CHI TRAVA UN RAP, TROVA UN TALENT - IL RAPPER FIGLIO DI TRAVAGLIO: "LE CRITICHE? MI SCIVOLANO ADDOSSO, E POI PORTANO CLIC SU YOUTUBE. CAPIREI SE FACESSI IL GIORNALISTA, MA LA MIA È UN'ALTRA STRADA"

Sara Faillaci per www.vanityfair.it

 

Bella faccia, buone maniere: Trava non «sembra» un rapper. Però è questo che fa, oltre che frequentare il liceo linguistico a Torino. Con il suo gruppo, gli Stalkers, ha aperto il concerto dei Club Dogo e di Fabri Fibra, alla festa del Fatto. E sue settimane fa, ai provini di Italia’s Got Talent su Skyuno, ha passato il turno con 4 sì, quindi se lo vedremo nel Selection Day del 23 aprile, potrebbe arrivare alle seminfinali live.

ALESSANDRO TRAVAGLIO - DJ TRAVA ALESSANDRO TRAVAGLIO - DJ TRAVA

 

Perché il rap?

«L’ho conosciuto grazie a mio cugino che mi passava i dischi di Fabri Fibra e dei Club Dogo. Ma è da quando ho 4 anni che vivo davanti allo stereo. Ascoltavo Baglioni, De Gregori, De Andrè, i dischi di mio padre».

 

Travaglio ama la musica?

«Scherza? Sa a memoria tutto Renato Zero e Battiato».

 

E dopo la scoperta del rap?

«Ho iniziato a scrivere. E sono arrivato a collaborare con Fabri Fibra (ha ballato nel video di Tranne me, ndr), che mi ha detto di metterci più impegno».

 

Vi siete incontrati grazie a un’intervista che gli fece suo padre.

«Un giorno sono entrato nello studio di papà e ho trovato aperta la pagina di Wikipedia su Fabri. Gli ho chiesto che cosa stesse facendo, mi ha risposto che si stava documentando perché doveva intervistarlo. Era imparanoiato perché non lo conosceva bene. Io sono impazzito: “Fallo venire a casa”».

 

Era presente all’intervista?

«Sì. Non avevo mai visto prima mio padre all’opera: ho assistito, buono e zitto, a una conversazione tra due pilastri di cultura».

 

ALESSANDRO TRAVAGLIO - DJ TRAVAALESSANDRO TRAVAGLIO - DJ TRAVA

Ha dichiarato che la politica non le interessa, e che non vuole fare rap impegnato.

«Sto cambiando idea: mi dà fastidio quando la mia generazione, che che si lamenta perché non c’è lavoro e non ci sono ideali, si siede senza fare nulla per provare a cambiare le cose».

 

Suo padre parla di lavoro a casa?

«Mai: ha sempre tenuto separate vita professionale e vita privata».

 

La imbarazza parlare di lui?

«Al contrario, sono orgogliosissimo di papà. Se una notizia non mi è chiara, chiedo e lui è sempre aggiornato, non so come faccia, o meglio lo so: bisogna farsi un culo così per arrivare a certi livelli».

 

Lei invece è stato bocciato in prima liceo. I suoi come l’hanno presa?

TRAVA DJTRAVA DJ

«Avevo iniziato lo scientifico: un errore, visto che odio la matematica. Mi hanno dato tre materie, ne ho recuperate due a settembre, quindi la bocciatura è stata un po’ un’infamata. I miei genitori mi hanno detto: ”Ti rifai l’anno, dagli errori si impara”. Infatti non è più successo».

 

Descriva suo padre.

«Una spina nel fianco, per molte persone. Ma per tirar fuori la verità, devi punzecchiare».

 

Le crea problemi l’ostilità che c’è verso di lui?

«No, a parte i commenti pieni di odio nei miei confronti, in Rete e sui social. Ma mi scivolano addosso: servono a darmi solo più visualizzazioni su Youtube».

 

Per questo ha deciso di esporsi con un talent?

«Volevo solo dimostrare, nella vetrina più grande possibile, le mie vere capacità, per vincere i pregiudizi. Le critiche non mi dispiacciono, ma devono riguardare la mia musica».

 

Nessun pregiudizio invece sui talent?

TRAVA DJ A ITALIAS GOT TALENTTRAVA DJ A ITALIAS GOT TALENT

«Molti rapper li ritengono un modo per saltare la gavetta. Io invece credo che siano il modo per arrivare più velocemente al grande pubblico. E poi sono un fan dei talent, non me ne perdo uno».

 

Perchè non è andato a X Factor?

«L'avrei fatto ma avevo dimenticato di iscrivermi nei tempi».

 

Il suo cognome le procurerà qualche insulto, ma è soprattutto un grande vantaggio: tutti parlano di lei solo perché è figlio di suo padre.

«Vero. Ma che cosa avrei dovuto fare, rinunciare al mio sogno? La verità è che se anche avessi scelto di fare il panettiere, passerei sempre per un raccomandato. Se ambissi a fare il giornalista capirei le critiche, ma non ho nulla da rimproverarmi».

 

Suo padre che cosa le ha detto?

marco travaglio-marco travaglio-

«Si è gasato da morire, mi ha detto di metterci tutto me stesso».

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…