antonio tajani alessio casimirri

PRONTI A UNA CRISI DIPLOMATICA TRA ITALIA E NICARAGUA? - LA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE DEL BRIGATISTA ALESSIO CASIMIRRI DA PARTE DI TAJANI PROVOCA UNO SCAZZO TRA ROMA E MANAGUA. IL MINISTRO DEGLI ESTERI HA CHIESTO, ALLA BUON'ORA, LA CONSEGNA DELL’UNICO COMPONENTE DEL COMMANDO BRIGATISTA, CHE SEQUESTRO' ALDO MORO, A NON ESSERE STATO CONSEGNATO ALLA GIUSTIZIA - CON L'APPOGGIO DEL PPE, TAJANI PUNTA A INDEBOLIRE IL GOVERNO DI DANIEL ORTEGA E RAFFORZARE LE FORZE DI OPPOSIZIONE IN NICARAGUA - CASIMIRRI E’ LATITANTE A MANAGUA DAL 1983, DOVE AVEVA APERTO PURE UN RISTORANTE...

1. TAJANI: “ESTRADATE L’EX BR CASIMIRRI”. CRISI DIPLOMATICA CON IL NICARAGUA

Estratto dall’articolo di Giuliano Foschini per "la Repubblica"

 

ALESSIO CASIMIRRI

Una minaccia di rottura delle relazioni diplomatiche. Una nota di protesta consegnata nella notte all'ambasciata italiana. E, all'origine dello scontro tra Roma e Managua, un nome che sembrava appartenere ormai alla storia: Alessio Casimirri, l'ex brigatista rosso condannato in via definitiva per il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro e rifugiato da quasi quarant'anni in Nicaragua. [...]

 

La miccia si accende mercoledì sera a Madrid, durante il vertice del Partito popolare europeo. Non è un passaggio secondario. Tajani sceglie proprio quel palco, davanti ai leader della famiglia politica europea di cui fa parte Forza Italia, per ricordare Aldo Moro e attaccare apertamente Managua. «L'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole», dice.

 

E aggiunge: «Non condividiamo nulla con la visione di governi estremisti come quello del Nicaragua, Paese che ancora dà protezione a pericolosi terroristi delle Brigate Rosse». Poche ore dopo rincarerà: «Continuare a garantire l'immunità a un criminale è ingiusto e inaccettabile. La soluzione è concedere l'estradizione».

 

Antonio Tajani

La risposta del governo di Daniel Ortega arriva nella notte. Ed è una reazione che, spiegano fonti diplomatiche, il ministro metteva in conto. Una dura nota di protesta viene consegnata all'ambasciata a Managua arrivando perfino a evocare la possibilità di interrompere le relazioni diplomatiche con Roma. La Farnesina conferma l'iniziativa e ribadisce che l'Italia continuerà a chiedere la consegna dell'ex brigatista.

 

Ma perché proprio adesso? In Italia qualcuno ha letto quelle parole soprattutto come un messaggio destinato alla politica interna, con il richiamo agli Anni di piombo e al terrorismo rosso. Ma, spiegano fonti della Farnesina, la chiave di lettura è un'altra e riguarda gli equilibri internazionali.

 

Il riferimento a Casimirri, in questa ricostruzione, è soprattutto il grimaldello con cui riportare al centro dell'attenzione il Nicaragua e la sua crescente distanza dagli standard democratici occidentali. E rafforzare le forze di opposizione al governo Ortega e della moglie Rosario Murillo. [...]

Giorgia Meloni Antonio Tajani

 

Casimirri, componente del commando di via Fani, è stato condannato definitivamente a sei ergastoli. La prima richiesta di estradizione italiana risale al 1988 e da allora è stata riproposta più volte, sempre senza successo. L'ex brigatista ha nel frattempo ottenuto la cittadinanza nicaraguense e la Costituzione del Paese vieta l'estradizione dei propri cittadini. Le possibilità che Managua cambi posizione sono, dunque, estremamente ridotte.

 

È proprio per questo che la scelta del luogo e del momento assume un significato particolare. Da tempo il Partito Popolare Europeo ha adottato una linea sempre più dura nei confronti del governo Ortega, accusato di avere progressivamente smantellato lo Stato di diritto attraverso la repressione del dissenso, gli arresti degli oppositori, la chiusura dei media indipendenti e le limitazioni alle libertà civili. [...] 

 

2. DAL VATICANO A VIA FANI I MISTERI MAI SVELATI SUL COMPAGNO CAMILLO

 

Estratto dall’articolo di Dario Del Porto per "la Repubblica"

 

ALESSIO CASIMIRRI

Ne ha fatta di strada, quel bambino cresciuto in Vaticano, figlio di un alto funzionario della Santa Sede, la foto accanto a papa Paolo VI il giorno della prima comunione. Era in via Fani, a Roma il 16 marzo 1978, a bordo della Fiat 128 bianca guidata da Alvaro Lojacono che bloccò l'accesso alla strada mentre il commando delle Brigate Rosse, dopo aver massacrato i cinque agenti della scorta, sequestrava il leader della Dc Aldo Moro.

 

Fra pochi giorni, il 2 agosto, Alessio Casimirri compirà 75 anni e nonostante sei condanne all'ergastolo non ha scontato un solo giorno di carcere. Fra i tanti segreti che ancora avvolgono gli Anni di Piombo, la storia del compagno "Camillo" è forse uno di quelli meglio custoditi.

 

casimirri

Dal 1983 è serenamente latitante in Nicaragua sotto l'ala regime sandinista, all'epoca punta avanzata del fronte socialista e antimperialista. Ma anche oggi che molte cose sono cambiate e al governo nel paese Sudamericano ci sono Daniel Ortega e Rosario Murillo, Casimirri conduce la sua vita a Managua, dove aveva anche aperto un ristorante ben avviato chiamato "La Cueva del Buzo", la grotta del sub, omaggio alla sua passione per le immersioni. Protetto da guardie armate. Ma soprattutto incurante della giustizia italiana e delle vittime causate negli anni di militanza nel partito armato, prima con Potere Operaio, quindi, tra il 1976 e il 1977, nelle Br. Un'impunità che ha fatto evocare ripetutamente, durante tutti questi anni, coperture da parte di apparati e servizi segreti non solo italiani. [...]

il ristorante gastronomia el buzo di alessio casimirri a managua

Le ultime tracce sicure della sua presenza a Roma risalgono al 17 febbraio 1982. Il giorno precedente era stato spiccato un mandato di cattura nei confronti di Casimirri e della moglie, Rita Algranati. I due si presentano dal loro datore di lavoro, titolare di una società che forniva insegnanti di educazione fisica a istituti religiosi, per riscuotere l'ultimo stipendio. Da quel momento, spariscono.

 

Lasciano l'Italia insieme, ma poco dopo si dividono. Algranati, processata per il rapimento Moro e poi assolta, si dirige in Africa dove sarà arrestata nel 2004. Casimirri si procura un passaporto falso, entra in Francia, fa tappa a Mosca, infine ripara a Managua. Qui comincia la sua seconda vita. Si fa chiamare Guido Di Giambattista. Il 17 dicembre del 1983 si sposa con una nicaraguense. È lei che, tre anni più tardi, si rivolge all'ambasciata italiana. Accusa il marito di maltrattamenti e rivela che Guido Di Giambattista altri non è che il latitante "Camillo". Mai arrestato, secondo quello che risulta negli atti dell'autorità giudiziaria italiana. [...]

un piatto dello chef alessio casimirri, ex brigatista rossoBRIGATE ROSSE ALESSIO CASIMIRRI alessio casimirri in copertina su la prensaantonio tajani - aereo di statobrunella orecchio e antonio tajani (2)antonio tajani - aereo di stato

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