UN FLOP DA 110 E LODE PER SILVIO - VILLA GERNETTO, DOVE LA METTO? LA MAI NATA “UNIVERSITÀ DEL PENSIERO LIBERALE” IN SPROFONDO ROSSO

Ettore Livini per "La Repubblica"

George W. Bush? Mai visto. Tony Blair? Non pervenuto, come José Maria Aznar. Villa Gernetto, l'ultima scommessa immobiliare di Silvio Berlusconi, dà l'addio ai sogni di gloria. Il progetto dell'Università del pensiero liberale - fortissimamente voluta qui dall'ex premier - è andato in fumo assieme al suo parterre di professori che pareva una foto ricordo del G7. La Fininvest, quando si dice fratelli coltelli, ha disdetto un contratto di prelazione per l'affitto della struttura.

E così, dopo aver speso 75 milioni per trasformare il palazzo di Lesmo in una sorta di Versailles brianzola, il Cavaliere si trova a fare i conti ora con uno dei peggiori flop della sua carriera: una perizia commissionata alla Reag ha stimato in 51 milioni il valore della «reggia» (copyright Il Giornale) sulle rive del Lambro. E il Biscione è stato costretto a contabilizzare nel bilancio 2012 alla voce "Villa Gernetto" un buco da 17,4 milioni. Oltre al danno, c'è pure la beffa.

L'odiata Equitalia ha colto il Cavaliere con le mani nel sacco: Villa Gernetto (forse una rimozione, si sa quanto lui odii le tasse) si è scordata di pagare la Tarsu nel 2010 e nel 2011. E gli implacabili gabellieri di Attilio Befera le hanno recapitato una cartella esattoriale, «neutralizzata», così è scritto nero su bianco, con una spesa di 83mila euro.

La parabola dell'amatissima dimora dell'ex presidente del Consiglio è stata rapidissima. Berlusconi l'ha acquistata nel 2004 per 35 milioni. Da allora ci ha speso una fortuna: 36,5 milioni tra restauri e opere edili per riparare i terrazzamenti dei 36 ettari di parco e riportare agli antichi splendori i bassorilievi di Antonio Canova, più altri 3,7 milioni per gli arredi interni.

Inclusi i bronzi di nudi di donna acquistati con la figlia Marina a St.-Paul-de-Vence e, dicono, la litografia di Brainshaw che raffigura Obama nei panni di Superman.
Risultato: un gioiello da far invidia alla Dacia dell'amico Vladimir Putin.

Costoso (la manutenzione ordinaria brucia 96mila euro l'anno) ma mozzafiato, tanto che il Cavaliere ha accarezzato a lungo l'idea di trasferirsi qui, trasformando Villa San Martino - quella del Bunga Bunga - in una sorta di Palazzo Grazioli lombardo.

Tutti sogni rimasti nel cassetto. «I potenziali fruitori del sito - scrivono gli amministratori del palazzo - sono costretti causa crisi a tagliare le spese di rappresentanza, pubbliche relazioni e formazione per concentrarsi sul core business». Come ha fatto la stessa Fininvest. E gli incassi 2012 per gli affitti degli spazi (90mila euro) non bastano nemmeno a coprire le spese condominiali.

Il colpo di grazia ha il sapore dell'harakiri: il ripristino dell'Imu, deciso dal governo Berlusconi e concretizzato da Mario Monti, è costato nel 2012 quasi 370mila euro di tasse immobiliari in più. Ma su questo fronte Villa Gernetto, grazie alle larghe intese, può tirare adesso un sospiro di sollievo.

 

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