alto adige altoatesini

CI FACCIAMO SBERTUCCIARE ANCHE DALL’AUSTRIA - VIENNA SFIDA L'ITALIA: AVANTI CON I PASSAPORTI PER GLI ALTOATESINI - IL LEADER DEL MOVIMENTO DI ESTREMA DESTRA, FPO, HEINZ-CHRISTIAN STRACHE HA RILANCIATO: “L'AUTONOMIA DEL SUD TIROLO È GIUSTA, PERCHÉ NON PREVEDERE QUESTA POSSIBILITÀ”

kurz

Francesco Olivo per “la Stampa”

 

«Noi andiamo avanti». La questione del passaporto agli altoatesini rimane un progetto molto concreto per il governo austriaco. Lo confermano fonti vicinissime al premier Sebastian Kurz, impegnato in un tour diplomatico sempre più attivo: martedì ha visto Vladimir Putin, mercoledì la visita a Bruxelles e la stretta di mano con Jean Claude Juncker e ieri il congresso dei deputati del Partito Popolare europeo a Monaco di Baviera, del quale il cancelliere austriaco fa parte.

 

STRACHE KURZ

Il piano - emerso in dicembre - di dare la nazionalità austriaca agli abitanti di lingua tedesca dell'Alto Adige aveva subito un rallentamento negli scorsi mesi. Il provvedimento non era stato calendarizzato in Parlamento. Vienna aveva deciso di procedere con l'istituzione di gruppi di lavoro misti, ovvero comprendenti esponenti altoatesini. La ministra degli Esteri Karin Kneissl - siamo in marzo - aveva teso la mano a Roma ribadendo che ogni passo sarebbe stato valutato insieme alla Farnesina. Fonti diplomatiche italiane avevano allora sottolineato come l' istituzione di gruppi di lavoro era l' indicazione che l' Austria voleva prendere tempo e che il passo finale era ben lungi dall' essere vicino.

KURZ 1

 

E infatti ieri ambienti vicini a Kurz facevano capire che la mancanza di una data per la discussione in aula o nelle commissioni parlamentari è solo un rinvio non un accantonamento: «Noi andiamo avanti, non vogliamo giocare una partita unilaterale e cercheremo sempre il dialogo con l'Italia».

 

Ma in ogni caso l' esecutivo di coalizione, popolari e ultradestra Fpö, sponsor originari dell'iniziativa sposata da Kurz, sente di avere la ragione dalla propria parte: «Voi avete dato il passaporto alla minoranza italiana in Slovenia e Croazia negli Anni 90 e non ci sembra che si sia scandalizzato nessuno». L'esecutivo si riferisce a una modifica alla legge sulla cittadinanza che l' Italia apportò nel 2006, che consentì agli italiani di Istria e Dalmazia di ottenere il nostro passaporto, una misura che provocò malumori nei governi croato e sloveno.

boschi in Alto Adige

 

E il leader del Fpö Heinz-Christian Strache ha rilanciato: «L' autonomia del Sud Tirolo è giusta, perché non prevedere questa possibilità», ha detto riferendosi alla concessione del doppio passaporto.

 

A Roma oggi c' è un nuovo governo, con posizioni affini a quello austriaco su alcuni punti, primo fra tutti l' immigrazione. Kurz tra una conferenza e l' altra della riunione dei popolari a Monaco rifiuta ogni legame diretto: «Non conosco nessuno di Lega e Cinque Stelle. Ma sono pronto a confrontarmi». La Lega però i rapporti li ha con gli alleati di Kurz, i nazionalisti dell' Fpö La Lega per ora non prende posizione, ma a livello locale apre: «Per noi le radici storiche sono un valore importante. Comprendiamo quindi i sudtirolesi e le loro istanze» ha spiegato il segretario della Lega Trentino, Mirko Bisesti, al quotidiano Die Presse.

ALTO ADIGE - CARTELLI STRADALI IN DUE LINGUEMIGRANTI ALTO ADIGE TRENI VIETATI 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?