“VANNACCI HA DECISO DI USARE IL CARROCCIO COME UN TAXI. NON È SALVINI CHE HA USATO LUI: MA ESATTAMENTE IL CONTRARIO” – LA RESISTIBILE ASCESA DEL GENERALE, DALLA FESTA AL TEMPIO DI ADRIANO DI ROMA NEL 2024 ALLE EUROPEE IN CUI L’EX PARA’ PORTA IN DOTE OLTRE 550 MILA PREFERENZE (CHE FINE FARANNO, ADESSO?) E LA NOMINA A VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO – LE BORDATE CONTRO PAOLA EGONU E LE FRASI RAGGELANTI SULLE PERSONE DI COLORE (“CERCO DI CAPIRE SE LA LORO PELLE, AL TATTO, SIA COME LA NOSTRA”) – RONCONE: “UN CAMERATA. PURO, DURO. ANCHE SE POI CERTE VOLTE NON RESISTE E SCENDE IN SPIAGGIA A VIAREGGIO CON UNA VESTAGLIETTA UN PO’ FRU FRU”
Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera - Estratti
È il momento di rovistare nel cappello dei ricordi.
Immagini come lampi.
Qui il generale era a Roma, in piazza di Pietra, il pomeriggio di primavera che Matteo Salvini lo fece salire sul Carroccio organizzandogli una festa al Tempio di Adriano. Vi serve la data? 30 aprile del 2024. Due anni, volati. Niente di più d’un miraggio nero.
Comunque eccolo, il generale. Arriva da un luogo brutale e oscuro, già capopopolo dopo aver pubblicato Il mondo al contrario , quel pamphlet che ondeggia tra razzismo, negazionismo e omofobia, con 400 mila copie vendute e almeno altrettante diffuse attraverso file pirata. Si fa largo tra un gruppo di giapponesine che si riparano dal sole sotto ombrellini a fiori.
Bolgia, telecamere accese, talk in diretta tv. Un fotografo urla: «Camerata Vannacci!». Lui sempre felice di essere chiamato camerata («Mussolini — ripete — per me resta uno statista»). Si volta con il suo sorriso pieno di denti, la risata cimiteriale, ma con lo sguardo cerca Matteo Salvini, che sta lì, sotto la colonna. E finge di gongolare. In realtà è teso, inquieto.
Con la Lega che precipita nei sondaggi, ha deciso di scommettere su questo ex comandante della Folgore. E farsi trascinare giù nel pozzo dell’estrema destra. Un azzardo pazzesco. Photo-opportunity: «Siamo una coppia luciferina per la sinistra!». Quando Salvini è in difficoltà prova sempre a fare lo spiritoso. Adesso lancia un’occhiata alla fidanzata, Francesca Verdini. Chi c’è? Sei solo, Matteo. Una solitudine umana e politica. La Lega non lo vuole Vannacci. Mancano i due capigruppo di Camera e Senato: Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Non c’è il ministro Giancarlo Giorgetti («Quel generale non è della Lega»). Di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, nemmeno a parlarne. Assente anche l’ex ministro Gian Marco Centinaio («Su Vannacci, Matteo, ripensaci»).
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meme sull'addio alla lega di roberto vannacci - by vukic
Le sue ambizioni politiche sono enormi, pianificate, irrefrenabili. Per questo ha deciso di usare il Carroccio come un taxi. Scenderà al momento opportuno. Fondando un partito tutto suo. Non è Salvini che usa lui: ma esattamente il contrario.
Certo, il suo lavoro lo fa: alle Europee, il generale porta in dote oltre 550 mila preferenze (che fine faranno, adesso?).
Per la Lega, e per il suo capo, ossigeno. Ma il prezzo è altissimo. Arrivato a Strasburgo, l’onorevole camerata entra perdutamente dentro il personaggio: una maschera tragica, indomabile, sempre pronto a provocare (inneggia alla X Mas), demolire (persino i lepenisti: «Vacci piano, camerata»), aggredire. Anche le donne. Per dire: la collega Carola Rackete annuncia le dimissioni dall’Europarlamento e lui, subito, la saluta postando tre foto: in una, ci sono i polpacci — non depilati — dell’attivista tedesca. Zaia prova vergogna.
ROBERTO VANNACCI COME CHARLES DE GAULLE - MEME
Giorgetti scuote la testa. Salvini, però, ha qualche cambiale politica da pagare: e — addirittura — al generale aggiunge i gradi di vicesegretario. Che, così, va in giro tutto baldanzoso. Facendo però campagna elettorale per il partito (suo) che verrà (Futuro Nazionale).
Alle adunate (alcune, tra l’altro, finiscono miseramente: come a Viterbo, con pochi, raggelati partecipanti), Vannacci va di repertorio. «Macché patriarcato! La verità è che cresciamo degli smidollati!».
Applausi, grida di evviva. Braccia tese nel saluto romano. Lui allora si ringalluzzisce e attacca con uno dei suoi racconti: «… E fu così, nel 1975, a Parigi, che cominciai a venire a contatto con persone di colore. Ero incuriosito. Perciò, nel metrò, fingevo di perdere l’equilibrio per poggiare, accidentalmente, la mano sopra la loro…». Brusio, risatine. E cosa scopriva, generale? «Cercavo di capire se la loro pelle, al tatto, fosse come la nostra».
ROBERTO VANNACCI SI TUFFA IL PRIMO GENNAIO A VIAREGGIO
Veniva giù la sala. E lui: «Non sono razzista, eh… Ma da ottomila anni l’italiano stereotipato è bianco». La premessa per poi sostenere che la nostra Paola Egonu, nata a Cittadella e campionessa della squadra di pallavolo medaglia d’oro a Parigi, «ha tratti somatici che, purtroppo, non rappresentano l’italianità».
Proprio un camerata. Puro, duro. Anche se poi certe volte non resiste e scende in spiaggia a Viareggio indossando una vestaglietta un po’ fru fru .
salvini vannacci pontida 2025
matteo salvini roberto vannacci 1presentazione del libro controvento
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matteo salvini e roberto vannacci 6presentazione del libro controvento
matteo salvini e roberto vannacci. presentazione del libro controvento

