SORCI VERDINI - L’IPOTESI BERLUSCONA DI PIAZZARE BERTOLASO A CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FORZA ITALIA, FA IMBUFALIRE VERDINI CHE NON VUOLE ESSERE RIDIMENSIONATO - E I FORZISTI PIÙ ORTODOSSI, VEDENDOSI SCAVALCATI, GIÀ GUARDANO VERSO FITTO

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera

 

Berlusconi stringe la mano a Denis Verdini coordinatore del PDL Berlusconi stringe la mano a Denis Verdini coordinatore del PDL

«Parliamo del non politico per eccellenza, di uno che s’è dimostrato in grado di mettere insieme un milione e mezzo di volontari, di uno che conosce la società civile meglio della politica, di uno che conosce il territorio…». L’investitura di Guido Bertolaso a prossimo numero uno dell’organizzazione di Forza Italia si nasconde là, nei brandelli di frasi che Silvio Berlusconi ha consegnato a quelli della cerchia ristretta da dopo Natale agli ultimi giorni. 
 

SILVIO BERLUSCONI DENIS VERDINI SILVIO BERLUSCONI DENIS VERDINI

Alcuni dei destinatari delle confidenze dell’ex Cavaliere pensavano si trattasse semplicemente del vecchio ritornello di un leader che non ha mai nascosto la sua «stima incondizionata» verso l’ex numero uno della Protezione civile, che già in passato aveva rifiutato un incarico di rango dentro Forza Italia. 
 

Invece no. Perché stavolta, a differenza di quanto non è accaduto in passato, Berlusconi è davvero a un passo dall’ottenere il «sì» di Bertolaso. Che però, come condizione per accettare, avrebbe posto all’ex Cavaliere una sola condizione. Quella di poter aver il tempo per continuare ancora «a difendersi» nei processi che lo riguardano. Persino in quello sulla «cricca dei Grandi Eventi», che secondo i calcoli degli amici di Bertolaso potrebbe andare in prescrizione a maggio. Anche in questo caso, avrebbe insistito il diretto interessato, «sono pronto a rinunciare all’eventuale prescrizione perché voglio difendermi nel processo». 
 

bertolaso spesa al supermercato da OGGI bertolaso spesa al supermercato da OGGI

Tra l’operazione Bertolaso e la sua realizzazione, però, ci sono una serie di ostacoli. Il primo riguarda Denis Verdini. Il custode del Patto del Nazareno, ovviamente, non vedrebbe di buon occhio il suo stesso ridimensionamento all’interno del partito. Berlusconi gli avrebbe fatto capire che «un conto è la politica», dove il senatore toscano continuerebbe a dire la sua, «e un altro è l’organizzazione», che finirebbe sotto l’egida dell’ex numero uno della Protezione civile. Ma questa rassicurazione, almeno a sentire i parlamentari più vicini a Verdini, non sarebbe sufficiente, almeno per ora. 
 

C’è un altro problema, forse addirittura più grosso. L’inserimento di Bertolaso ai vertici dell’organigramma forzista, almeno è quello che si scommette all’interno del partito, provocherebbe non pochi mal di pancia anche tra i berlusconiani ortodossi. L’effetto collaterale più rischioso, su quest’ultimo fronte, sarebbe quello di provocare un altro smottamento interno a tutto vantaggio dell’area di Raffaele Fitto, che dopo la pausa natalizia ha dimostrato — tra Camera e Senato — di avere una consistenza numerica tutt’altro che trascurabile. 
 

MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO RAFFAELE FITTO MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO RAFFAELE FITTO

Tra tanti dubbi, però, c’è una certezza. L’eventuale ingresso di Bertolaso nella catena di comando forzista è vincolata, almeno cronologicamente, a due eventi. Il primo è l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Fino a quel momento, e questo Berlusconi l’avrebbe chiarito, «tra di noi rimane tutto com’è». Non foss’altro perché l’unico a tessere la tela con Palazzo Chigi era e rimane Verdini. Il secondo evento, che in molti sembrano aver dimenticato, riguarda 31 gennaio. In quella data, infatti, scadranno i tempi per la nuova campagna di tesseramento a FI. I risultati, anche a sentire i berlusconiani doc, saranno aritmeticamente tutt’altro che lusinghieri. «Aspettiamoci un altro flop. Se anche il Pd di Renzi stenta a trovare gente che paghi per avere la tessera, figuriamoci noi», s’è sentito dire Berlusconi giorni fa da un fedelissimo. Un motivo in più per affidarsi, se non a un «papa», a un «cardinale straniero». Sempre che Bertolaso si decida di pronunciarlo, alla fine, il fatidico sì. 

 

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