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PUTINIANI A TUTTO GAS – LA CRISI ENERGETICA SCATENATA DALLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE SPACCA SIA CENTRODESTRA CHE CENTROSINISTRA SULLA POSSIBILITÀ O MENO DI RIAPRIRE I RUBINETTI DEL GAS RUSSO – NEL M5S CHIARA APPENDINO VA CONTRO LA LINEA DI CONTE E PROPRONE DI TORNARE AD ACQUISTARE IL METANO DI MOSCA: “SIAMO PRAGMATICI, È UNA SCELTA TUTELARE I CITTADINI ITALIANI”– SULLA STESSA LINEA LA LEGA (“NON È UN REGALO A PUTIN, MA È INTERESSE NAZIONALE”), CHE IMBARAZZA GIORGIA MELONI, COSTRETTA A FRENARE IL CARROCCIO, MENTRE SI ANNUNCIA UNA STANGATA SULLE BOLLETTE…

Estratto dell’articolo di Niccolo' Carratelli per “La Stampa”

 

schlein fratoianni bonelli conte

Il tavolo sull'Iran e il gas dalla Russia. A sinistra si discute non solo dell'opportunità di accettare l'invito di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, ma anche se sia il caso di riconsiderare l'acquisto di gas da Mosca.

 

Nel primo caso la posizione prevalente è la seguente: va bene tenere un canale aperto con la premier, per avere informazioni aggiornate sulla crisi iraniana. Ma niente tavoli a Palazzo Chigi, che rischiano di rivelarsi solo delle «passerelle per le tv», come dicono dal Movimento 5 stelle e da Avs.

 

giuseppe conte chiara appendino

Ma la diffidenza ha varie sfumature. Con un'area più dialogante, Italia Viva e +Europa, una di più netta chiusura, appunto M5s e Avs, e il Pd nel mezzo: i dem non dicono no, ma pongono le condizioni per poter eventualmente andare a vedere le carte di Meloni.

 

[...] 

 

Dunque, per dirla con Carlo Calenda è un «campo largo chiamato Giuseppi», perché il leader di Azione è convinto che sia stato l'ex premier a «obbligare» Schlein a seguirlo sul no al tavolo meloniano. A cui lui è favorevole, senza se e senza ma. Mentre l'ex amico Matteo Renzi, con il quale ha sottoscritto l'ultima risoluzione in Parlamento, ma che ora «dice che la pensa come il Pd, che però fa ciò che decide Conte».

 

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

Il leader di Iv ne fa una questione di opportunità: «È chiaro – ragiona Renzi – che se proponi un tavolo la settimana in cui c'è il referendum, dopo che per lungo tempo non hai fatto niente, gli altri dicano no».

 

Dall'Iran al gas russo il passo è breve. Un tema, quest'ultimo, che crea qualche scompenso anche nel centrodestra. Perché in entrambi gli schieramenti c'è chi sostiene che, di fronte all'emergenza petrolifera ed energetica, sia arrivato il momento di tornare a bussare da Vladimir Putin.

 

[...] Chiara Appendino, già vicepresidente M5s: «Siamo pragmatici, continuare a ignorare la possibilità di riaprire ai flussi di gas russo significa scegliere deliberatamente di non tutelare i cittadini italiani – avverte –. Io sono favorevole, perché è una delle leve concrete che si possono mettere in campo per abbassare i prezzi. Tra l'altro, sarebbe anche un segnale distensivo, che potrebbe facilitare l'apertura di un vero tavolo di pace tra Russia e Ucraina».

 

antonio tajani giorgia meloni e matteo salvini al senato – comunicazioni sulla guerra all iran - foto lapresse

Parole che cozzano con quelle pronunciate poche ore prima dallo stesso Conte, convinto che non si possa comprare gas russo «finché Mosca non firma un trattato di pace». Quindi, chissà quando. Nelle risoluzioni presentate dal Movimento in Parlamento, però, più di una volta è stato invitato il governo a «non escludere a priori e pro futuro una possibile collaborazione con la Russia» sull'approvvigionamento di gas.

 

Comunque, la posizione di Appendino non è quella ufficiale del Movimento, ma ha degli alleati nella Lega, nello specifico Claudio Borghi e Alberto Bagnai: «Rinunciare al gas russo e a un mercato di sbocco importante per i nostri prodotti e le nostre imprese è quanto di più illogico esista – dichiarano –. Chiederemo ancora una volta che la Ue riprenda l'importazione di gas e petrolio dalla Russia.

 

GAS N ROSES - MEME BY CARLI

Non è un regalo a Putin, ma è interesse nazionale». Sono appelli che suscitano un certo imbarazzo negli alleati, da una parte (Fratelli d'Italia e Forza Italia) e dall'altra (Pd, Italia Viva, +Europa). «Ma stiamo scherzando? – sbotta Calenda –. Abbiamo fatto una fatica terrificante a sottrarci al controllo di fatto di un pericolosissimo dittatore».

PUTIN GAZPROM giorgia meloni matteo salviniCHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE

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