V PER VAFFANCULO! - NESSUNO IN ITALIA CONOSCE PIÙ E MEGLIO DI GRILLO L´ARTE DI OFFENDERE I PROTAGONISTI STORCENDONE I COGNOMI O INVENTANDO NOMIGNOLI, COME PURE RIDICOLIZZANDO L´ASPETTO E I TIC DEI SUOI NEMICI - CI SENTI DENTRO: LA COMMEDIA DELL´ARTE, IL BORBOTTIO LIGURE, LA CULTURA TELEVISIVA, PARECCHIO FANTOZZI, UN PO’ DI PANNELLA (CHE NON A CASO L´HA ACCUSATO DI COPIARLO), UN PIZZICO DI DAGOSPIA, ECHI DI CHAT E RISONANZE FUTURISTE E DANNUNZIANE: “DOBBIAMO TORNARE A VIVERE. VIVERE!”…

Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

E dunque, a questo punto anche per la storia, varrà la pena di stabilire in via definitiva se l´evento fondante del Movimento 5 Stelle, a Bologna nell´estate del 2007, era intitolato «V-day», o «Vaffa-day» o addirittura «Vaffanculo-day». C´è poco da scandalizzarsi, essendo ormai l´osservazione giornalistica costretta a fare i conti con questo genere di dilemmi. Per cui nella scelta fra il pudore implicito in quella «V», il vorrei-ma-non-posso dell´accorciamento e la più sonora e sdoganata scurrilità si misura il potenziale non solo espressivo, ma anche politico e antipolitico di una leadership allo stato nascente. Detta altrimenti: come parla Beppe Grillo?

La sua è senz´altro la lingua dell´esasperazione: «Non ce la faccio più», come risuona il ritornello del suo personalizzatissimo inno, «Un Grillo per la testa». Di qui si parte, ma proseguendo si può notare che almeno stavolta questa singolare figura di comico politico e predicatore si è anche trattenuto. In precedenti occasioni, per nominare Napolitano, ha infatti usato una irriguardosa sineddoche chiamandolo: «La dentiera presidenziale».

Così come altre volte l´ha ribattezzato Morfeo, come il dio del sonno che «dorme, dorme, poi di colpo di sveglia e monita». Oppure «digrigna la dentiera». «Monitare» sa di beffardo neologismo; ma anche senza tirare in ballo il Quirinale, con temeraria fantasia Grillo ricorre a «fanculare» e anche a «fanculizzare». Ciò nondimeno - strano a dirsi - sembra lui stesso più che suscettibile; sul suo blog riporta meticolosamente ogni insulto ricevuto, e da chi, e ancora dopo la vittoria ha scritto: «Vengo offeso tutti i giorni in tutte le maniere, mi chiamano il pifferaio magico, l´arruffapopoli, mi dicono demagogo, maiale, stronzo, non riescono più a trovare epiteti per definirmi. La verità è che hanno paura».

Questo può essere. Ma bisogna anche riconoscere che nessuno in Italia conosce più e meglio di Grillo l´arte di offendere i protagonisti storcendone i cognomi o inventando nomignoli, come pure ridicolizzando l´aspetto e i tic dei suoi nemici. Ed ecco «Rigor Montis», «lo Psiconano», che sarebbe Berlusconi, «il Castoro della libertà» (Alfano), «Azzurro Caltagirone» (Casini), «il Nano Bagonghi con gli occhialini rossi» (Maroni, pure detto «l´Intimissimo di Bossi»). Una volta, ospite a pranzo all´ambasciata americana, Grillo si è compiaciuto - «Belìn, che emozione!» - che i padroni di casa sapessero che «Topo Gigio» era Veltroni. Di Gasparri ha detto: «Se lo fissi, ti viene la labirintite». L´elenco potrebbe andare avanti a lungo.

Ma tutto lascia pensare che ieri milioni di italiani siano rimasti colpiti dall´aver egli assimilato i partiti, tutti i partiti «in via di liquefazione» in un´unica e invero spaventosa «diarrea». Anche qui, di fronte alla persistenza della materia bassa nel suo discorso pubblico, la faccenda si fa delicata e complicata. E non solo perché in Italia il campo della volgarità politica è stato da tutti assai ben concimato.

Senza ricorrere a Bachtin o alla semantica, si rileva che il linguaggio di Grillo è forse così corporeo da rivoltolarsi nelle sue estreme conseguenze, con il che trova due capisaldi nella merda, da una parte, e nella morte dall´altra. Vedi la frequenza con cui nelle sue invettive menziona «le salme», la putrefazione e altre risorse performative culminate la scorsa estate nella deposizione di cozze marce davanti alla Camera.

Michele Serra ha scritto che trattandosi di un attore professionista, «il linguaggio comico di Grillo lavora sulla sintesi, procede per battute e brutali semplificazioni che possono anche essere fulminanti, ma solo in quel contesto». Ciò che lo ha esposto ad accuse di razzismo, qualunquismo, omofobia, cripto- totalitarismo o condiscendenza con la mafia. Ma lo rende di gran lunga più vero e efficace di tanti guitti e apprendisti stregoni.

Ben altre e scientifiche indagini meriterebbe il «grillese». In mancanza, a orecchio, ci senti dentro: la commedia dell´arte, il più incessante borbottio ligure, la cultura pubblicitaria e televisiva, parecchio Fantozzi, un po´ di Pannella (che non a caso l´ha accusato di copiarlo), un pizzico di Dagospia, echi di chat e anche risonanze futuriste e dannunziane: «Dobbiamo tornare a vivere. Vivere!».

Ma vederlo è ancora meglio perché ha i tempi, ha ritmo, fa smorfie irresistibili, come quando imita Bossi con la bocca storta; o quando in piedi sul palco e urlando come una scimmia arriva a dedicare un mostruoso autoerotismo al ministro Gentiloni, che ha avuto la civettuola debolezza di confessare il suo amore per Liala: «Aaah, Lialaaaa! Lialaaaa!» e via con la mano. Se ne vedranno delle belle, però anche delle brutte.

 

 

BEPPE GRILLO IN UNA DELLE SUE SMORFIE BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEBEPPE GRILLOBEPPE GRILLO AD UN COMIZIO GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEBEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEBEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLE .BEPPE GRILLO STRABUZZA GLI OCCHIbeppe grillo beppe grillo

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?