vincenzo de luca vs elly schlein -

“IL RIFIUTO DEL PD SUL TERZO MANDATO È UNA QUESTIONE PERSONALE NEI MIEI CONFRONTI” – VINCENZO DE LUCA BOMBARDA ELLY SCHLEIN E LA DIRIGENZA DEM: “CE L’HANNO CON ME PERCHÉ SONO LIBERO DA OGNI CORRENTE. QUESTA COSA NEL PD NON È MOLTO DIGERITA” – “IN LIGURIA ABBIAMO CANDIDATO ANDREA ORLANDO CON CINQUE MANDATI IN PARLAMENTO ALLE SPALLE E TRE MINISTERI. IL LIMITE DI MANDATI VALE SOLO PER I PRESIDENTI DI REGIONE?” – ROBERTO FICO CANDIDATO IN CAMPANIA? “NON VEDO PERCHÉ CONSEGNARE LA REGIONE A CHI HA FATTO OPPOSIZIONE PER 10 ANNI. MAGARI, TRA UN ANNO, CI SARÒ ANCORA IO…”

 

 

 

Regionali, De Luca boccia Fico e Schlein "Tra un anno magari ci sarò ancora io"

Estratto dell’articolo di Andrea Joly per “La Stampa”

 

vincenzo de luca festa dell unita di rivoli

«Io credo in un'alleanza larga, più ampia possibile, se vogliamo governare l'Italia». Anche coi 5 Stelle?

 

«Non c'è nessun veto, nessuna barricata. Si sono evoluti». Ma in Campania non accetterebbe la candidatura, al suo posto, di Roberto Fico: «Non vedo perché consegnare la Regione a chi ha fatto opposizione per 10 anni».

 

[…] Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca fa le carte al suo Partito Democratico dalla festa dell'Unità di Rivoli, Comune nella prima cintura di Torino. E tra balli, conferenze e i tradizionali panini con la porchetta, il dem non chiude al campo largo, «ma facciamo le primarie di coalizione e decidano i cittadini».

 

VINCENZO DE LUCA ROBERTO FICO

Un "esercizio di equilibrio" tanto per le Regionali in Campania, confermate in autunno dopo il no delle ultime ore al rinvio delle elezioni dai dirigenti del suo stesso partito, quanto a livello nazionale.

 

Intervistato dal palco dal direttore de La Stampa Andrea Malaguti, davanti a oltre 400 persone De Luca non parte dagli attacchi al governo, ma da quelli ai vertici del Pd.

 

Quei «dirigenti di Roma» che per lui sono «anime morte», che «non prendono un voto» e poi «hanno paura di lasciare scegliere il candidato ai cittadini in Campania mentre non sanno neanche dove sia».

 

andrea malaguti vincenzo de luca festa dell unita di rivoli

Qui De Luca arringa la folla sul terzo mandato: «Il rifiuto del Pd è chiaramente una questione personale nei miei confronti». Il governatore fa nomi e cognomi: «In Liguria abbiamo candidato Andrea Orlando, scelta che condivido, con cinque mandati in Parlamento alle spalle e tre ministeri.

 

Il limite di mandati vale solo per i presidenti di Regione? Questo è un paradosso che va cambiato, in un senso o nell'altro».

 

Perché, quindi, il Pd ce l'ha con De Luca? «Dovrebbe chiederlo a Elly Schlein. Probabilmente perché sono un uomo libero da ogni corrente. Non ho padroni. Questa cosa nel Pd non è molto digerita».

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE -

 

E il futuro? «Sono sulla linea Napolitano-De Mita». Intende che magari sarà ancora lei il presidente? «Assolutamente sì».

 

Sulla segretaria Elly Schlein De Luca dribbla la domanda più scomoda («L'ultima telefonata? Non glielo voglio dire»), ma la definisce «leader eletta in modo bizzarro, non dal suo partito», e poi aggiunge:

 

«Credo che si debba essere molto tolleranti coi giovani del partito ma dobbiamo avere il coraggio di richiamarli a un processo di formazione. Alcuni dirigenti nazionali sono a un livello tale di presunzione e supponenza che solo a guardarli mi viene l'orticaria». Orticaria tanto da schernirli: «A volte alcuni giovani dirigenti parlano come se avessero fatto lo sbarco in Normandia». Risate.

 

vincenzo de luca e luca zaia

[…]  De Luca loda il Piano Mattei – «seppur vuoto dei contenuti» - e a un certo punto sorprende tutti sul Ponte di Messina: «Io sono favorevole». Al dissenso espresso dai militanti, De Luca scherza: «Anche a Salvini capita di azzeccarne una».

 

E sui servizi che mancano, precisa: «Significa che si deve fare il ponte insieme ai servizi». Quindi chi vince nel 2027? «Chi sa prendere i voti». «Ma l'alternativa che dovrebbe proporre l'opposizione a questo governo – ammette – il centrosinistra oggi non è credibile».

 

[…]

 

elly schlein giuseppe conte e il caso todde in sardegna - vignetta by usbergo

Il finale è tra le risate per i problemi di acustica: «Siamo andati sulla luna, ma i guai dei microfoni non li risolveremo mai». E si concede una battuta sulle imitazioni di Maurizio Crozza, accettare con sportività: «Alla fine strappa un sorriso, i problemi sono altri».

vincenzo de luca festa dell unita di rivoli vincenzo de luca festa dell unita di rivoli andrea malaguti vincenzo de luca festa dell unita di rivoli

Ultimi Dagoreport

antonio barbera giulio base monda buttafuoco borgonzoni mantovano

FLASH! – BIENNALE DELLE MIE BRAME: IL MANDATO DI ALBERTO BARBERA ALLA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA TERMINA FRA UN ANNO MA DA MESI SI SUSSEGUONO VOCI SULLE ASPIRAZIONI DI ANTONIO MONDA (SPONSOR MANTOVANO) E DI GIULIO BASE, SUPPORTATO DALLO STRANA COPPIA FORMATA DALLA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI E DA IGNAZIO LA RUSSA (GRAZIE ALLO STRETTO RAPPORTO CON FABRIZIO ROCCA, FRATELLO DI TIZIANA, MOGLIE DI BASE) - IL PRESIDENTE ‘’SARACENO’’ BUTTAFUOCO, CHE TREMA AL PENSIERO DI MONDA E BASE, NON VUOLE PERDERE LA RICONOSCIUTA COMPETENZA INTERNAZIONALE DI BARBERA E GLI HA OFFERTO UN RUOLO DI ‘’CONSULENTE SPECIALE’’. RISPOSTA: O DIRETTORE O NIENTE…

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

DAGOREPORT - IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...