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DALL'HIJAB AL MANTELLO LA MARVEL AGGIUNGE NEL SUO ROSTER “MS. MARVEL”, LA PRIMA SUPEREROINA MUSULMANA – IL PERSONAGGIO, CHE ORA AVRA' UNA SERIE DEDICATA SU DISNEY+, RISALE AGLI ANNI ’70: SI CHIAMA KAMALA KHAN ED E' UNA RAGAZZA DI 16 ANNI DI ORIGINE PACHISTANA – A INTERPRETARLA SARA' IMAN VELLANI, 19ENNE NATA IN CANADA DA GENITORI IMMIGRATI DAL PAKISTAN - VIDEO

Renato Franco per il “Corriere della Sera”

 

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La prima supereroina musulmana ha il dono dell'elasticità, metafora forse di quell'apertura mentale che si fa strada nel cinema dei blockbuster hollywoodiani. Non sapremo mai se per effettivo cambio di geografie culturali o per calcolo politicamente coretto (a occhio la seconda che hai detto), ma il supereroe maschio e bianco - dominatore per anni delle fantasie adolescenziali su scala mondiale - oggi deve convivere con le istanze della nuova società che avanza (da un pezzo per la verità).

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Così ecco Kamala Khan-Ms. Marvel una ragazza di 16 anni di origine pachistana, musulmana, un'adolescente come tante - la scuola, gli amici, le preghiere in moschea - che diventa protagonista della serie in arrivo su Disney+ da domani.

 

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Nata in Canada da immigrati musulmani dal Pakistan, Iman Vellani (19 anni) è l'attrice che la interpreta e ha parlato così dell'impatto che il suo ruolo avrà sull'immaginario collettivo: «Il fatto che i produttori abbiano deciso di includere questo personaggio musulmano nel Marvel Cinematic Universe è significativo. Sarà molto prezioso e stimolante che le persone vedano una persona come me coinvolta in un progetto di tale portata». 

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A Vellani piace che in Ms. Marvel «all'interno della comunità di Kamala siano presenti scene di persone di colore che si divertono, la famiglia è la sua roccia e lei è molto aperta con loro. E questo vale anche per la mia famiglia e per molte altre famiglie dell'Asia meridionale: vivono insieme e si preoccupano l'uno dell'altro. Volevo vedere questo crescendo, l'importanza di mostrare i figli di genitori immigrati che non trascurano la loro cultura ma ne sono orgogliosi». Bisha K. Ali, l'ideatore della serie, sintetizza così la svolta: «È indicativo di un futuro pieno di speranza in cui si parla di unione piuttosto che di divisione».

 

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Per quei fenomeni che possono capitare solo nei fumetti dove la verosimiglianza è l'ultimo dei problemi, Kamala Khan è il quarto personaggio ad assumere il nome di Ms. Marvel. Il primo risale al 1977, mentre nel 2013 arriva lei, prima musulmana della Marvel Comics a essere protagonista di un proprio fumetto, una supereroina che acquisisce accidentalmente il potere della superelasticità ed entra a far parte dei Vendicatori.

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Nella serie Kamala Khan viene presentata come gamer appassionata e instancabile scrittrice di fan-fiction, grande ammiratrice dei supereroi. Eppure si sente invisibile sia a casa sia a scuola; almeno finché non ottiene i superpoteri come gli eroi che ha sempre guardato come meta tensiva. E poiché è una ragazzina del 2022 si affida al web per imparare a maneggiare le sue nuove armi da mutaforma. «Non sa davvero come combattere, quindi copia tutto ciò che vede online». 

 

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Il tassello che porta alla superoina musulmana - sarà anche in The Marvels, nelle sale l'anno prossimo - è l'ultimo di un mosaico che sta prendendo ormai forma da qualche tempo. La prima donna nera con un ruolo non da comparsa nell'universo Marvel risale al 2017 (Zendaya in Spider-Man: Homecoming) mentre l'anno successivo arriva il primo lungometraggio incentrato su personaggi di colore ( Black Panther , con Chadwick Boseman, tragicamente scomparso due anni fa).

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 In Avengers: Endgame era apparso il primo personaggio gay della storia Marvel (ma ci furono critiche perché era poco più che un cameo), ma Eternals aveva rimesso le cose a posto con cast che rispondeva a una moltitudine di rappresentazioni etniche: la cinese Gemma Chan, la messicana Salma Hayek, il pachistano Kumail Nanjiani, il sudcoreano Don Lee. E per non farsi parlare dietro pure Lauren Ridloff, esponente della comunità sorda.

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