IL CINEMA DEI GIUSTI - “LIBERACI DAL MALE” DI SCOTT DERRICKSON È UN BUON HORROR TRAVESTITO DA THRILLER CON CASE INFESTATE, REDUCI DELL’IRAQ INDEMONIATI, GATTI CROCIFISSI, EX TOSSICI ESORCISTI, SCARAFAGGI E TOPI CHE “SE LA COMANDANO” PEGGIO CHE A PORTA PIA

LIBERACI DAL MALE LIBERACI DAL MALE

Marco Giusti per Dagospia

 

Aiuto! Case infestate, reduci dell’Iraq indemoniati, mamme impazzite che accoppano i pargoli lanciandoli nella fossa dei leoni, gatti crocifissi, ex tossici diventati esorcisti, scarafaggi e topi che se l’accommanano peggio che a Porta Pia, imbianchini sospetti (è un lavoraccio se sa), e freak di ogni tipo fan dei Doors sono i protagonisti del nuovo horror di Scott Derrickson, “Liberaci dal male”, primo film del brivido della nuova stagione che accoglierà i pochi che sono andati in vacanza quest’estate.

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Anche se non è stato accolto un granché bene in America, solo il 30 per cento di gradimento su Rotten Tomatoes, è un buon horror travestito da thriller, o viceversa, diretto dal notevole regista di “Sinister” con Ethan Hawke e del non dimenticato “The Exorcism of Emily Rose”, che si sta preparando adesso a una versione del “Doctor Strange” della Marvel.

 

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Di tutti i suoi horror, questo è il più ricco e, anche se lo ha scritto lui stesso assieme a Paul Harris Boardman, pure il meno personale. Forse perché il potente produttore Jerry Brukheimer ha preteso troppe concessioni al thriller adrenalinico che si svolge tutto in città, o forse perché Derrickson, 37 anni, sta realmente lasciando il mondo del piccolo horror per produzioni più importanti.

 

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“Liberaci dal male”, diretto comunque benissimo e di gran ritmo, con musica meravigliosa di Christopher Young, si svolge tutto in quel di New York, dove il poliziotto di ferro Ralph Sarchie, interpretato dal fustone Eric Bana, già eroe militare, si ritrova per le mani una serie di delitti e azioni orribili che riguardano le famiglie di tre reduci della campagna d’Iraq. Anche se è un po’ di coccio e ci mette un po’ a capire, alla fine si rende conto che dietro alla serie di morti decomposte e mamme che buttano il pargolo nella fossa dei leoni, c’è una trama demoniaca che viene da lontano.

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Glielo spiega uno strano prete esorcista, il grande Edgar Ramirez di “Carlos”, che ha dedicato la vita alla lotta contro ciò che chiama “il male primario”. Quello secondario è quello che Sarchie il poliziotto vede tutti i giorni per la strada, provocato dagli uomini, quello primario, invece, viene direttamente dal Demonio. Bum! Ma non è un caso che Sarchie sia stato eletto dal male in questi incredibili delitti e venga ogni volta morso o ferito da qualche indemoniato.

 

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Sua moglie aspetta un bambino, concepito proprio durante le prime apparizioni del maligno, e la sua figlioletta inizia a sentire qualche rumore sospetto sotto il letto. A metà film il poliziotto si associa col prete ex-tossico e un po’ imbriachello e andranno a caccia del male. Tratto, si legge, da un libro scritto dallo stesso poliziotto sui suoi scontri col maligno in quel di New York City. La cosa più interessante ci sembra l’uso della guerra in Iraq come produzione di mostruosità da riportare a casa e la grande sequenza di notte nello zoo del Bronx in mezzo alle bestie feroci. In sala da oggi. Fa parecchia paura.

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