degli accordi di Parigi".

 

URSULA VON DER LEYEN - URUGUAY

Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Montevideo parlando di una "intesa win-win". "Gli investimenti strategici europei saranno facilitati, e andranno a impattare settori che sono legati alla quotidianità delle persone. E, rivolgendomi agli europei dico: questa intesa è una vittoria per l'Ue. Questa è la realtà", ha aggiunto.

 

VON DER LEYEN, 'UN BUON GIORNO PER L'UE E LE GENERAZIONI FUTURE'

(ANSA) -  "Con l'accordo si risparmiano tantissimi soldi per i nostri operatori economici: è un buon giorno per il Mercosur e l'Europa e per il nostro futuro comune e offre grandi opportunità per le generazione future". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dal vertice dei leader del Mercosur a Montevideo.

 

COMMISSIONE, 'COMPETENZA ESCLUSIVA PER NEGOZIARE MERCOSUR'

EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI DURANTE LE OLIMPIADI DI PARIGI 2024

(ANSA) - La Commissione europea "ha la competenza esclusiva di negoziare accordi commerciali, di investimento e di partenariato con i nostri partner globali. E la Commissione ha la competenza esclusiva di determinare la base giuridica su cui i nostri Stati membri e i parlamenti" nazionali "ratificheranno tali accordi". Lo ha chiarito il portavoce dell'esecutivo Ue, Olof Gill, durante il briefing quotidiano con la stampa a proposito di un eventuale accordo con il blocco commerciale del Mercosur che potrebbe essere annunciato a breve.

 

Il portavoce ha ricordato dunque che l'esecutivo valuterà solo dopo un eventuale accordo le modalità legali che determineranno i passi successivi per l'iter di ratifica, se in modalità "mista" con la ratifica nazionale oppure no. La competenza esclusiva in capo alla Commissione - ha aggiunto - è determinata da "un mandato" politico conferito da "tutti gli Stati membri".

 

GIORGIA MELONI E JAVIER MILEI IN ARGENTINA

 

FONTI UE, 'IL TESTO SUL MERCOSUR NON PUÒ ESSERE CAMBIATO'

(ANSA) - Il testo dell'accordo siglato con i Paesi del Mercosur - Paraguay, Uruguay, Argentina e Brasile - "non può essere cambiato, è stabile ed è il risultato di negoziati minuziosi" che vanno avanti "da oltre 25 anni".

 

Lo ha chiarito un alto funzionario dell'Ue dopo la sigla dell'accordo con i Paesi del Mercosur, interpellato sulla possibilità di riaprire in futuro il testo dell'accordo raggiunto per convincere Paesi Ue, come l'Italia, contrari ad alcune parti dell'intesa. I negoziati si sono intensificati negli "ultimi sei-nove mesi" e, a detta del funzionario, hanno portato al "miglior risultato" che era possibile ottenere.

 

FONTI, 'INTESA CON MERCOSUR INCLUDE VINCOLI SU ACCORDI PARIGI'

JAvier Milei - Luis Alberto Lacalle Pou - URsula Von der Leyen - Lula - Santiago Pena

(ANSA) - L'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur - Paraguay, Uruguay, Argentina e Brasile - include un vincolo per il rispetto l'accordo di Parigi sul cambiamento climatico "come elemento essenziale" e contro la deforestazione.

 

"Possiamo sospendere in parte o del tutto i benefici dell'accordo se una parte abbandona l'accordo di Parigi ma anche se una parte smette di agire in buona fede, cioè se mina l'accordo dall'interno". Lo ha spiegato un alto funzionario dell'Ue dopo la sigla dell'accordo da parte della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

 

Per l'Unione europea si tratta del terzo accordo di libero scambio con una clausola 'verde' di questo tipo dopo la Nuova Zelanda e l'accordo Ue-Regno Unito. L'accordo prevede inoltre impegni forti sulla deforestazione, un impegno giuridicamente vincolante ad adottare misure per fermare la deforestazione a partire dal 2030. "È la prima volta che le parti di un accordo vincolante assumono un impegno legale individuale per contenere la deforestazione", spiega ancora il funzionario.

 

URSULA SFIDA PARIGI SUL VIA LIBERA AL MERCOSUR MELONI VA IN SOCCORSO DELL'ELISEO CONTRO L'INTESA

Estratto delll’articolo di Ilario Lombardo e Marco Bresolin per “la Stampa”

macron meloni

 

Ursula von der Leyen ha atteso il voto di sfiducia al governo francese per annunciare un viaggio rimasto in sospeso e comunque tenuto segreto fino all'ultimo. Ieri è atterrata in Uruguay dove oggi - dopo 25 anni di negoziati - dovrebbe mettere la firma all'accordo commerciale tra l'Unione europea e i Paesi del Mercosur, osteggiato duramente dalla Francia di Emmanuel Macron.

 

Il presidente dell'Eliseo, irritato, l'ha chiamata giudicando «inaccettabile» l'iniziativa. Ma la vera doccia gelata per von der Leyen è arrivata in serata quando fonti di Palazzo Chigi, dopo settimane di ambiguità da parte degli esponenti del governo italiano, hanno fatto sapere che «non ci sono le condizioni per sottoscrivere l'attuale testo».

GIORGIA MELONI CON L ACTION FIGURE DI JAVIER MILEI CON LA MOTOSEGA

 

La presa di posizione di Giorgia Meloni è fondamentale perché l'Italia - nel caso in cui decidesse di andare veramente fino in fondo - potrebbe trasformarsi nell'ago della bilancia per bocciare l'intesa.

 

Dopo la firma da parte della Commissione, che a questo punto torna seriamente in discussione, sono infatti necessari il via libera del Consiglio e del Parlamento europeo. Al tavolo dei governi non serve l'unanimità, ma basta la maggioranza qualificata.

 

Il che vuol dire che per costituire una minoranza di blocco servono almeno quattro Paesi che rappresentino il 35% della popolazione Ue. Francia, Austria a Polonia si sono opposte esplicitamente, ma il loro "no" non basta. «Se Meloni si unisce a questo gruppo - spiega l'ex ministro francese Pascal Canfin, oggi eurodeputato del gruppo macronista - si verificano le condizioni per una minoranza di blocco e l'accordo cade".

 

Idem a Strasburgo, dove secondo Canfin gli eurodeputati di Fratelli d'Italia possono fare la differenza. Dunque, ammette il francese, «il destino dell'accordo dipende da Roma ed è nelle mani di Meloni».

 

EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI DURANTE LE OLIMPIADI DI PARIGI 2024

Resta da capire se oggi von der Leyen a Montevideo deciderà di forzare la mano e di mettere la sua firma all'intesa, sfidando i leader di Francia e Italia, ma soprattutto assumendosi il rischio di una possibile bocciatura una volta tornata a Bruxelles.

 

[…] Ma l'inedito asse Meloni-Macron potrebbe farle pagare un caro prezzo. Sul lungomare di Copacabana, in una serata del G20 di Rio de Janeiro, a metà novembre il presidente francese disse a un pugno di testate italiane che lo avevano incontrato per caso - tra le quali La Stampa - di essere soddisfatto del (non consueto) lavoro comune con Giorgia Meloni contro l'accordo. Una convergenza che era stata confermata al mattino, non dal Brasile, ma proprio da Bruxelles e tramite il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.

 

GIORGIA MELONI - LULA - G20 BRASILE

Ora l'asse tra Italia e Francia si conferma perché la presidente del Consiglio ha ribadito il "no" alla firma della storica intesa. Un argomento che è stato anche al centro della prima visita ufficiale di Raffaele Fitto a Roma, ex ministro ed ex fedelissimo, arrivato a Palazzo Chigi nelle nuove vesti di vicepresidente della Commissione europea.

 

Nonostante resti persuasa che le relazioni con i Paesi Mercosur siano una «priorità strategica» Meloni è convinta, stando a fonti ufficiali, che al momento «non vi siano le condizioni per sottoscrivere l'attuale testo dell'accordo e che la firma possa avvenire solo con la garanzia di adeguate tutele e compensazioni in caso di squilibri per il settore agricolo».

giorgia meloni e javier milei a buenos aires foto lapresse 1

 

In primo luogo, secondo il governo italiano, va garantito che le norme europee sui controlli veterinari e fitosanitari siano pienamente rispettate e, più in generale, «che i prodotti che entrano nel mercato interno rispettino pienamente i nostri standard di protezione dei consumatori e controlli di qualità». Proprio quello che due settimane fa sosteneva Macron, seguito da Lollobrigida.

 

Anche in quel caso Meloni non si espose in prima persona, perché voleva sondare gli umori dell'amico e presidente argentino Javier Milei, che avrebbe incontrato a Buenos Aires l'indomani e che si è più volte mostrato allergico agli accordi multilaterali, tanto più se sostenuti dal suo avversario sudamericano, il brasiliano Lula. Per Meloni serve ora «un fermo impegno della Commissione a monitorare costantemente il rischio di perturbazioni del mercato e, in tal caso, ad attivare un rapido ed efficace sistema di compensazione, dotato di risorse finanziarie consistenti». «L'eventuale» via libera italiano resta «condizionato alla previsione di misure concrete ed efficaci per tenere in conto le preoccupazioni del settore agricolo europeo». In nome della mai abbandonata sovranità agroalimentare.

giorgia meloni guarda in cagnesco emmanuel macron g7 2meloni milei casa rosada

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...