tinto brass mattarella

“PRESIDENTE, FACCIA QUALCOSA PER ISOLA FARNESE” -  TINTO BRASS SCRIVE A MATTARELLA: “VIVO IN UN BORGO DI ROMA DOVE DOPO DUE FRANE AI BAMBINI È PRECLUSA LA SCUOLA E A NOI ANZIANI IL DIRITTO ALLA SALUTE. HO 93 ANNI E HO FATTO I CONTI CON LA MORTE. MA NON POSSO ACCETTARE CHE ALLA COMUNITÀ CHE VIVE IN UN PAESE COLPITO DALLE FRANE DI CINQUE MESI FA VENGA NEGATA LA LIBERTÀ. È SUFFICIENTE UN TEMPORALE DI PASSAGGIO PERCHÉ L'INTERO BORGO RITORNI AD ESSERE ISOLATO. E UNA SCALINATA DI 141 GRADINI RESTA L'UNICA VIA PERCORRIBILE…”

 

 

Lettera di Tinto Brass a Mattarella pubblicata da https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/venezia-mestre/cronaca/26_giugno_30/tinto-brass-scrive-a-mattarella-presidente-vivo-in-un-borgo-di-roma-dove-ai-bambini-e-preclusa-la-scuola-e-a-noi-anziani-il-08ecbc22-96ca-44eb-b481-a8499761bxlk.shtml

 

 

Ill.mo e Chiar.mo Sig. Presidente,

sono Tinto Brass.

 

tinto brass

Le scrivo dal borgo di Isola Farnese, in cui risiedo da oltre mezzo secolo, affidando queste mie parole — poiché le mie condizioni di salute non mi consentono altro — a mia moglie Caterina.

 

Mi rivolgo a Lei, nella Sua più alta carica istituzionale dello Stato e quale Garante della Costituzione, per sottoporre alla Sua cortese ed illuminata attenzione una vicenda al tempo stesso collettiva e personale: la testimonianza di un'emergenza che oggi grava su un'intera comunità. Questo borgo di Isola Farnese non è per me semplice dimora, ma è il luogo in cui ho amato, lavorato e dato forma alla mia opera, scrivendo e montando ogni mio film. Pur avendo conosciuto molti luoghi e molte stagioni, è qui che ho scelto di radicarmi: e ne sento perciò il destino indissolubilmente legato al mio.

 

Nel gennaio scorso, due eventi franosi hanno dissestato il costone su cui sorge il Castello Farnese, precludendo per quattro mesi ogni via d'accesso al borgo, tanto carrabile quanto pedonale.

 

tinto brass caterina varzi

Ne è derivata una crisi profonda — sociale, economica, sanitaria  — che ha sottratto persino ai bambini la scuola. In quel tempo, ogni necessità del vivere quotidiano doveva piegarsi a un'unica, angusta via: una scalinata di 141 gradini, percorribile soltanto attraverso la proprietà privata del Castello. Un percorso impervio, precluso agli anziani, alle persone con disabilità, alle donne in attesa e a chiunque versi in condizioni di fragilità — quelle nelle quali, ahimè, mi trovo anch'io.

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

A distanza di mesi, la situazione resta irrisolta. L'arteria principale, riaperta in via provvisoria, viene nuovamente e sistematicamente chiusa in modo automatico a ogni allerta meteo di livello giallo o all'attivarsi dei sensori d'allarme: è sufficiente un temporale di passaggio perché l'intero borgo ritorni così ad essere isolato. E la scalinata di 141 gradini resti l'unica via percorribile. Percorso, questo, che le temperature estive, elevate e assolate,  rendono ancora più difficile, impervio ed impossibile.

 

Dietro la reiterazione di tali divieti non scorgo, Ill.mo Sig. Presidente, una reale e lungimirante cura della pubblica incolumità, ma il riflesso di una più profonda e dilagante inerzia: privati e amministrazioni pubbliche si rimpallano le responsabilità, aspettando che venga messo in sicurezza, ma non si sa da chi, il costone del Castello Farnese. E nel protrarsi di questa vacua attesa, l'amministrazione, pur di porsi al riparo da ogni addebito, opta per la soluzione più comoda: serrare l'accesso e con esso sospendere la libertà di un'intera comunità.

 

tinto brass

Vi è di più. Mentre si invoca il principio dell'incolumità pubblica per chiudere la via principale, la stessa amministrazione considera formalmente percorribile una via secondaria: una strada che, invece, risulta priva di qualsiasi collaudo o relazione tecnica che ne attesti la viabilità, già teatro di gravissimi incidenti e di ribaltamenti di veicoli, e che i residenti, per ovvie ragioni di sicurezza, si guardano bene dal percorrere.

 

Prima degli eventi franosi, le mie condizioni erano pienamente soddisfacenti, frutto di un attento e ininterrotto percorso di cure, affidato a una équipe di specialisti che ne assicurava il costante monitoraggio, venendo presso il mio domicilio.

 

La chiusura e la messa in isolamento del borgo hanno interrotto bruscamente la possibilità di proseguire tale regime assistenziale e terapeutico, venendo così a mancare la sorveglianza clinica necessaria a prevenire le complicanze delle gravi patologie cui sono esposto: complicanze che, a pochi giorni dalla riapertura della strada, si sono puntualmente materializzate, in specie, in una gravissima setticemia che ha messo a repentaglio la mia vita, rendendo necessari due ricoveri ospedalieri consecutivi.

isola farnese - frana

 

Da allora, le ricorrenti interdizioni della strada si sono tradotte in una catena ininterrotta di ostacoli al mio diritto alla salute, alle cure e terapie prescritte, e alla più semplice e umana delle necessità di sentire accanto l'affetto dei miei cari nell'ora della fragilità. Mia moglie Caterina, che mi è stata accanto con dedizione incrollabile in questi momenti difficili, è stata così costretta alla scelta umiliante di scavalcare le transenne, per raggiungermi in ospedale entro gli orari di visita e per poi rientrare a casa. Più volte, nel cammino faticoso della convalescenza, ci siamo trovati costretti a rinviare le prestazioni di assistenza domiciliare, spezzando quella continuità di cure e terapie che la mia condizione assolutamente richiede ed impone.

 

tinto brass caterina varzi

Mi creda, Ill.mo Sig. Presidente: giunto alla soglia dei novantatré anni, ho da tempo fatto i conti con la morte, e la guardo come un fatto naturale, senza timore alcuno. Sono stato un uomo felice, e tale ancora mi sento: ho potuto realizzare appieno me stesso, e nulla di ciò che mi attende potrà mai privarmi di quanto la vita, nella sua generosità, mi ha dato.

 

Se mi rivolgo a Lei, dunque, non è per la mia sorte, che accetto serenamente. Alla libertà ho dedicato ogni mia opera e ogni mio giorno, e non saprei restarle fedele se tacessi ora, vedendola negata alla mia gente.

 

È a loro che penso: agli anziani, che non concepiscono altra dimora che questa; ai bambini, ai quali è stata tolta la scuola; alle famiglie, che ogni giorno lottano per una vita normale; alla popolazione che neppure può recarsi in Chiesa. A loro mi legano vincoli profondi e generazionali, un affetto radicato nel tempo, che si tramanda come la più preziosa delle eredità.

SERGIO MATTARELLA - 80 ANNI DAL REFERENDUM

 

La tensione sociale ha ormai raggiunto il limite: nei giorni scorsi si è giunti ad accese contestazioni tra la Polizia Locale e i residenti esasperati. Il Comitato dei Residenti del Borgo di Isola Farnese ha più volte invocato la messa in sicurezza della strada, senza che ad oggi sia seguito alcun provvedimento di alcun genere.

 

Ill.mo Sig. Presidente, mi rendo conto che dietro questa vicenda non vi è soltanto una strada interdetta, ma qualcosa che tocca le fondamenta stesse del nostro vivere insieme: il diritto a curarsi, a muoversi liberamente, a non essere separati dai propri affetti, a coltivare il lavoro, lo studio e anche la fede religiosa.

tinto brass caterina varzi

 

Sono i diritti che la Costituzione affida alla Repubblica perché li protegga, e che proprio per questo non possono cedere il passo alla comodità di un divieto o alla comoda inerzia di chi dovrebbe agire e non agisce. Anzi, tanto più si è fragili, tanto più essi dovrebbero essere difesi...

 

Mi rivolgo dunque alla Sua alta autorità morale e istituzionale, nella fiducia che Lei, dall'alto del Suo magistero, vorrà richiamare le competenti autorità locali — e segnatamente il Comune di Roma — all'adempimento dei propri obblighi e all'immediata adozione di provvedimenti concreti e improcrastinabili, a tutela di questa comunità.

isola farnese - frana

 

Mi sia permesso aggiungere che la vera sicurezza non nasce dalla chiusura, dalle transenne e dal rinvio, ma dalla lungimiranza, dall'opera e dalla responsabilità di chi è chiamato a governare il bene comune; perché proteggere un cittadino non significa rinchiuderlo, bensì restituirgli la strada e con essa la libertà e la dignità.

 

Nel ringraziarLa per l'attenzione che vorrà riservare a queste righe, Le porgo, Ill.mo Sig. Presidente, i miei rispettosi saluti.

isola farnese isola farnese isola farnese - franaisola farnese

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