conte speranza

VERBALE VOLANT – LA FAMOSA TRASPARENZA DEL GOVERNO CONTE: I VERBALI DELLA TASK FORCE ANTI-COVID RIMANGONO ANCORA SEGRETI. IL MOTIVO? “SONO SOLO FOGLI RIPRODUTTIVI DI RIUNIONI, SCRITTI INFORMALI PRIVI DI FIRMA” (ANNAMO BENE) – IN REALTÀ SONO MOLTO IMPORTANTI, PERCHÉ DA ESSI SAREBBE POSSIBILE SAPERE LA VERITÀ SUL PIANO PANDEMICO ITALIANO E SULLE SOTTOVALUTAZIONI DEL CORONAVIRUS CHE POTREBBERO ESSERE COSTATE ALL’ITALIA MIGLIAIA DI VITE…

Giuliano Guzzo per "La Verità"

 

giuseppe conte roberto speranza

Niente da fare, i verbali della task force anti Covid del ministro Roberto Speranza restano ancora, incredibilmente, segreti. A darne notizia, una fonte ufficiale, ossia un diniego ministeriale che, lunedì, è stato recapitato al deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, il quale giorni fa aveva inoltrato l'ennesima istanza di accesso agli atti per conoscere che cosa il team ministeriale di specialisti riunito per la prima volta il 22 gennaio - embrione da cui, poi, è poi derivato il Comitato tecnico scientifico - si fosse detto nel corso delle prime sedute.

 

roberto speranza domenico arcuri

Una richiesta rigettata con motivazioni che hanno dell'incredibile.La nota indirizzata a Bignami, infatti, liquida detti verbali come meri «fogli riproduttivi» di «riunioni», «scritti informali privi di firma» e che quindi «non costituiscono documenti amministrativi in senso proprio». «In altre parole», prosegue la nota, «trattasi di documenti che non hanno assunto natura provvedimentale, né si sono trasfusi in atti ufficiali, neppure in fase istruttoria, ed attengono ad una fase preparatoria».

 

I DOCUMENTI CHE CONFERMANO IL BLUFF DI SPERANZA SUI VACCINI ASTRAZENECA

Per questo, è la conclusione, si può asserire «l'insussistenza del diritto di accesso alla natura e al contenuto degli atti in esame».Ora, dato che non parliamo di una bocciofila né di una società segreta, bensì di una task force istituita per fronteggiare l'allora nascente pandemia - e di cui lo stesso ministro Speranza, non senza enfasi, aveva dato notizia - davvero non si capisce il motivo di cotanta riservatezza.

 

ITALIA DIVISA IN ZONE - MEME

Di certo non la comprende Bignami che, contattato dalla Verità, ha annunciato che da un lato ha inoltrato un'ulteriore richiesta di accesso agli atti e che, dall'altro, comunque vada adirà le vie legali, per quella che ritiene una segretezza ingiustificata per chi non abbia nulla da nascondere e, in ogni caso, illegittima.

 

giuseppe conte roberto speranza

Non una fonte di parte, bensì una sentenza del Tar - la numero 879/2021 - ha in effetti precisato che, a seguito del d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97, il cosiddetto decreto Trasparenza, è pieno diritto del cittadino ottenere «qualsiasi documento in possesso delle pubbliche amministrazioni». Sempre la medesima sentenza ha poi precisato che è del tutto «irrilevante» che siffatti atti siano sfociati o meno in provvedimenti. Tradotto dal giuridichese: che quelli della task force fossero verbali, «scritti informali privi di firma», pizzini o sms, poco importa. Se ci sono, devono saltar fuori.

giuseppe conte roberto speranza by osho

 

Tanto più, ecco il punto, che il rilievo di quei documenti non è elevato: è massimo. Infatti, tramite quei verbali - e solo attraverso di essi - è possibile ricostruire che cosa si sono detti gli autorevoli esperti convocati dal ministro e quali idee, all'inizio della pandemia, fossero emerse per pianificarne il contrasto.

 

report la mail di hans kluge

Rispetto a ciò, qualcosa in realtà è già trapelato. Sappiamo per esempio che il 29 gennaio il dottor Giuseppe Ippolito dell'Istituto Spallazani era intervenuto in seno alla task force evidenziando l'opportunità di «riferirsi alle metodologie del Piano pandemico di cui è dotata l'Italia e di adeguarle alle linee guida appena rese pubbliche dell'Oms».In sostanza, nel corso delle prime riunioni del gruppo, Ippolito esortava a dare attuazione al piano pandemico «di cui è dotata l'Italia».

 

GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

Non è dato sapere se alludesse a quello del 2006 o ad altri successivi che, come più volte raccontato su questo giornale, altro non erano che fotocopie dei precedenti. Il punto è che lo specialista dello Spallanzani un richiamo, a fine gennaio 2020, lo aveva fatto. Il che non è banale se pensiamo che nelle settimane successive, a febbraio, il Pd, anziché invitare alla prudenza, organizzava con Beppe Sala e Nicola Zingaretti gli ormai famigerati «aperitivi contro la paura», appoggiando campagne divenute indimenticabili come «abbraccia un cinese».

 

giuseppe conte a otto e mezzo 27 gennaio 2020

Ecco che allora i verbali che il ministero sta tenacemente celando assumono una importanza immensa perché da essi, oltre agli scambi di pareri tra i componenti della task force, è possibile sapere sia la verità sul piano pandemico italiano, da settimane al centro di un vero e proprio giallo - sul quale molte sono state, di fatto, le bugie di Speranza - sia sulle eventuali, iniziali sottovalutazioni del coronavirus che possono essere costate all'Italia non centinaia, ma qualche migliaio di vite.In teoria così non dovrebbe essere dato che, lo si ricorderà, il 27 gennaio, quando cioè, mentre l'emergenza Covid si stava sviluppando in Cina, Giuseppe Conte ospite di Lilli Gruber rassicurò tutti: «Siamo prontissimi, abbiamo adottato tutti i protocolli di prevenzione possibili e immaginabili». Poi com' è andata si è visto, purtroppo.

 

ANGELO BORRELLI ROBERTO SPERANZA GIUSEPPE CONTE

Ma il solo modo per appurare le effettive responsabilità, repetita iuvant, è accedere ai benedetti verbali della task force. E il fatto che si continui ad inventarsi scuse, prima quasi negando l'esistenza della stessa task force - liquidata come un «tavolo di consultazione informale» -, poi spiegando che sì, i verbali ci sono, ma non sono atti di «natura provvedimentale», ecco, non lascia presagire nulla di buono. Tanto per cambiare.

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