peter thiel

VIOLENZA E TRAGEDIA: LA STORIA SECONDO PETER THIEL – IL LIBRO PER CAPIRE LA DERIVA TECNOCRATICA NEGLI USA È “IL MOMENTO STRAUSSIANO”, IL SAGGIO DEL 2007 (APPENA PUBBLICATO IN ITALIA PER "LIBERILIBRI") IN CUI IL “CAVALIERE NERO” DELLA DESTRA USA ANTICIPAVA LA FILOSOFIA DEL NUOVO POTERE DI WASHINGTON: I CONCETTI CHIAVE DI LIBERTÀ ATTRAVERSO LA SICUREZZA E FORMA INQUIETA DELLA VIOLENZA. E' UNA REAZIONE ALL’ECCESSO DI TOLLERANZA, E DELIRIO WOKE, DEGLI ULTIMI DECENNI: SECONDO THIEL, L’OCCIDENTE È STATO MESSO IN PERICOLO PERCHÉ HA CREDUTO IN UN EGUALITARISMO IRREALISTICO. UNA VISIONE CHE HA TROVATO TERRENO FERTILE NELLA DESTRA POST-LIBERALE DI TRUMP...

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 3

Ecco la nuova Silicon Valley di Peter Thiel

Estratto dell’articolo di Andrea Venanzoni per “il Foglio”

 

l libro Il momento straussiano di Peter Thiel […] è un testo essenziale, fondamentale e probabilmente la migliore lente possibile per comprendere il presente. Un presente in cui gli apparati tecno-industriali, la Silicon Valley, l’amministrazione statunitense, non coltivano più, come nell’epoca della “fine della storia” pre 11 settembre, la chimerica illusione di utilizzare l’innovazione tecnologica come soft power, consolidando solo un’egemonia mercatoria.

 

peter thiel

Ora la tecnologia diventa una parte sostanziale della resurrezione dell’anima occidentale, presidio di difesa, esorcismo contro i nemici, vecchi e nuovi. Thiel è uno dei più importanti venture capitalist della Silicon Valley, ma non insegue soltanto una linea di profitto: nutre una visione che ha scolpito e cesellato nel corso degli anni, partendo proprio dagli insegnamenti di Girard con cui ha studiato a Stanford.

 

Le società che ha fondato, finanziato o semplicemente aiutato a crescere, da Palantir Technologies a Anduril Industries, rispondono agli imperativi concettuali che delinea nel saggio.

 

PETER THIEL - IL MOMENTO STRAUSSIANO

Sbagliano tutti quegli interpreti che cercano il vero senso esistenziale dell’Amministrazione Trump, fortificata dal nucleo duro di imprenditori di cui Thiel è mente pensante e braccio finanziario perfezionato, in bizzarri neomedievismi o in teoriche neocamerali o, più in generale, in un mero populismo dalle venature antidemocratiche.

 

E’ tutto qui, tra le righe, le parole, i concetti snudati ne Il momento straussiano. Libertà attraverso la sicurezza, consapevolezza della forma inquieta della violenza, pericolo della stagnazione culturale, tecnologica e spirituale, tragedia dell’addormentamento catatonico delle forze innovative d’occidente.

 

[…] Citando il Machiavelli letto e interpretato da Leo Strauss, Thiel si sofferma proprio sulla consapevolezza della intrinseca violenza latente nella condizione umana.

 

In questo, l’oblio, la dispercezione, sono stati determinati dall’aver abbracciato entusiasticamente un’idea antropologico-positiva di risoluzione dei conflitti, di pacificazione, di razionalità economica, dimentichi della severa lezione dell’antica tradizione filosofica.

 

Leo Strauss

L’eccesso di tolleranza, un fallace pluralismo declinato in senso debole, la perdita dell’identità, l’apertura a idee e forme religiose incompatibili con l’architettura storica e valoriale dell’occidente sono stati determinati proprio dall’aver silenziato le grandi questioni filosofiche e aver creduto in un’eguaglianza irrealistica. L’occidente ha dimenticato le proprie radici, smarrendo la strada.

 

Thiel […] traccia la linea di demarcazione, e di divaricazione appunto, tra la via greca di Atene e quella giudaico-cristiana che origina a Gerusalemme: da un lato, la forma politica del cittadino che innova, progredisce, combatte, elabora un sistema assiologico consapevole del reale e del contingente, dall’altro lato una forma metafisica che si interroga sul senso ulteriore, sulla trascendenza e che non assegna al contingente un valore supremo e beneficiale.

 

PETER THIEL E LA PAYPAL MAFIA - FOTO DI FORTUNE

La visione di Thiel è coerente con le nuove dimensioni della destra post liberale statunitense. In primo luogo, la riscoperta del sacro, del senso di comunità, della religione come elemento fondante del patto sociale, spiegano in maniera cristallina l’opposizione frontale al woke, letto non più semplicemente come impostura intellettuale ma quale fattore di demolizione, da dentro, dell’identità americana. In secondo luogo, la sinergia tra stato e giganti del Tech per garantire difesa, sicurezza, tenuta del sistema istituzionale.

 

Citando il Roberto Calasso de La rovina di Kasch, Thiel rileva come da sempre, ma soprattutto dopo il 1945, esistano nei fatti due storie: una lineare, istituzionale, basata su architetture garantistiche e paradigmi armonici, e una invece ombrosa, dove l’esercizio della forza e della violenza, azionato dalle forze di sicurezza, dai servizi di intelligence, garantisce il permanere della prima.

 

JD VANCE PETER THIEL

E’ una prospettiva che può non piacerci ma che, innegabilmente, è mero dato di fatto. Sono due linee parallele, destinate a non incontrarsi mai, ma l’una esiste in funzione dell’altra.  L’una, rileva Thiel, esiste solo perché l’altra veglia su di lei, nel cuore della tenebra.

PETER THIEL COME TOM CRUISE IN TOP GUN MAVERICK donald trump peter thielpeter thiel donald trumpJD VANCE SENZA BARBA QUANDO LAVORAVA CON PETER THIELIl venture capitalist Peter Thiel e? stato a lungo un mentore di AltmanPAYPAL MAFIA

 

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...