calenda renzi

“RENZI E CALENDA, MERAVIGLIOSE FACCE TOSTE, VANNO AD ATREJU E SI PRENDONO LA SCENA: CAPITO, ELLY, COME SI FA?” – RONCONE SULLO SHOW DI MATTEONZO E DEL "CHURCHILL DEI PARIOLI" ALLA KERMESSE MELONIANA – RENZI ATTACCA CALDEROLI E CASELLATI E SCATENA IL PUTIFERIO FINCHÉ SUL PALCO NON ARRIVA GUIDO CROSETTO, CHE SE LO PORTA VIA – CALENDA, CHE AVEVA DATO DELLA "BURINA" ALLA MELONI, APRE LA MAZURKA DEL GRANDE SOSPETTO: SI APPRESTA AD ENTRARE IN MAGGIORANZA PRENDENDO IL POSTO DELLA LEGA? LUI DICE E NON DICE MA HA ATTACCATO CON FORZA PROPRIO SALVINI, OVVIO…” – VIDEO

 

 

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

 

Quando da qualche parte è annunciata la presenza di Renzi&Calenda, i giornali mandano sempre almeno due cronisti.

 

giovanni donzelli guido crosetto matteo renzi fabio rampelli bruno vespa atreju 2025

Se poi ne hai uno bravo e svelto con il microfono, tipo Nino Luca, mandi pure lui. Più i fotografi. Più devi tenere d’occhio i siti, i social, le agenzie.

La coppia è capace di numeri strepitosi.

 

Tutti sappiamo che le stagioni di grazia, in politica, vanno e vengono. Ma non per loro. Hanno pochissime carte in mano e guidano partitini (Italia viva e Azione) che boccheggiano, strutturalmente, tra il 2% e il 3%, una volta avanti uno, il mese dopo avanti l’altro: eppure Renzi&Calenda si muovono e comportano come sultani da milioni di voti. Anche sul palco di Atreju, l’altro giorno.

 

Guardate: andiamo sempre troppo di fretta. Dosi eccessive di cronaca battente ci costringono a voltare pagina con frenesia. Così però ci perdiamo sempre qualcosa.

Sfoglio gli appunti presi appena pochi mesi fa.

 

Renzi: «Le sorelline della Garbatella capiranno presto cosa significa incontrare il vero cavaliere nero» — citando, minaccioso, la famosa barzelletta di Gigi Proietti.

calenda atreju

Calenda: «Giorgia? È la versione burina del Ku Klux Klan».

 

Ma poi quei furbacchioni di Fratelli d’Italia li invitano alla faraonica festa allestita intorno a Castel Sant’Angelo e loro, Renzi&Calenda, meravigliose facce toste, vanno e si prendono la scena (capito, Elly, come si fa?).

Renzi, vabbè, lo conoscete.

 

Di sentimenti misteriosi, abile a elargire simpatia e antipatia, litiga e perdona, sempre sicuro e rapido di pensiero, vanitoso e permaloso, con qualche amicizia rischiosa (tra cui bin Salman), di rara intelligenza, di rarissima spregiudicatezza (troppa, è chiaro, a giudicare dai risultati finali), dotato di quel noto talento assoluto e sprecato, lui per primo consapevole d’essere — come pure gli riconoscono tanti osservatori — il più bravo di tutti dal punto di vista tecnico, nell’immaginare politica, nello spiegarla, nella sublime arte dell’inciucio e dell’accordo bizantino: ecco che Renzi, sabato, è andato a dire alla combriccola governativa che lo aspettava sul palco nel panel delle riforme, tutto quello che c’era da dirgli.

 

Quasi da leader dell’opposizione. «È evidente che volete cambiare la legge elettorale perché avete paura di perdere in certi collegi. Non è un caso, del resto, che il rilancio sia avvenuto mezz’ora dopo aver letto gli exit poll di Decaro e di Fico». Così: diretto. Poi, mentre la folla ondeggiava, mugugnava, e c’era pure qualche fischio: «Adesso, tra l’altro, votate la legge sull’Autonomia di Calderoli... Solo che quando al governo c’ero io, Meloni le regioni voleva abolirle. Dopodiché, se Calderoli riesce a realizzarla, che almeno non sia una porcata come le altre che ha già fatto». A questo punto Calderoli salta in piedi, è furioso, s’intravede un dito medio alzato. Ma Renzi, placido e graffiante, con un mestiere immenso: «Calderoli è quello violento della gang bang... Su, calmati Robertino... Rimettiti seduto, e non dire cazzate».

 

Poi dovreste andare a vedervi su YouTube come ha trattato la ministra Casellati.

 

carlo calenda atreju 2025

«Non voterò mai — le soffia tutto serio Renzi — una legge che dice “elezione diretta del premier” e che invece non prevede l’elezione diretta del premier». Lei, inviperita, sgambetta, urla, gli s’avvicina: «Mi hai detto che sono falsa!». Baruffa, i buuu dei militanti, un mezzo putiferio, finché sul palco non arriva Guido Crosetto, che — per sdrammatizzare — da dietro afferra Renzi sotto le ascelle, e lo tira su.

 

È politica? Non fate gli schifiltosi. Parliamoci chiaro: è da anni che siamo dentro una certa deriva pop.

 

Perciò pure quello di Renzi è un modo per esserci. E funziona. Certo: non porta voti. Ma lo tiene sulla scena. Per questo poi lo incontri nei backstage di tutti i talk tivù.

guido crosetto matteo renzi fabio rampelli bruno vespa atreju 2025

 

E sui quotidiani infila un’intervista a settimana. (...) Soprattutto, però, Renzi è uno dei pochi (oltre a lui: Franceschini, Prodi, Bettini e poi boh) con l’autorevolezza necessaria per indicare la strada al centrosinistra («Menare, menare, menare sulla legge di Bilancio! E poi creare, subito, un centro più forte e senza veti. La destra si può battere»).

 

E Calenda?Che gli puoi dire a Calenda?

 

matteo renzi atreju 2025

Come ha scritto Giuliano Ferrara sul Foglio , è il ritratto della persona perbene, irascibile spesso per buoni motivi, incline al gin tonic con la società civile, a starsene comodo in un fondo di moralismo valdese («Mia madre Cristina è valdese»), ma poi certe volte sceglie i tempi e i modi dell’agire tradito da un egocentrismo pericoloso. È anche duro, originale, pieno di fantasia. Una volta si fece fotografare in boxer da bagno, sullo sfondo un paesaggio alpino: laghetto, neve, una baita. «Chi l’ha detto che solo i sovranisti fanno il bagno nell’acqua ghiacciata?».

 

Nell’ultimo anno è stato fortemente sospettato di avere cambiato idea sulla regina Giorgia. Non più burina. Ma, di colpo, «su alcuni punti, condivisibile».

calenda renzi

 

Il che ha aperto la mazurka del grande sospetto: si appresta ad entrare in maggioranza prendendo il posto della Lega? Non sfugge che per un grande partito con ambizioni nazionalpopolari — come quello che ad Atreju è riuscito a tenere insieme Gianfranco Fini, Gianluigi Buffon e Mara Venier — un tipo come Calenda sarebbe un alleato piuttosto funzionale.

 

Calenda lo sa. E, un po’, ci gioca. Dice e non dice. Smentisce simpatie, ma poi smentisce di aver smentito. Così, l’altro giorno, sul palco dei Fratelli, forse non per caso, chi è che ha attaccato con forza e precisione? Ma Salvini, ovvio.

 

C’è stato allora un applauso, lungo e caldo. E poi grida di evviva, e un entusiasmo contagioso anche quando alla fine è sceso e ha attraversato la folla dei militanti.

In redazione, in via Solferino, hanno avuto solo un dubbio: il titolo lo facciamo su Renzi o su Calenda?

BRUNO VESPA - MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI - GIOVANNI DONZELLI - FABIO RAMPELLI - MATTEO RENZI - FOTO DI Umberto BattagliaGUIDO CROSETTO PROVA A PRENDERE IN BRACCIO MATTEO RENZI - FOTO DI Umberto Battagliafabio rampelli matteo renzi atreju 2025

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...