IL MONDO ALLA ROVESCIA - LE MANI DELLA MAFIA SU “SQUADRA ANTIMAFIA”, LA FICTION DI CANALE 5, IDEATA E PRODOTTA DA PIETRO VALSECCHI! - LA VERA SQUADRA ANTIMAFIA DI PALERMO ARRESTA 28 TRA BOSS, GREGARI ED ESTORSORI DURANTE UNA MAXI RETATA A PALERMO E SCOPRE CHE LA FICTION SUBIVA IL RACKET DI COSA NOSTRA: CALOGERO LO PRESTI, ATTRAVERSO IL NIPOTE TANINO CONTROLLAVA I SERVIZI DI TRASPORTO E DI CATERING PER LE TROUPE IMPEGNATE SUL SET E NELLA PRODUZIONE LAVORAVA ANCHE UN UOMO VICINO ALLA COSCA…

1 - DECAPITATE COSCHE PALERMITANE, 28 ARRESTI...
(ANSA) - I carabinieri del comando provinciale di Palermo stanno eseguendo 28 arresti di boss, gregari ed estortori di Cosa Nostra. Per 22 indagati la Dda del capoluogo ha emesso provvedimenti di fermo per associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, al traffico di droga e alle rapine; per altre sei persone, già detenute per mafia, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L'indagine che ha portato al blitz denominata 'Pedro' ricostruisce l'organigramma dei mandamenti di Porta Nuova e Bagheria.

Dall'inchiesta emergono gli stretti rapporti tra i mafiosi di Porta Nuova e le 'famiglie' palermitane di Pagliarelli, Brancaccio, Noce e Tommaso Natale. Parte dell'indagine riguarda il mandamento di Bagheria: gli investigatori ne hanno individuato i vertici e hanno ricostruito la mappa del racket nella zona, principale attività di guadagno della cosca. L'operazione si è sviluppata attraverso intercettazioni video e audio di oltre 15 mesi, riscontrate anche dalle dichiarazioni dei pentiti. Ne è venuta fuori una Cosa Nostra particolarmente aggressiva nell'imposizione del pizzo e interessata a mettere le mani sulle attività imprenditoriali.

Dall'inchiesta è emerso anche un ritorno della mafia a investire il denaro sporco nel narcotraffico: i boss acquistavano cocaina da vendere sul mercato siciliano attraverso una rete di spacciatori capillarmente controllata. Tra i fermati ci sono gli attuali capi dei mandamenti di Porta Nuova e Bagheria. La scelta di un provvedimento d'urgenza come il fermo nasce dall'esigenza di bloccare le attività estorsive della cosca ed evitare danneggiamenti e attentati a imprenditori e commercianti. A differenza di quanto accaduto in altre indagini, le vittime del pizzo questa volta avrebbero collaborato con gli investigatori.

2 - ANCHE LA FICTION "SQUADRA ANTIMAFIA" SUBIVA IL RACKET...
Da "Il Giornale" - Nel mirino del clan di Portanuova anche la produzione della fiction televisiva "Squadra antimafia". La cosca controllava i servizi di trasporto e di catering per le troupe impegnate sul set della serie. A mettere le mani sulla produzione televisiva era stato Calogero Lo Presti, il quale si serviva del nipote, Tanino, per gestire direttamente l'affare. Nella produzione lavorava anche un uomo vicino alla cosca.

3 - EX INVESTIGATORE INFORMAVA COSCHE...
(ANSA) - Ci sarebbe anche un ex investigatore, un agente di polizia in pensione, tra gli arrestati dai carabinieri nell'operazione antimafia "Pedro" che oggi ha portato in cella 28 persone. Secondo gli investigatori avrebbe avvertito il capomafia Calogero Lo Presti di indagini e blitz in programmazione contro il clan.

4 - IN 3 TENTANO FUGA, PRESI...
(ANSA) - Ci sono stati anche tre tentativi di fuga - uno rocambolesco - nel blitz dei carabinieri che ha portato ai 28 arresti nell'operazione antimafia denominata in codice "Pedro". Nicola Milano, reggente del mandamento di Porta Nuova, sospettando da giorni di essere finito nel mirino degli investigatori, cambiava ogni notte covo e, questa mattina, quando i carabinieri hanno bussato nella sua ultima casa in via Monferonel, si è buttato dal balcone facendo un volo di cinque metri. Nella caduta si è fratturato malleolo e tallone.

Per recuperarlo sono stati necessari i vigili del fuoco. Ora è ricoverato al Civico di Palermo. A tentare la fuga sono stati anche Giovanni e Fabrizio Toscano, padre e figlio. Fabrizio aveva cambiato, negli ultimi giorni, casa e Giovanni ha tentato la fuga nelle campagne vicine alla sua abitazione, ma è stato preso.

 

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