io professione mitomane foto

È CROLLATO IL MITO DI "IO, PROFESSIONE MITOMANE" - HA CHIUSO LA PAGINA FACEBOOK CHE PIGLIAVA PER IL CULO GIORNALISTI, SCRITTORI E INFLUENCER COL VIZIO DI FARE I FENOMENI SUI SOCIAL SENZA AVERE SENSO DEL RIDICOLO - SELVAGGIA LUCARELLI: "QUEL PROFILO STAVA DIVENTANDO CIÒ CHE VOLEVA DISTRUGGERE. IL CLIMA NEI COMMENTI DA GIOCOSO È DIVENTATO PIENO DI LIVORE CHE PUZZAVA DI INVIDIA E BULLISMO" - LA "COPPA SCANZI", GLI SFOTTÒ AI VARI LORENZO CREA, CATHY LA TORRE, LORENZO TOSA...

Selvaggia Lucarelli per www.tpi.it

 

la mission della pagina

Da qualche giorno ha chiuso la pagina Facebook “Io professione mitomane”, lasciando molti fan orfani della loro dose di mitomania quotidiana. E regalando un definitivo sollievo ai bersagli preferiti della pagina, alcuni dei quali-va detto- si impegnavano parecchio per finirci dentro. Bersagli che, per chi non ha seguito la “missione” di “Io professione mitomane”, erano giornalisti/scrittori/influencer convinti di cambiare le sorti del mondo a colpi di post o di essere gli eredi naturali di Hemingway.

 

La pagina Fb  “L’intellettuale dissidente”  ha chiesto agli (anonimi) gestori della pagina il perché della sparizione, visto che molti avevano insinuato l’ipotesi “ban” a seguito di segnalazioni:

 

selvaggia lucarelli

“Nessuna censura nessuna segnalazione. Abbiamo chiuso la pagina e basta perché era diventato faticoso seguirla. Crediamo che il messaggio che volevamo mandare è comunque arrivato ed era inutile continuare all’infinito, diventando noi stessi protagonisti di un’arena (i social e il loro funzionamento) che ci toglie tempo, tempo di vita e capacità critiche. Uno dei problemi principali è stata la gestione dei commenti.

 

Finché erano venti o trenta per post era possibile controllarli tutti con una relativa facilità, diventati centinaia le possibilità di lasciare insulti, offese, contenuti di natura sessista, razzista o comunque non in linea con il rispetto che abbiamo sempre chiesto, erano altissime”.

 

i post in fotocopia di cathy la torre con la pizza

Insomma, il giocattolo si era rotto. Ed è un peccato, perché era un bel giocattolo. Che però qualche ingranaggio cominciasse ad andare per conto suo e ad animare il giocattolo di un ghigno malevolo ben oltre le intenzioni iniziali, era diventato purtroppo evidente.

 

“Io professione mitomane” è stata, per lungo tempo, una pagina geniale ed esilarante. Lo smascheramento costante di slanci di vanità dello scrittore piacione, dell’influencer mitomane, dell’economista sfigato, del politico finto-visionario, dei giornalisti boriosi, era un capolavoro di ironia.

 

cathy la torre

Lo svelamento dei vanagloriosi che, senza traccia di senso del ridicolo, inventavano di essere braccati per strada dai fan (col titolo di coda “Quentin Inventino”) o, al contrario, si raccontavano come dei geni assoluti ma incompresi, è stato uno spettacolo di raro divertimento.

 

Rimarranno nella storia il thread “Cathyrider”, ovvero il post dell’avvocato Cathy La Torre che il 12 settembre 2018 racconta di essere stata lodata dal fattorino che le portava la pizza e poi, un anno dopo, racconta lo stesso aneddoto, cambiando giusto qualche virgola.

 

andrea scanzi

O i post empatici, di partecipazione emotiva ad immancabili tragedie umane seguiti dall’ormai mitica scritta “Clicca qui per comprare il mio libro” dei vari Tosa e Scanzi. O i celebri sfottò a Lorenzo Crea, uno che ha la missione nel cognome: crea pagine a suo nome che condividono pagine a suo nome che mettono like a pagine a suo nome in una sorta di esilarante (ed innocua) matrioska di mitomania.

 

Indimenticabili i post sulle improbabili classifiche dei giornalisti più seguiti del web con messaggi di ringraziamento ai fan che nemmeno Biden durante insediamento alla Casa Bianca o il contest “Coppa Scanzi”, in cui si poteva decidere il mitomane dell’anno. O i deliri narcisistico-aggressivi di Fabrizio Delprete.

 

lorenzo crea

Una volta, durante la pandemia, finii pure io nella pagina, per via di una storiella: un ragazzo denunciò un pranzo tra amici durante la quarantena, arrivarono i carabinieri che presero un po’ la cosa sottogamba e lui li minacciò: “Allora lo dico la Lucarelli”. Mi raccontò l’aneddoto e io lo riportai. Fui sfottuta, ci risi su. E di cose che mi hanno fatto ridere in quella pagina ce ne sono state tante, perché la mitomania è un tema affascinante.

 

Ci cadono persone incredibilmente intelligenti e ti chiedi perché. Perché. Perché. Alcuni, poi, sono seriali e non ti chiedi neppure più il perché: narcisismo patologico. Che voglio dire, non ha mai ucciso nessuno, almeno finché non te lo sposi, un narcisista (maligno).

 

lorenzo tosa

Poi la pagina ha preso una piega sempre meno divertente, sempre più “disagiante”, direbbe mio figlio. E il problema era, soprattutto, nel tenore dei commenti (alcuni dei quali erano geniali).

 

Seguita da un target abbastanza alto, con molti aspiranti scrittori/giornalisti tra i follower, ad un certo punto il clima generale della pagina da giocoso è diventato livoroso. Un livore feroce, ben lontano dall’atmosfera intelligente seppur canzonatoria degli inizi. Un livore che puzzava di invidia e di successo frustrato camuffati da superiorità intellettuale.

 

Un livore che talvolta puzzava di politica. Di bullismo ben agghindato. Un bullismo di livello, quindi pure più malvagio, perché lì non c’erano i “puttana”, ma le lame affilate di chi ti odia con gli strumenti intellettuali per partorire commenti sarcastici e cattivissimi, che insieme ad altri commenti sarcastici e cattivissimi diventavano veleno.

 

E in fondo la colpa qual era? La mitomania nella propria pagina fb. Poca cosa, per ritrovarsi contro un bulldozer d’odio. Ad un certo punto, poi, anche i post sono sembrati a tratti pretestuosi. Troppo lievi per essere tacciati di mitomania.

 

Simonetta Sciandivasci

Ormai un giornalista poteva finire sbeffeggiato anche solo per aver annunciato un suo corso di scrittura, come è capitato a Simonetta Sciandivasci. La sensazione, insomma, è che alla fine la pagina sia stata disintegrata dalla stessa materia da cui era composta: la mitomania.

 

In fondo, molti degli stessi commentatori erano dei mitomani che non ce l’hanno fatta. L’imbarbarimento è nato da qui, dall’idea che l’influencer mitomane potesse essere sabotato dalla pagina sui mitomani.

 

Alla fine, i commentatori livorosi gareggiavano sul piano dello stesso Tosa: lui alza l’asticella del buonismo facile, noi quello del cattivismo sofisticato, e intanto diventiamo influenti anche noi. Non era più chiaro se fossero infastiditi dai mitomani o dal consenso che raccoglievano alcuni mitomani.

 

ANDREA SCANZI

Una deriva che piano piano ha fatto disamorare anche i fan più accaniti della pagina. “Siamo convinti di aver lanciato un sasso nello stagno rispetto ai meccanismi autoreferenziali dei social, del giornalismo e anche della politica. Deformano la qualità delle relazioni umane, la natura e il ruolo fondamentale del giornalismo e la forza più profonda dei propri ideali”, ha dichiarato “il collettivo” di “Io professione mitomane”, spiegando l’addio.

 

E a ben vedere sì, forse c’è un po’ di verità. Però diciamolo: questa frase sarebbe stato un bellissimo post di “Io professione mitomane”.  Perché prendersi sul serio è il primo gradino verso la mitomania, sempre.

Ultimi Dagoreport

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLEE CHI MEGLIO DELLA ''BANCA DI SISTEMA" PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI - SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...

ordina nazionale dei giornalisti scuole giornalismo carlo bartoli

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

roberto vannacci carlo freccero marina berlusconi otto e mezzo lilli gruber

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL'IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ - È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO - RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA - L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE - LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI" - VIDEO

pier silvio berlusconi milo infante

DAGOREPORT - CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL'INFORMAZIONE DEL "BISCIONE": INFANTE, NON E' DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA' ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE - E' UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO - NON SOLO: "PIERDUDI" SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE "CRIME" CHE, CON IL SUO "ORE14 SERA", ARGINAVA IL SUCCESSO DI "QUARTO GRADO", SU RETE4...

generale roberto vannacci chi guido crosetto

DAGOREPORT - LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI "FUTURO NAZIONALE" IN QUEL POSTO - DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL'ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE - IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” - INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO - E L'EX PARA' DIVENTATO PARA-GURO SE L'E' CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL'ESERCITO PER 11 MESI... - VIDEO