donald trump volodymyr zelensky

ZELENSKY CORNUTO E MAZZIATO: DOVRÀ FIRMARE LA RESA A PUTIN, CONCEDERGLI IL 20% DEL TERRITORIO UCRAINO, E SVENDERE IL RESTANTE 80% A TRUMP – STASERA LA VISITA DELL’EX COMICO A WASHINGTON, PER CHIUDERE L’ACCORDO SULLE TERRE RARE: MA ANCORA IL TYCOON NON HA DATO ALCUNA GARANZIA SULLA SICUREZZA (KIEV CHIEDE LA PROTEZIONE AMERICANA, NON SOLO EUROPEA) – IL “MALINTESO” SUL TERMINE TERRE RARE E IL NUOVO SLOGAN DI TRUMPONE: “DIG, DIG, DIG, DIG WE MUST” (“SCAVARE, SCAVARE, SCAVARE, SCAVARE DOBBIAMO) - VIDEO

 

 

1. STARMER INCALZA TRUMP: LA PACE EVITI IL RITORNO DI PUTIN

Estratto dell’articolo di V . Ma. per il "Corriere della Sera"

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - MEME BY EDOARDO BARALDI

[…]   A un certo punto Trump ha ribadito che la garanzia di sicurezza sarà di fatto l’accordo economico con l’Ucraina per i minerali, che firmerà oggi con Zelensky (coniando un nuovo slogan «Dig, dig, dig, dig we must», «Scavare dobbiamo»).

 

«C’è un backstop — ha detto Trump —. Prima devi avere i Paesi europei, perché sono là.

Noi siamo molto lontani, c’è un oceano tra di noi, ma vogliamo assicurarci che funzioni. Non so quando dite backstop , se intendete psicologico o militare, ma noi siamo una barriera di sicurezza perché saremo là, lavoreremo nel Paese».

 

Alla domanda se gli Stati Uniti siano pronti a intervenire nel caso in cui i britannici vengano attaccati, ha risposto: «Se i britannici vengono attaccati… non hanno bisogno di aiuto… sono soldati incredibili, ma se hanno bisogno sarò sempre con i britannici». […]

 

LA MAPPA DELLE RISORSE MINERARIE IN UCRAINA

2. OGGI ZELENSKY SBARCA A WASHINGTON MA PER LE TERRE RARE CHIEDE GARANZIE

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/esteri/2025/02/28/news/zelensky_trump_terre_rare_ucraina-424032347/

 

Parte tutta in salita la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky prevista oggi a Washington. […] Al centro dei colloqui c’è l’accordo quadro tra Kiev e Washington sullo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine.

 

Trump lo chiede per ottenere una contropartita per gli aiuti militari ed economici finora forniti, in una logica che la stampa statunitense ha battezzato transactional diplomacy,“diplomazia della compravendita”, o ha addirittura definito “racket della protezione”.

 

XI JINPING - DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN

E ieri ha annunciato che oggi l’accordo verrà firmato. Zelensky, invece, ha avvertito che «il successo» dipenderà tutto dai colloqui a porte chiuse. Prima di acconsentire alla sigla, vuole garanzie di sicurezza concrete, ma nella bozza trapelata su vari media non ci sarebbe nessun esplicito impegno, soltanto un vago riferimento al sostegno statunitense agli «sforzi» ucraini per ottenere «una pace duratura».

 

A Zelensky non basta. Da qui le sue riserve che domenica discuterà anche a Londra, dove il premier britannico Keir Starmer, reduce a sua volta da una visita a Washington, ospiterà un incontro con altri leader europei, tra cui Macron, la premier italiana Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. […]

 

keir starmer donald trump

3. IL GRANDE BLUFF DELLE TERRE RARE DELL’UCRAINA: L’ACCORDO DI TRUMP CON ZELENSKY SI FONDA SU UN EQUIVOCO

Estratto dell’articolo di Gianluca Brambilla per www.open.online

 

Rischia di esserci un grosso equivoco dietro l’accordo sulle “terre rare” che gli Stati Uniti vorrebbero imporre all’Ucraina. […]

 

Il presidente americano ha detto pubblicamente che vuole ottenere da Kiev l’equivalente di 500 miliardi di dollari […]. Quella cifra era contenuta in una prima bozza dell’accordo rifiutata da Zelensky e non è chiaro se sarà inclusa anche nella versione finale dell’intesa.

 

Anche perché sullo sfondo resta un problema non da poco con cui la Casa Bianca potrebbe essere costretta a fare i conti: il rischio che l’Ucraina non disponga davvero di quella quantità di minerali.

 

[…]

DONALD TRUMP FANTOCCIO DI PUTIN - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

 

Il primo equivoco sull’accordo a cui stanno lavorando Stati Uniti e Ucraina riguarda l’oggetto stesso del contendere. Trump ha parlato a più riprese di «terre rare», ma è probabile che abbia usato il termine in modo improprio per riferirsi in realtà ai «minerali critici», un gruppo di materie prime […] che vengono ritenute indispensabile per alcuni settori strategici dell’economia, come la difesa, l’elettronica o la transizione energetica.

 

L’Ucraina, però, non possiede riserve rilevanti di terre rare. Ciò di cui dispone, almeno sulla carta, sono altre materie prime critiche come litio, grafite e titanio. Su queste ultime ha messo gli occhi anche l’Europa, che ha presentato un accordo per lo sfruttamento dei minerali ucraini alternativo a quello offerto da Trump.

 

DONALD TRUMP E VOLODYMYR ZELENSKY

«Ventuno dei trenta materiali essenziali di cui l’Europa ha bisogno possono essere forniti dall’Ucraina. Il valore aggiunto che offre l’Europa è che noi non chiederemmo mai un accordo che non sia vantaggioso per entrambi», ha affermato il commissario Ue all’Industria, Stéphane Séjourné.

 

[…]

 

Il probabile scivolone linguistico sulle terre rare non è l’unico ostacolo che rischia di far inciampare Trump. Secondo gli esperti del settore, ci sono buone ragioni per dubitare dell’efficacia dell’accordo che la Casa Bianca vorrebbe strappare a Kiev.

 

TERRE RARE IN UCRAINA DIFFICILI DA RAGGIUNGERE

«Sorprendentemente, molte persone, tra cui il presidente Trump, sembrano convinte che l’Ucraina abbia una ricca dotazione mineraria. È una follia», ha scritto su Bloomberg Javier Blas, analista di riferimento sui temi energetici e le materie prime. L’esperto fa notare come il servizio geologico statunitense non includa l’Ucraina tra i Paesi che dispongono di giacimenti di terre rare, ad eccezione di qualche piccola riserva di scandio.

 

L’amministrazione Trump, insomma, potrebbe non aver fatto bene i conti con la geologia. E la cifra ventilata dal presidente americano, ossia quei 500 miliardi di dollari in minerali critici, sembra non avere alcuna aderenza con la realtà. «Il valore della produzione di terre rare nel mondo è di 15 miliardi all’anno», ricorda sempre Blas.

 

terre rare

Questo, continua il ragionamento dell’esperto su Bloomberg, significa che «se anche l’Ucraina fosse in grado, per magia, di produrre il 20% delle terre rare di tutto il mondo, il valore sarebbe di tre miliardi di dollari all’anno». Per raggiungere quota 500 miliardi, dunque, l’accordo tra Stati Uniti e Ucraina dovrebbe avere una durata di oltre 150 anni.

 

[…]

 

All’origine del grosso malinteso dietro l’accordo sui minerali critici potrebbe esserci proprio il governo ucraino. Il ministero delle Risorse naturali di Kiev sostiene che l’Ucraina detiene circa il 5% delle materie prime critiche presenti nel mondo. Queste stime, però, risalirebbero all’era sovietica e non terrebbero conto anche degli eventuali costi di estrazione.

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

Tra i materiali di cui l’Ucraina potrebbe disporre in grosse quantità ci sono soprattutto: il litio, fondamentale per le batterie elettriche, la grafite, usata per batterie e pannelli solari, il titanio, che trova impiego nel settore dell’aerospazio, l’uranio, materia prima di riferimento per le centrali nucleari, e il gallio, usato per i semiconduttori.

 

Sulla carta, il potenziale estrattivo è enorme. Nella pratica, scrive Politico, l’entità del patrimonio minerario ucraino è ancora in gran parte un mistero. Il governo di Kiev segnala l’esistenza di oltre 20mila depositi e siti minerari, ma solo 8mila sono stati giudicati effettivamente sfruttabili.

 

donald trump vladimir putin

Ci sono poi almeno altri due ostacoli con cui bisogna fare i conti. Il primo: servono miliardi di dollari (e forse alcuni anni di tempo) per bonificare il territorio da mine e ordigni inesplosi. Il secondo problema ha a che fare invece con l’ubicazione delle miniere, che in alcuni casi si trovano nei territori orientali dell’Ucraina finiti sotto il controllo di Mosca. Tutte queste incognite, secondo S&P Global, rischiano di rendere l’estrazione di minerali in Ucraina un’attività per niente redditizia.

 

trump e putin boney m meme by il giornalone la stampa

 

terre rare in ucraina

donald trump keir starmer 1

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…