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VOLANO MATTONI IN FORZA ITALIA! – LA PRESIDENTE DELL’ANCE, L’ASSOCIAZIONE DEI COSTRUTTORI, FEDERICA BRANCACCIO, INVIA UNA LETTERA DI FUOCO AL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA, ANTONIO TAJANI E AI CAPIGRUPPO ENRICO COSTA E STEFANIA CRAXI, LAMENTANDOSI PER L’INTERVENTO CHE LA DEPUTATA AZZURRA CHIARA TENERINI, FEDELISSIMA DI TAJANI, HA TENUTO AL “FESTIVAL DEL LAVORO” IN CUI HA CHIESTO DI RIVEDERE TUTTO IL SISTEMA DELLA “CASSE EDILI”: “HA RILASCIATO DICHIARAZIONI CHE CI HANNO LASCIATI, A DIR POCO, STUPITI. HA DIMOSTRATO UNA SCARSA CONOSCENZA DELLE NORMATIVE ALLA BASE DEL SISTEMA CASSE EDILI” – LO SCAZZO È SIGNIFICATIVO PERCHÉ IL MONDO DEI COSTRUTTORI È DA SEMPRE VICINO A FORZA ITALIA, E SI INSERISCE NELLA GUERRA ALL’INTERNO DEL PARTITO, CON TAJANI, ORMAI COMMISSARIATO DA MARINA BERLUSCONI, CHE CERCA DISPERATAMENTE DI RESISTERE AL “RINNOVAMENTO”…

DAGONOTA

ANTONIO TAJANI E CHIARA TENERINI

Non c’è pace per Antonio Tajani. La sua fedelissima, Chiara Tenerini, ha fatto incazzare di brutto i costruttori. Dopo l’intervento di venerdì scorso della bionda deputata al Festival del lavoro, nell’ambito di un incontro sulle Casse Edili, l’Ance guidata da Federica Brancaccio, da sempre vicina a Forza Italia, e tutte le sigle del settore, ha spedito una lettera di fuoco al segretario azzurro e ai capigruppo azzurri, Enrico Costa e Stefania Craxi.

 

Nel suo intervento Tenerini, che è membro della Commissione Lavoro della Camera e sognava una poltrona nel recente valzer dei sottosegretari, ha detto in sostanza che le Casse Edili rappresentano ormai un costo eccessivo e che bisogna liberalizzare il sistema.

 

Parole pesanti come mattoni, se si pensa che le Casse Edili gestiscono di fatto tutto il mondo che ruota intorno all’edilizia, all’interno del contratto nazionale firmato da Ance e sindacati.

 

Parole che, come prevedibile, hanno fatto scattare i costruttori, che hanno vissuto la sparata di Tenerini come un “tradimento” da parte di un partito da sempre “amico”: “Dichiarazioni che ci hanno lasciati, a dir poco, stupiti.

 

federica brancaccio - presidente ance

Stupiti in quanto, pur nella consapevolezza e nel rispetto di idee e dinamiche politiche, l’intervento ha dimostrato una scarsa conoscenza delle normative poste a base del sistema Casse edili, in quanto sembrerebbe ignorare non solo il vigente assetto legislativo, anche recentissimo, scaturito da Governi di ogni estrazione politica, ma soprattutto le finalità che il legislatore ha voluto perseguire, negli anni e fino ai giorni nostri, volte a presidiare la regolarità del settore delle costruzioni”.

 

Insomma, la tajanea Tenerini ha pestano un merdone, facendo imbufalire una categoria cara agli azzurri e certamente alla famiglia Berlusconi (inutile ricordare l’epopea del “costruttore” Silvio). E ha messo in ulteriore difficoltà quel merluzzone di Tajani, ormai commissariato da Marina Berlusconi, costretto a subire il “rinnovamento” del partito e intento a difendere con le unghie e con i denti quel che poco di potere che gli resta dentro Forza Italia.

 

LAVORO, TENERINI (FI): NIENTE PRECARIETÀ, FUTURO VA GOVERNATO NON DEMONIZZATO

CHIARA TENERINI

(9Colonne) - "La flessibilità non è precarietà. La precarietà è flessibilità senza   regole, senza formazione, senza contrattazione e senza prospettiva. La vera sfida,   oggi, è costruire una flessibilità buona, capace di tenere insieme produttività,   tutele, qualità della vita e competitività delle imprese".  

 

Lo ha dichiarato l'On. Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia e responsabile   nazionale del Dipartimento Lavoro del partito, intervenendo oggi al Festival del   Lavoro di Roma, su invito dei Consulenti del Lavoro, nel panel dedicato al lavoro   flessibile e ai nuovi modelli organizzativi.  

 

"Il dibattito italiano sul lavoro rischia spesso di restare prigioniero di categorie   vecchie. Da una parte chi immagina la flessibilità come una zona franca senza   diritti, dall'altra chi la considera automaticamente un male. Entrambe le letture   sono sbagliate. Il punto non è tornare indietro, ma governare meglio ciò che è   cambiato", prosegue Tenerini.  

 

"Smart working, orari flessibili, banca ore, lavoro per obiettivi, settimana corta e   nuovi modelli organizzativi non sono formule magiche. Funzionano solo se dietro c'è   organizzazione, chiarezza degli obiettivi, formazione, diritto alla disconnessione,   responsabilità manageriale e contrattazione. Se applicati male diventano caos, se   applicati bene diventano produttività e qualità della vita".  

 

chiara tenerini

Secondo Tenerini, "la contrattazione collettiva resta decisiva, ma deve evolvere. Il   contratto nazionale è il pavimento dei diritti, non può diventare il soffitto della   crescita. La contrattazione aziendale e territoriale deve servire a redistribuire   produttività, rafforzare il welfare, rendere esigibile la formazione e adattare   l'organizzazione del lavoro alle diverse realtà produttive".   

 

"Non possiamo discutere di salari senza discutere di produttività. La produttività   non è una parolaccia padronale: se è contrattata e redistribuita, diventa salario,   welfare, formazione e tempo liberato. Senza produttività, il salario resta appeso   alla buona volontà della politica o alla capacità dello Stato di fare debito". 

 

  "Il Governo ha scelto una linea chiara: non flessibilità selvaggia, ma flessibilità   accompagnata. Incentivi alla stabilizzazione, contrasto al lavoro irregolare e al   caporalato digitale, detassazione dei premi di produttività, rafforzamento del   welfare aziendale e attenzione alla qualità della contrattazione. Il punto non è   vietare il lavoro che cambia, ma impedire che il cambiamento diventi sfruttamento".   

 

"La flessibilità ben regolata può essere una grande leva anche per donne, genitori,   caregiver, giovani e territori periferici. Demonizzarla significa spesso colpire   proprio le persone che diciamo di voler aiutare. Il contrario della precarietà non è   la rigidità, è la sicurezza: competenze spendibili, tutele effettive, formazione   continua, salario dignitoso e possibilità reale di stabilizzazione".   

lettera ance e costruttori a antonio tajani

 

"Il lavoro del futuro non sarà giudicato da quante ore una persona resta seduta   davanti a una scrivania, ma da quanto valore crea, da quante tutele conserva e da   quanta libertà riesce a tenere insieme alla responsabilità. La politica seria non

 

deve avere paura del cambiamento: deve dargli regole intelligenti".

 

LETTERA DELLA PRESIDENTE DI ANCE, FEDERICA BRANCACCIO, AD ANTONIO TAJANI E AI CAPIGRUPPO DI FORZA ITALIA

 

Illustre Vicepresidente,

 

illustri Senatori e Onorevoli,

 

abbiamo appreso con rammarico che, venerdì scorso, nell’ambito di un incontro sulle Casse Edili, organizzato all’interno del Festival del lavoro da parte di una Associazione partecipante, non solo venivano diffuse informazioni su tale sistema assolutamente prive di qualsivoglia fondamento, ma anche che un Vostro rappresentante, componente della Commissione Lavoro della Camera, è intervenuto rilasciando dichiarazioni che ci hanno lasciati, a dir poco, stupiti.

 

lettera ance e costruttori a antonio tajani

Stupiti in quanto, pur nella consapevolezza e nel rispetto di idee e dinamiche politiche, l’intervento ha dimostrato una scarsa conoscenza delle normative poste a base del sistema Casse edili, in quanto sembrerebbe ignorare non solo il vigente assetto legislativo, anche recentissimo, scaturito da Governi di ogni estrazione politica, ma soprattutto le finalità che il legislatore ha voluto perseguire, negli anni e fino ai giorni nostri, volte a presidiare la regolarità del settore delle costruzioni, affidando ruoli precisi a un sistema che si fonda sull’essenziale principio di terzietà.

 

Proprio per far meglio comprendere questo percorso virtuoso, creatosi, come detto, nel corso degli anni, ci permettiamo di allegare una nota riepilogativa di detta normativa.

 

E’ di tutta evidenza, pertanto, che - a differenza di quanto asserito nel corso del predetto incontro, ossia che un’Associazione firmataria della presente lettera sia “spaventata” dai continui interventi posti in essere, in più sedi istituzionali, da chi aveva organizzato l’incontro - le Associazioni datoriali e Organizzazioni sindacali firmatarie non si ritengono spaventate, ma sicuramente preoccupate per i numerosi tentativi di prevedere un Durc senza Casse Edili o con le Casse Edili, ma solo se previste dal ccnl applicato dall’impresa. 

 

federica brancaccio - presidente ance

Si tratta, infatti, di azioni volte a minare e destrutturare un sistema faticosamente costruito a tutela della legalità, della corretta concorrenza tra le imprese e dei fondamentali diritti dei lavoratori.

 

Con i nostri più cordiali saluti.

 

ANCE CLAAI EDILIZIA CONFAPI ANIEM ANAEPA CONFARTIGIANATO LEGACOOP PRODUZIONE & SERVIZI FENEAL UIL CNA COSTRUZIONI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI FILCA CISL FIAE CASARTIGIANI AGCI PRODUZIONE E LAVORO FILLEA CGIL 

 

 

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