PRENDI LA CASSA E SCAPPA! CI SAREBBE ANCHE UN VIDEO CHE MOSTRA COME NELLA NOTTE DEL ROGO A LE COSTELLATION JESSICA MORETTI, PROPRIETARIA DEL LOCALE DI CRANS MONTANA, SE LA DA’ A GAMBE PORTANDO VIA L'INCASSO MENTRE DENTRO INFURIANO LE FIAMME - IL BAR ERA GIÀ FUORI LEGGE MOLTO PRIMA DELL'INCENDIO DELL'ULTIMO DELL'ANNO CHE E’ COSTATO LA VITA A 40 PERSONE, IN GRAN PARTE GIOVANISSIMI - LA CAPIENZA MASSIMA ERA DI DUECENTO PERSONE, MA IL 31 DICEMBRE CE N'ERANO QUATTROCENTO – NON C’ERANO CONTROLLI SUL DIVIETO DI VENDITA DEI SUPER-ALCOLICI AI MINORI E SULL’ETÀ DEI CLIENTI (SECONDO LA LEGGE DEL CANTONE VALLESE, È RESPONSABILITÀ DEI GESTORI DEL LOCALE. COSA ASPETTANO AD ARRESTARLI?) - IL BARISTA PENTITO: “QUI NON VA BENE NULLA, CI SONO MOLTE CARENZE” - VIDEO
Niccolò Zancan per “la Stampa” - Estratti
È molto doloroso scriverlo adesso, ma un barista del Constellation aveva capito tutto in anticipo. Era preoccupato di quello che stava succedendo dentro al locale in cui era stato appena assunto con un contratto stagionale.
«Mio figlio Gaëtan mi ha chiamato una settimana prima di Natale. Mi ha detto: "Papà, torno a casa, qui non va bene nulla. Non mi aspettavo una situazione del genere, ci sono molte carenze". Si riferiva in particolare a ragazzi molto giovani che frequentavano il locale, alla mancanza di controlli».
Il padre di Gaëtan T. , 28 anni, ha parlato con la televisione francese BFMTV, pieno di rabbia e di tristezza.
Suo figlio è ricoverato in coma in un ospedale di Parigi, dopo quattro giorni al centro ustionasti di Losanna. Per i fumi respirati nel rogo di Capodanno ha delle complicazioni polmonari. Anche lui, come molti altri feriti, sta nel tempo sospeso in cui i medici non possono pronunciarsi.
BAR LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA
Il padre ha fatto fatica a rintracciarlo. Nessuna telefonata dai gestori del Constellation, Jacques Moretti e Jessica Maric. «Ma sono stati loro a insistere perché rimanesse almeno fino a dopo le feste di Natale, era il bar tender, aveva un incarico importante, hanno fatto pressioni. Ma Gaëtan voleva andarsene».
Questa paura anticipata svela quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: il Constellation era una trappola per ragazzini. Era già fuori legge molto prima dell'incendio della notte dell'ultimo dell'anno. Era già un posto pericoloso, prima del disastro totale.
La capienza massima era di duecento persone, ma il 31 dicembre ce n'erano quattrocento. Le quaranta vittime sono giovanissime. Otto di loro avevano meno di 16 anni. Altre dodici erano di poco più grandi: non avevano ancora raggiunto la maggiore età.
Tutti sapevano quello che il barista Gaëtan T. ha scoperto lavorando: non c'erano controlli. Tutti potevano bere tutto. Ma la legge svizzera, con l'aggiunta di un un regolamento comunale firmato proprio dal sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, dice altro.
Era vietato stare in quel locale dopo le dieci di sera per tutte le persone con meno di 16 anni. Era vietato entrare dopo le dieci di sera dai 16 ai 18 anni di età, se non accompagnati da un adulto. Tutti i ragazzi fra i 16 e i 18 anni potevano bere birra e vino, se accompagnati, ma nessuno di loro poteva bere superalcolici. Secondo la legge del cantone Vallese, è responsabilità dei gestori del locale verificare l'età dei minori presenti. In caso di violazione, i trasgressori rischiano una multa fino a 50.000 franchi svizzeri. La licenza può essere revocata e il locale chiuso. Ma nessuno controllava il Constellation, anche sotto questo aspetto.
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 1
«Per fare serata al Constellation c'erano molti modi», ha raccontato un ragazzino scampato alle fiamme. «Se eri piccolo, bastava entrare prima delle 22 e poi nessuno ti mandava via. Alcuni di noi avevano il codice di una porta condominiale, che portava direttamente alla veranda, così saltavi il controllo del buttafuori. Raramente chiedevano i documenti».
Questo è solo uno dei tanti resoconti degli scampati alla notte di Capodanno. I video mostrano shot di vodka e tequila, l'orribile rito dei tavolini "privè" da 300 franchi imposti anche a ragazzi di 16 anni. Con bottiglie servite al tavolo come trofeo da esibire in pubblico. Nulla era a norma al Constellation.
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(...) Lì c'era anche la moglie del titolare, la signora Jessica Maric. Ci sarebbe un video che la inquadra mentre esce dal locale portando via l'incasso mentre dentro infuriano le fiamme. Il Constellation era noto per questa carenza di controlli.
jacques moretti
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