volodymyr zelensky drone droni russia mosca ucraina

ZELENSKY È TERRORIZZATO DAL DISIMPEGNO AMERICANO, MA HA MOLTE CARTE IN MANO – IL PRESIDENTE UCRAINO NON S’È LASCIATO SCORAGGIARE DALLA GUERRA IN IRAN, CHE VEDE COME UN’OPPORTUNITÀ: KIEV È L’UNICO PAESE AL MONDO CHE SA COME DISTRUGGERE I DRONI IRANIANI (USATI DAI RUSSI NEL CONFLITTO), E I SUOI UOMINI SONO DA GIORNI SUL CAMPO NEI PAESI DEL GOLFO PER CHIUDERE ACCORDI – IL RAPPORTO CON BIN SALMAN E LA FURIA DI DONALD TRUMP CONTRO L’EUROPA, CHE POTREBBE RIPERCUOTERSI CONTRO L’UCRAINA…

ZELENSKY, L'INCUBO DEL DISIMPEGNO PUTIN TEME ATTACCHI E OSCURA IL WEB

Estratto dell’articolo di Antonello Guerrera per "la Repubblica"

 

VOLODYMYR ZELENSKY - RE CARLO

È il tour europeo del "non ti scordar di me", ma anche quello del panico, per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, arrivato ieri a Londra con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

 

L'attenzione mondiale è sull'Iran, Donald Trump è una furia contro gli alleati europei che non vogliono impantanarsi nel Golfo. E a Londra temono che il presidente Usa, dopo aver allentato le sanzioni su petrolio e gas russo, ora possa vendicarsi dei riluttanti europei spostando il flusso di armi e risorse americane dall'Ucraina al Medio Oriente.

 

È una ipotesi che terrorizza Whitehall. Non a caso il primo ministro Keir Starmer l'altro giorno aveva dichiarato che «la Russia non può essere il vincitore di quanto accade in Iran». Ma Trump ieri ha reiterato le accuse alla Gran Bretagna: «Erano un grande alleato, poi è arrivato Keir».

 

KEIR STARMER - VOLODYMYR ZELENSKY - MARK RUTTE

Ieri intanto si sono riuniti a Londra Starmer, Rutte e Zelensky. Il quale oggi, dopo Francia e Regno Unito, si recherà anche a Madrid dal premier Sánchez. Insomma, tocca fare blocco, contro un Trump «mai così imbestialito e pronto a punire gli europei», secondo il senatore americano Lindsey Graham.

 

«L'Europa deve prepararsi a attacchi terroristici e di droni», ha avvertito Zelensky ieri al Parlamento di Westminster. Il presidente ucraino cerca di tenere due piedi in una scarpa, annunciando un nuovo accordo militare con Londra su intelligenza artificiale e aerei senza pilota, oltre a duecento esperti ucraini anti-droni inviati nel Golfo per fermare quelli iraniani: «Possiamo produrre circa 2000 droni intercettori al giorno per gli alleati».

 

MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY

Insomma, nonostante l'assedio di Putin, Kiev vuole dimostrare di essere utile agli americani, e persuaderli a non abbandonarli. Anche perché «Iran e Russia sono i due fratelli dell'odio», li ha chiamati Zelensky, che ieri ha fatto visita pure a re Carlo. Certo, Mosca si sta avvantaggiando della guerra in Iran: ora guadagna 150 milioni di dollari al giorno in più, grazie alla crisi petrolifera.  […]  

 

GLI ACCORDI IN ARMI FRA RIAD E KYIV

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio” – articolo del 14 marzo 2026

 

[…]

 

 

putin trump

Zelensky […] continua ad avere rapporti con il principe ereditario saudita, che finora ha donato a Kyiv 400 milioni di dollari in aiuti non militari e ora potrebbe concludere accordi milionari per accaparrarsi  armi ucraine.

 

Se Bin Salman ha investito  è perché ha visto il potenziale dell’Ucraina e ora che deve proteggere le sue infrastrutture energetiche, che deve respingere gli attacchi dei droni Shahed mandati dall’Iran, ha chiesto l’intervento diretto di Kyiv.

 

Gli esperti dell’Ucraina sono andati in medio oriente, Zelensky ha mandato il suo capo negoziatore Rustem Umerov, che ha visitato gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita. La missione è quella di parlare delle tecnologie ucraine e stabilire aree di cooperazione.

 

MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY

Secondo il Wall Street Journal, la più grande compagnia petrolifera del mondo, Saudi Aramco, sta negoziando direttamente con aziende ucraine come SkyFall e Wild Hornets per la produzione di droni intercettori e con Phantom Defense per sistemi di guerra elettronica.

 

Gli Shahed hanno colpito il territorio dell’Arabia Saudita,  prendendo di mira anche le raffinerie di petrolio. Per intercettare i missili, che comunque per gli iraniani iniziano a essere merce rara, i sauditi e tutti gli stati del Golfo contano sui Patriot o sul sistema Thaad, dopo oltre una settimana hanno capito che la proporzione fra missili intercettori e droni non era sostenibile.

 

base britannica in iraq colpita da droni iraniani

I droni si muovono a sciami e la Repubblica islamica li produce con più facilità e rapidità rispetto ai missili, inoltre costano 30 mila dollari e non vale la pena abbatterli con intercettori da milioni di dollari. Per i paesi del Golfo, la soluzione immediata è stata parlare con Zelensky, chiedere aiuto e iniziare a negoziare acquisti che per l’Ucraina possono essere milionari.

 

[…] Le ambiguità non mancano, Bin Salman e al  Sharaa continuano a parlare con i russi, ma l’intervento contro l’Iran, per gli ucraini, offre anche l’opportunità di scalfire  un topos della guerra in Ucraina  creato da Mosca e che impone gli ucraini come poveri e mendicanti e i russi come imprescindibili in ogni contesto per fare affari. 

 

 La guerra in medio oriente ha messo l’Ucraina nella condizione di condividere e vendere le sue armi.

MEME SU ZELENSKY CHE NON HA LE CARTE MA GLI INTERCETTORI CONTRO I DRONI IRANIANI

 

Gli iraniani hanno regalato ai russi la capacità di costruire droni, i russi li hanno migliorati, corretti, resi più potenti e hanno condiviso alcune modifiche con Teheran. I paesi del Golfo oggi si devono difendere da quei velivoli, contro cui soltanto Kyiv ha dimestichezza. Ora ha subìto un’accelerazione, ma l’interesse del  Golfo per  Kyiv dura da tempo, tanto che il conglomerato emiratino della difesa Edge a inizio anno aveva firmato un accordo per l’acquisto del 30 per cento del capitale di Fire Point, l’azienda che produce i Flamingo.

 

L’Ucraina possiede la cura per il medio oriente, anche perché Mosca continua a condividere molto con Teheran. Ieri alla domanda se Vladimir Putin stesse aiutando l’Iran, il presidente americano, Donald Trump, ha risposto: “Un pochino”. E poi ha aggiunto: “In tutta onestà”. Questa non è ambiguità, come nel caso dei sauditi che mantengono affari con tutti, suona come una scelta di campo: quello del nemico che aiuta il tuo nemico.

iran mostra la sua scorta di droni kamikazebase britannica in iraq colpita da droni iraniani

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...