"VANNACCI FA DA SPALLA A RENZI E ALLA SINISTRA” – QUELLO STOCCAFISSO DI TAJANI RIFILA BORDATE AL GENERALE, CONVITATO DI PIETRA, NELLA TRE GIORNI ORGANIZZATA DA VESPA ALLA MASSERIA LI RENI DI MANDURIA: “DOVREBBE SOSTENERE IL GOVERNO DI CENTRODESTRA, NON FARE L'OPPOSIZIONE PER DIRE DI ESSERE DURO E PURO” – IL MINISTRO DEGLI ESTERI PUNGE CALENDA, CHE AVEVA DEFINITO VANNACCI “UN PROBLEMA DI SICUREZZA NAZIONALE” PERCHÉ PORTAVOCE DEL CREMLINO DICENDOSI SICURO DELL’ENTRATA IN MAGGIORANZA DELL’EX PARA’: “LE DECISIONI SULLE ALLEANZE DEL CENTRODESTRA LE PRENDIAMO NOI E NON LUI” – GLI STRALI DI CONTE SUL GENERALE: “UN BULLO” – E IL MINISTRO PIANTEDOSI SCHIVA LE DOMANDE SU SALVINI…
Chiara Spagnolo per repubblica.it - Estratti
E’ il generale Roberto Vannacci il convitato di pietra nella tre giorni organizzata da Bruno Vespa alla masseria Li Reni di Manduria, con il supporto di Comin and Partners. Tra vigneti e ulivi arriva mezzo governo ma il brusio delle cicale non attutisce l’eco di quello che nelle stesse ore accade a 600 chilometri di distanza, nell’assemblea costituente di Futuro nazionale.
L’aria che tira a Roma è di quelle brutte per la maggioranza, perché il generale si mostra spina nel fianco più di quel che nei mesi scorsi si potesse immaginare. Anche se da Manduria i ministri cercano di respingere le provocazioni al mittente. E di allontanare il problema di una possibile alleanza con Futuro nazionale, in vista delle Politiche 2027, che certamente andrà affrontato.
«Futuro nazionale ha scelto di stare all'opposizione, vota contro il Governo e fa da spalla a Renzi e ai signori della sinistra. E' incontrovertibile - dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani - Poi possono dire che sono di destra, ma chi è di destra non si sposa con uno di sinistra: dovrebbe invece sostenere il Governo di centrodestra, non fare l'opposizione per dire di essere duri e puri».
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Tornando alla politica interna, l’ipotesi che Vannacci e i suoi entrino in coalizione, poche ore prima, era stata data come una certezza dal leader di Azione, Carlo Calenda, che aveva definito il generale «un problema di sicurezza nazionale», perché portavoce del Cremlino. Il senatore, che vuole animare il polo centrista in vista del 2027, aveva evidenziato le difficoltà a cui potrebbe andare incontro un’alleanza che tenti di tenere insieme Futuro nazionale e Forza Italia, lanciando un appello ai berlusconiani a fermarsi al centro.
Ma a questa idea volta bruscamente le spalle Tajani: «Calenda, buon per lui, ne sa più di noi ma le decisioni sulle alleanze del centrodestra le prendiamo noi e non lui». Il vicepremier chiarisce anche che «un rimpasto di Governo non è all’ordine del giorno», sbarrando la strada alle ipotesi che la premier Giorgia Meloni possa dar seguito alle richieste della Lega di sostituire il ministro Matteo Piantedosi affidando l’Interno a Matteo Salvini.
Piantedosi in masseria ci è arrivato sabato sera ma non ha voluto incontrare i giornalisti. Lo speech è avvenuto durante la cena di gala per ospiti selezionati e ha toccato i temi dei rimpatri e della remigrazione. Bruno Vespa ha poi riferito che il titolare del Viminale ha annunciato l’assunzione di 9mila unità per le forze dell’ordine, visto che il tema della sicurezza delle città è uno di quelli usati da chi paventa la necessità di sostituirlo con Salvini.
Tema caro anche a Vannacci, che nella due giorni romana lo ha toccato a più riprese. Contro di lui, dalla masseria pugliese, anche gli strali del leader Cinquestelle, Giuseppe Conte, che lo descrive come «un bullo»: «Vannacci, in questo momento, è la destra sociale che è stata tradita ed è destinata anche a crescere. E’ il frutto dei fallimenti di Meloni, delle promesse tradite, è il frutto delle giravolte».




