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LE PURGHE DELLA MELONI FURIOSA NON RISPARMIANO DANIELA SANTANCHÈ – NON SI ERA MAI VISTO UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO AUSPICARE LE DIMISSIONI DI UN SUO MINISTRO! DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, LA DUCETTA SCEGLIE LA LINEA DURA SUGGERITA DAL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI (VIA GLI IMPUTATI DAL GOVERNO) E, DOPO AVER OTTENUTO LO SCALPO DI DELMASTRO E BARTOLOZZI, SILURA LA PITONESSA, INDAGATA PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO, CON UNA NOTA IRRITUALE (“MOSTRI LA STESSA SENSIBILITÀ ISTITUZIONALE DI DELMASTRO”) – LA MINISTRA DEL TURISMO RESISTE. FALLISCE LA MEDIAZIONE DI LA RUSSA, AMICO E GARANTE DI SANTANCHÈ E IN AFFARI CON LEI (LA MOGLIE DEL PRESIDENTE DEL SENATO, E DIMITRI KUNZ, COMPAGNO DELLA MINISTRA, AVEVANO GUADAGNATO UN MILIONE CON LA COMPRAVENDITA LAMPO DI UNA CASA A FORTE DEI MARMI) – IL PD PRESENTA UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO LA “SANTA”. COME VOTERA’ LA MAGGIORANZA? (SPOILER: QUESTA STORIA FINIRÀ NELL’UNICO MODO POSSIBILE, SANTANCHÈ LASCERÀ IL GOVERNO)

FURIA MELONI, DIMISSIONATA SANTANCHÈ: NEMMENO LA RUSSA DIFENDE LA SUA AMICA

Stefano Iannaccone per editorialedomani.it - Estratti

 

daniela santanche giorgia meloni

Il voto del referendum si è abbattuto anche su Daniela Santanchè, sfiduciata pubblicamente da Giorgia Meloni.

 

Esprimendo apprezzamento per le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha auspicato che «sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo, Daniela Santanchè», ha attaccato Palazzo Chigi in una nota irrituale.

 

L’ha messo alla porta, svelando la rottura personale e politica. Ma anche un segnale di debolezza: non è riuscita a ottenere il passo indietro nei colloqui privati.

 

daniela santanche ignazio la russa forum turismo foto lapresse

In giornata c’è stata l’intercessione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, amico di Santanchè e nume tutelare. Ma questa volta la seconda carica dello Stato non ha difeso la ministra, che ha ribadito la volontà di non lasciare.

 

Dopo la strategia del troncare e sopire, bypassando anche gli imbarazzi tra i colleghi di governo, Meloni ha chiesto le dimissioni. Le ragioni risiedono nella lista di problemi giudiziari, ritenuti un fardello per la campagna comunicativa del governo.

 

Dopo qualche ora di riflessione dopo lo stop alla riforma, la premier ha sposato la linea dura, suggerita dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Inserendo nella black list Santanchè. Come avvenuto altre volte si era aggrappata – ancora – al legame politico con La Russa, che ha salvato la poltrona della ministra in più occasioni. Ma non questa volta.

DANIELA SANTANCHE E GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY VUKIC

 

I guai giudiziari sul conto dell’ex imprenditrice si trascinano da anni. Già nel 2023, nel corso di un intervento in Senato, aveva attaccato Domani, responsabile di aver rivelato un’inchiesta sul suo conto. «Non ho ricevuto avvisi di garanzia», era la tesi.

 

Ma i problemi c’erano, eccome. Oggi è imputata nel processo su Visibilia, con l’accusa di falso in bilancio, in merito alla gestione della società editrice che pubblicava riviste settimanali.

 

Il vero macigno, però, è sempre stato il possibile rinvio a giudizio per il procedimento sulla presunta truffa Inps: l’ipotesi è che, sempre con Visibilia, la ministra abbia usato la cassa integrazione per i dipendenti, durante le chiusure per il Covid, che avrebbero invece lavorato regolarmente nella fase della pandemia.

 

daniela santanche ignazio la russa da salt bae

I legali della ministra hanno dilatato i tempi, evitando la decisione sul rinvio a giudizio, che avrebbe portato Santanchè dritta alle dimissioni. La sola idea di una truffa all’istituto di previdenza sarebbe stata insostenibile.

 

L’elenco di problemi con la giustizia non è tuttavia finito. A febbraio si è aperto un altro fronte: l’indagine sul fallimento di Bioera, società capofila del settore biofood di cui è stata presidente fino al 2021.

 

L’ipotesi di reato è quella di bancarotta fraudolenta. La procura di Milano, a dicembre, ha ottenuto la liquidazione giudiziale in seguito al mancato accordo con i creditori.

 

Una vicenda che fa il paio con il crac di Ki Group, altra società del gruppo, e che potrebbe portare a ulteriori sviluppi. E quindi all’eventuale unione dei fascicoli.

 

 

Di fronte a tante tegole, la ministra ha sempre resistito. Anche grazie alla mano di La Russa nel segno di un sodalizio inscindibile. La Russa e Santanchè, oltre al percorso politico, hanno condiviso anche alcuni affari in famiglia. Come raccontato da Domani, a gennaio 2023, la moglie del presidente del Senato, Laura De Cicco, e Dimitri Kunz, compagno della ministra, avevano guadagnato un milione con la compravendita lampo di una casa a Forte dei Marmi. Avevano acquistato l’immobile poi rivenduto poche ore dopo per un’operazione di speculazione di successo.

 

(…)

 

SANTANCHÈ, MEDIAZIONE DI LA RUSSA, LA MINISTRA PERÒ RESISTE

Ilario Lombardo per “La Stampa” - Estratti

 

daniela santanche giorgia meloni

Giorgia Meloni ha preparato con grande cura il licenziamento di Daniela Santanchè: ha sentito e informato il Quirinale e poi ha scritto due righe gelide, pesantissime, alla fine di una nota in cui invita la ministra del Turismo a seguire il comportamento del sottosegretario a Andrea Delmastro e della capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi.

 

(…)

 

Spoiler scontato: questa storia finirà nell’unico modo possibile, Santanchè lascerà il governo. È solo questione di quando lo farà. La presidente del Consiglio l’ha scaricata definitivamente, e nel peggior modo possibile.

 

E alla ministra restano poche strade: o si mette l’anima in pace e lo fa più o meno spontaneamente, o osa un’altra sfida a Meloni, costringendola a forzare.

 

Non esiste un potere di revoca formale di un ministro, previsto per il presidente del Consiglio, che invece è – per esempio - nelle prerogative del cancelliere tedesco. Le leve che ha in mano Meloni sono due: passare da un rimpasto, concordato con il Capo dello Stato, oppure far astenere Fratelli d’Italia quando si voterà la mozione di sfiducia individuale delle opposizioni in Parlamento, per farla approvare.

 

Meloni e Santanche, in piedi Briatore

È una eventualità, quest’ultima, a cui Santanchè si sarebbe detta «pronta», ieri, parlando con fonti di sua fiducia, nelle prime reazioni a caldo, affogando nell’amarezza lo choc di sapere di essere finita anche lei nella black list di Meloni. È una linea che la ministra porta avanti da più di un anno, da quando si è in qualche modo cronicizzato il reciproco sospetto con Palazzo Chigi.

 

 

Nel gennaio 2025, di fronte al mare di Gedda, in Arabia Saudita, parlando con La Stampa e altri quotidiani, Santanchè affermò che avrebbe deciso lei e soltanto lei quando dimettersi. Lo ribadì in risposta a Meloni, che l’aveva invitata a riflettere sull’opportunità di un passo indietro, a tutela del governo.

 

santanche la russa la scogliera

La ministra tirò in ballo Ignazio La Russa, l’amico e garante, l’unico a difenderla. «Non mi abbandonerà mai», disse. Ed è stato vero, ancora fino a ieri. Il presidente del Senato ha tentato di tutto: saputo delle intenzioni di Meloni, ha prima provato a capire quanto fosse determinata la premier.

 

Chiarito che non le avrebbe concesso altro tempo, La Russa ha cercato di dissuadere Santanchè. La conosce bene, sa che non le difetta l’ostinazione ai limiti della temerarietà, per nulla intimorita dall’idea di sfidare un leader forte, come ha dimostrato in passato, quando strappò con Silvio Berlusconi.

 

GIORGIA MELONI DANIELA SANTANCHE - MEME BY GRANDE FLAGELLO

Ieri ha confermato questa attitudine lasciando filtrare di essere rimasta serenamente al telefono con i suoi collaboratori, anche se non fisicamente al ministero, e che oggi sarà come sempre a lavoro, impegnata a organizzare il Forum internazionale sul Pet Tourism. In agenda è prevista anche la sua partecipazione al convegno di Assomarinas, domani alle 15. Se entro stasera non avrà dato le dimissioni, sarà lì che si farà trovare.

 

(…)  Trovarsi di fronte al leader del M5S Giuseppe Conte che le rinfaccia la difesa a oltranza della sua ministra è un rischio che Meloni non vuole più correre.

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

 

Dopo la sconfitta del referendum, la premier vuole gli imputati fuori dal governo, e riportare la storia di Fratelli d’Italia alla mitologia originaria, della giovane studentessa che abbraccia la politica di fronte alle immagini dei crateri di mafia a Capaci e a Palermo. Lo scontro con i magistrati è stato lacerante, e replicare la crociata di Silvio Berlusconi contro le toghe politicizzate non ha pagato in termine di consensi. Anzi. Ha polarizzato e ridato vigore all’opposizione, compattando una fetta di elettorato che nessuno aveva visto arrivare.

la ducetta e i quadrumviri crespi, sangiuliano, meloni, la russa, santanchela russa santanche 45ignazio la russa daniela santanche daniela santanche ignazio la russa ignazio la russa daniela santanche 2003 ignazio la russa e daniela santanche al concerto di elton john nel 2003GIORGIA MELONI E DANIELA SANTANCHE

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