draghi

SUL VACCINO OBBLIGATORIO BIDEN TRACCIA IL SOLCO E DRAGHI PENSA DI SEGUIRLO. PUR CONSIDERANDOLA UNA EXTREMA RATIO, PALAZZO CHIGI STUDIA LA MISURA. IN CORSO APPROFONDIMENTI GIURIDICI. ENTRO UN MESE LA DECISIONE. NELLE PROSSIME SETTIMANE SARÀ ALLARGATA LA FASCIA DI CITTADINI CHE DOVRANNO MUNIRSI DI GREEN PASS - CENTRODESTRA A PEZZI: LEGA E FDI CONTRO L’OBBLIGO VACCINALE, FORZA ITALIA SU POSIZIONI RIGORISTE...

Emanuele Lauria per la Repubblica

 

 

MARIO DRAGHI E IL GREEN PASS BY OSHO

A Palazzo Chigi, senza troppo clamore, si stanno compiendo gli approfondimenti giuridici necessari a introdurre l'obbligo del vaccino anti-Covid su larga scala. Uno studio che non presuppone necessariamente l'adozione di questo provvedimento da parte del governo: ma un atto del genere ormai non viene escluso dallo stesso premier Mario Draghi, all'interno di un percorso graduale.

 

 

Nelle prossime settimane sarà allargata progressivamente la fascia di cittadini che dovranno munirsi di Green Pass: dai dipendenti della pubblica amministrazione si passerà probabilmente ai lavoratori del settore privato, come auspicato ieri dal ministro Renato Brunetta. L'obiettivo è quello di raggiungere, attraverso lo strumento del certificato verde, una soglia di "protetti" pari all'85-90 per cento degli immunizzati con due dosi.

 

MARIO DRAGHI AL TELEFONO

Ma se entro metà ottobre questo traguardo non sarà tagliato, l'esecutivo potrebbe disporre un obbligo vaccinale più ampio di quello attualmente previsto per medici, infermieri e - con l'ultimo decreto legge - anche per il personale delle Rsa. Un'ipotesi che - sia chiaro - Draghi continua a non vedere come prioritaria ma che è sul tavolo. E anche per questo si sta studiando la compatibilità di questa misura con i principi costituzionali. C'è la libertà di ogni cittadino di scegliere le proprie cure ma anche un interesse pubblico alla salute

 

mario draghi in conferenza stampa

La giurisprudenza propende per la tesi che in alcuni casi, strettamente previsti dalla legge, la tutela di questo interesse collettivo giustifichi trattamenti sanitari obbligatori. Come confermato peraltro da una pronuncia della Consulta del 2018 che ha bocciato il ricorso della Regione Veneto contro l'obbligatorietà di alcuni vaccini prevista dal decreto Lorenzin. A firmare quella sentenza, per inciso, fu l'attuale Guardasigilli Marta Cartabia.

 

Non è casuale, insomma, l'uscita di ieri del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che esprime l'orientamento del governo ma dà voce anche a una posizione ufficiale di Forza Italia, emersa nel corso di una riunione via zoom di dirigenti ed esponenti di governo che si è svolta lunedì. Riunione che ha partorito un documento che, appunto, apre all'estensione generalizzata del Green Pass e subito dopo alla vaccinazione obbligatoria. Questa presa di posizione netta di Fi a favore delle immunizzazioni sta agli antipodi rispetto alla linea ufficiale di Lega e Fdi, contrari all'obbligo vaccinale e scettici sull'allargamento del Green Pass.

 

MARIO DRAGHI GREEN PASS

Ed è giunta, non a caso, qualche ora dopo il celebrato incontro di Cernobbio fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con tanto di selfie dei due leader sorridenti, che ha poi portato a una comune azione in aula di Lega e Fratelli d'Italia, sconfitta dai numeri, per abolire il Green Pass nei ristoranti e per gli under 18. Iniziativa che Fi ha vissuto più o meno come un pugno nello stomaco.

 

Insomma, c'è un ampio fossato che, sul tema più delicato del dibattito politico, separa oggi il centrodestra. Tutto ciò rende più complicato il progetto di federazione fra Forza Italia e Lega cui da mesi lavorano i leader. "Possono stringersi in un abbraccio due partiti che la pensano così diversamente sulla mission principale del governo Draghi?", ragionava ieri un big di Forza Italia.

 

mario draghi e joe biden 4

D'altronde, le distanze esistono anche su altri punti, come l'immigrazione. Negli stessi giorni in cui Salvini attaccava Luciana Lamorgese proponendo un improbabile scambio con le dimissioni del sottosegretario Claudo Durigon, le ministre di Fi difendevano con forza la titolare del Viminale. Particolare che ha fatto indispettire lo stato maggiore di via Bellerio. L'assenza dalla scena di Silvio Berlusconi, fra check-up medici e impegni processuali, ha fatto il resto. L'annunciato incontro fra leader, ministri e capigruppo di Lega e Forza Italia per dar via almeno a un coordinamento parlamentare non è stato ancora neppure messo in calendario. "Con l'aria che tira - chiosa il sottosegretario Giorgio Mulè - mi sa che si farà dopo le amministrative".

mario draghi e joe biden 3

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