IL RISIKONE BANCARIO IN CORSO È L’ENNESIMA PROVA DELL’INSIPIENZA DEL GOVERNO MELONI - VALERIO VALENTINI: "DOPO AVER FATTO DI TUTTO PER FAVORIRE L’ASCESA IN MPS DI CALTAGIRONE-MILLERI PER CONQUISTARE IL FORTINO DORATO DI GENERALI, SCACCIANDONE L’INVASORE FRANCESE, E CIOÈ IL CEO PHILIPPE DONNET, ORA MELONI SI TROVA CON UNA MPS CHE STA PER FINIRE NELLE GRINFIE DI BANCA INTESA GUIDATA DA CARLO MESSINA (UNO DI CUI FAZZOLARI, FINO A SEI MESI FA, DICEVA COSE IRRIPETIBILI), IN COMPAGNIA DI CARLO CIMBRI, PRESIDENTE DI UNIPOL - E QUI SCAPPA DA RIDERE. PERCHÉ UNIPOL, LA GRANDE SOCIETÀ DI ASSICURAZIONI BOLOGNESE, È DA SEMPRE CONSIDERATO IL BRACCIO FINANZIARIO DELLA SINISTRA. E QUESTO GRAZIE AL GOVERNO PIÙ DI DESTRA DELLA STORIA REPUBBLICANA'' - (COME MAI THEODORE KYRIAKOU, IL NUOVO EDITORE GRECO DI ''REPUBBLICA'', A FINE MAGGIO È VOLATO A TRIESTE PER INCONTRARE PHILIPPE DONNET, IL GRANDE CAPO DI ASSICURAZIONI GENERALI...?)
Dalla Newsletter “Montecit.” di Valerio Valentini per “Il Post”
GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
[...] Risiko. Anche se, più propriamente, qui dovremmo parlare di contro-risiko. Nel senso che le grandi manovre attuate dal governo per ridefinire a proprio vantaggio gli equilibri del mondo bancario hanno finito per disorientare gli stessi manovratori: Meloni e Giorgetti metà Willy il Coyote e metà Mr. Bean.
Nel dettaglio, l’operazione di Intesa Sanpaolo per prendersi MPS l’abbiamo spiegata. Resta però da raccontarla nei suoi risvolti politici.
Semplificando al massimo: il governo ha fatto di tutto per favorire il controllo di MPS da parte di Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, e così facendo, sempre contando sui due cavalieri considerati amici nonché sinceri patriottici, partire da Mediobanca per riconquistare il fortino dorato di Generali, scacciandone l’invasore francese, e cioè l’amministratore delegato Philippe Donnet.
Nel frattempo, intorno a MPS e BPM, il governo voleva costruire un cosiddetto terzo polo, che andava fatto però contrastando UniCredit, la seconda banca italiana ritenuta in odore di filofrancesità.
Il tutto senza tenere conto che nel frattempo il capo della principale banca italiana, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, banchiere vicino agli ambienti cattolici e tutt’altro che di destra, si andava arrabbiando non poco per questo modo di fare.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
A novembre scorso ha reso manifesta questa sua insofferenza. A Palazzo Chigi l’hanno intercettata in ritardo, hanno provato a ricucire. Ma Messina ha atteso che l’esito del referendum indebolisse il governo, e a quel punto s’è mosso con la potenza di fuoco di cui dispone.
E dunque ora Meloni si trova con una MPS che sta per finire nelle grinfie dell’odiato Messina (uno di cui il meloniano Giovanbattista Fazzolari, fino a sei mesi fa, diceva cose irripetibili, di complotti e di massonerie), e con lo scudiero di Messina, e cioè Carlo Cimbri, presidente di Unipol, che sta per incassare dal suo mentore i benefici dell’operazione.
giorgia meloni e giovanbattista fazzolari
E qui scappa da ridere. Perché se c’è un attore finanziario che viene da sempre considerato il braccio armato della sinistra in borsa è proprio Unipol, la grande società di assicurazioni bolognese.
E così, ottenendo il controllo di MPS attraverso Intesa, Unipol guiderebbe un terzo polo, che forse per dimensioni diventerebbe il secondo, tutto votato al progressismo. E questo grazie al governo più di destra della storia repubblicana.
Che del resto il mondo finanziario nostrano sia in subbuglio lo ha capito anche un novizio dei poteri forti italici, come Theodore Kyriakou, il nuovo editore greco di Repubblica.
E infatti a fine maggio è andato a Trieste a incontrare Philippe Donnet, il grande capo di Assicurazioni Generali. Non perché voglia impelagarsi, pure lui, nel risiko.
Le mire di Kyriakou riguardano semmai il porto del capoluogo, tra i più ambiti d’Europa: ambito, beninteso, anche dalla famiglia Kyriakou, che è una famiglia di armatori.
philippe donnet agorai innovation hub
carlo cimbri foto lapresse
sergio mattarella e Theodore M. Kyriakou al quirinale
Luigi Lovaglio
CARLO MESSINA CARLO CIMBRI
MASSIMILIANO FEDRIGA - PHILIPPE DONNET - MATTEO SALVINI
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

