martina

CHE BARBA, CHE NOIA – DA LEONARDO DA VINCI AL REGGENTE DEL PD MARTINA, SECONDO STUDI SCIENTIFICI L'UOMO PREFERISCE ESSER BARBUTO CHE GLABRO NEI MOMENTI DI DIFFICOLTÀ (OPPURE QUANDO TROVA UNA FIDANZATA PIU' GIOVANE) - IERI A "IN ONDA" MARTINA PUNZECCHIATO DA TELESE E PARENZO: ‘MA SI SENTE UN SEGRETARIO A TEMPO DETERMINATO?” - VIDEO

 

maurizio martina

 

NICOLA APOLLONIO per Libero Quotidiano

 

Giorgio Gaber si chiedeva: «Cos' è la destra, e cos' è la sinistra?». Io aggiungo: cos' è la barba? Non è un segno distintivo di appartenenza politica perché ce l' hanno quelli di destra e quelli di sinistra. Non rappresenta un simbolo di maturità culturale perché pure il più illetterato degli esseri viventi, giovane o anziano che sia, ha deciso di farsi crescere la barba per darsi un misero tono di esistenza.

 

Ma, allora, perché questa nuova società di barbuti? Ho provato a chiedere a qualcuno la ragione per la quale si è voluto incorniciare il viso con quei fastidiosi peli neri, o sale e pepe, o addirittura bianchi come la neve. La risposta è stata sempre la stessa: una questione di moda!

Barbe lunghe o corte, curate o selvagge. Certo, la storia della barba è antica quanto quella dell' uomo.

 

Babilonesi, egizi e greci furono i primi a considerare la barba come qualcosa in più, tanto importante da richiedere una cura costante. Soprattutto per i greci, la barba era simbolo di potere e di virilità, e forse è per questo che le nuove generazioni hanno pensato di farvi ricorso, credendo di diventare, molti di loro, ciò che in effetti non sono: né potenti né virili.

 

maurizio martina

Basterebbe guardarsi intorno I Romani, invece, consideravano la rasatura della barba un rito che segnava il passaggio all' età adulta. Se andiamo in ambito religioso, troviamo gli ebrei che ritengono il taglio della barba un sacrilegio, mentre i musulmani ne fanno un omaggio a Maometto. È vero, anche Leonardo da Vinci portava la barba, come pure, in epoca Rinascimentale, molti altri geni italiani (e non): Michelangelo, Donatello, Raffaello e Tiziano.

 

LA RICERCA Con il passare dei secoli, le tendenze si alternano ma l' attenzione per la barba rimane immutata.

 

Ma, perché gli uomini si fanno crescere la barba? Dicono che sia una questione principalmente culturale. Spesso, nei secoli passati, era segno di appartenenza a un popolo. Più recentemente, viene ritenuta segno di appartenenza a un gruppo politico, a una sottocultura, a volte più semplicemente se la fanno crescere per una questione di moda.

 

 Dev' essere proprio così, altrimenti non contagerebbe avvocati e magistrati, giornalisti e dirigenti d' azienda, medici e militari in carriera, conduttori televisivi e vigili urbani, calciatori e sfaccendati.

 

maurizio martina assemblea pd

Recentemente, un gruppo di ricercatori australiani della University of New South Wales ha effettuato uno studio secondo cui l' essere umano preferisce i volti più rari e insoliti. Tra un mucchio di facce lisce, secondo loro, spicca chi è barbuto o baffuto, mentre in un gruppo di irsuti appare più attraente chi ha il volto libero da peluria. Di questi tempi, in cui la barba è un trend, è difficile però stabilire se sia più attraente e insolito un volto barbuto o uno "pulito".

 

Secondo i ricercatori, inoltre, barba e baffi spopolerebbero nei momenti di crisi: non a caso sono diventati trendy nel 2008, con l' inizio della crisi economica globale, ed erano in voga anche negli anni Venti, in corrispondenza con la Grande Depressione. Pensate, dunque, che la barba possa addirittura avere a che fare con la crisi?

 

leonardo da vinci

Diventa difficile immaginare che la crisi possa influire sull' acquisto di saponi e lamette Comunque, diventa complicato riuscire a stabilire il perché gli uomini scelgono di avere la barba. C' entrano forse le scimmie, direte voi: ma loro hanno peli ovunque tranne che intorno alla bocca.

 

La spiegazione breve è che piaceva alle nostre antenate donne così come sembra che piaccia alle nostre donne d' oggi (e chissà se non pure a quelle di domani). Sono gli stessi scienziati a ritenere che la barba debba avere una presunta attrazione delle donne. Ma gli studi che hanno provato a stabilire se questa teoria sia vera o fasulla hanno dato risultati opposti nel tempo.

 

A partire dalla fine degli anni Sessanta, gruppi di ricercatori di diverse università hanno studiato questo fenomeno, ma le conclusioni delle loro ricerche sono state assai contrastanti.

 

philippe dumas

RISULTATI CONTRASTANTI Uno studio dell' università di Chicago del 1969 disse che sia gli uomini sia le donne sono più attratti dagli uomini con la barba; uno studio di due università del Midwest di pochi anni dopo disse l' opposto; di nuovo un altro studio condotto poco dopo in California confermò le scoperte dell' Università di Chicago; un altro ancora dell' Università del Wyoming le smentì.

 

Altri studi hanno provato a spiegare la recente moda tra gli uomini di portare la barba, concludendo che esiste una correlazione tra il numero di uomini che la portano e la percentuale di donne che ne sono attratte. Di parere contrario è un gruppo di scienziati australiani, secondo i quali più uomini portano la barba, minore è la percentuale di donne che dice di esserne attratta.

 

Oggi, sembra che sia stato raggiunto un vero e proprio "picco delle barbe", specie fra gli uomini politici e gli intellettuali d' ogni ordine e grado. Però, non si sono accorti che il numero di donne che le apprezza sta diminuendo giorno dopo giorno e la maggior parte di loro dice di preferire gli uomini che si radono.

xabi alonso

 

Un po' come diceva Kevin Spacey in uno spot, in cui invitava gli uomini a finirla con le barbe. Soprattutto gli uomini politici dovrebbero dire basta alle barbe lunghe, corte, curate o spettinate, tinte, con baffi o senza. In politica non serve mimetizzarsi. È necessario mostrare la faccia. Sempre. E che sia possibilmente anche pulita!

Che barba 'ste barbe!

 

MARTINA IN TV

Da Libero Quotidiano

 

martina

Che barba, che noia. Maurizio Martina, il segretario reggente (o per finta) del Pdha ormai scelto da che parte stare: basta volto glabro, via libera al pelo sulla faccia. Una metamorfosi molto alla moda (qualche anno fa, a sorpresa, ha fatto lo stesso anche il suo compagno di partito Franceschini) e ormai quasi abusata, che non lo ha però risparmiato dagli sberleffi social e non solo. Libero, martedì mattina, gli dedica un commento sarcastico ricordando che il timido Martina "per una volta è in maggioranza".

 

Politicamente, poi, non è riuscito a salvare la faccia nemmeno nella sua intervista a In onda su La7. David Parenzo e Luca Telese, perfidi, l'hanno accolto con una domanda decisamente imbarazzante: "Ma lei è un segretario a tempo determinato?". Quando si dice "autorevolezza e credibilità".

martina

Ultimi Dagoreport

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”