ENZO BIAGI VINTAGE – 1986, BIAGI VA A MILANO 2 DA SILVIO E IL CAV SEMBRA BLAIR: “MA QUALE DIAVOLO, SONO UN LIB-LAB”

Dal "Fatto quotidiano"

Milano, 4 febbraio 1986. È la prima intervista tivù di Silvio Berlusconi in onda sulla Rai. La trasmissione è "Spot: dicono di lei".

Silvio Berlusconi, milanese, 49 anni. Classico esempio di un uomo che si è fatto da solo. Comincia con l'edilizia negli anni del boom, ma diventa un nome con le televisioni private e con l'editoria. Dice di dormire non più di quattro ore per notte. Qualche volta parla di sé anche in terza persona. Ha detto, ad esempio: "Il 92 per cento degli italiani adora Silvio Berlusconi".

È inutile accusarlo di aver creato un monopolio, risponde che le sue sono le dimensioni giuste per una sana economia. Alcuni esperti guardano con diffidenza ai percorsi delle sue iniziative. Ma lui annuncia nuovi progetti. I critici hanno qualche obiezione sulla consistenza dei suoi programmi televisivi, ma lui risponde convinto che sta facendo cultura e che la esporterà per fare felici anche i francesi, gli spagnoli e possibilmente anche i tedeschi. Per il momento, però, ha importato.

Berlusconi pensa, credo, a un'Europa di Berlusconi. E stiano attenti gli americani. È la prima volta che appare in televisione. La sola condizione è stata andare a riprenderlo nei suoi studi. Perché no? Qualcuno ha scritto che siamo stati a Canossa. Va rettificato, credo: siamo stati a Milano 2.

Dottor Berlusconi, sbaglio o è un momentino un po' difficile, un po' complicato per lei? Con il Milan situazione incerta; non c'è ancora un decreto che stabilisca quali sono i diritti delle televisioni private; in Francia questo "m a cc a - ro n i ", che è arrivato per dare una televisione nuova, non è gradito da tutti. La mia visione è un po' particolare o risponde alla realtà?
Dottor Biagi, un po' di vero c'è, ma la situazione non è così preoccupante come sembra che lei la...

Io non voglio dipingerla, ho l'impressione che sia così.
Non stavo dicendo come la dipinge, ma come la pensa. Innanzitutto bisogna distinguere: il Milan è un affare di cuore, per cui lasciamolo nella sfera dei sentimenti...

Un affare di qualche miliardo, se mi permette.
Sì, molto costoso, ma anche le belle donne costano molto, no? Il Milan è in una situazione per cui bisogna fare un po' di bucato.

Voi fornite i detersivi, con la pubblicità che si fa?
Noi facciamo solo la pubblicità, però non si può mai sapere cosa succederà in un gruppo che si muove su molti fronti.

Come accadde due anni fa quando intervenne un pretore che vi oscurò e l'onorevole Craxi, capo del governo, dovette intervenire.
C'è stato un pretore che ha interpretato il diritto, a mio parere, contro il diritto stesso. Contro la giurisprudenza che i fatti l'hanno consolidata, contro il governo che aveva dichiarato di ritenere vigente il decreto dell'anno passato, contro il Parlamento che sta lavorando a una nuova legge e, credo, anche contro il buon senso e la gente.

Fare una televisione ai francesi dev'essere ancora più complicato.
Stiamo facendo una cosa un po' folle: fare una televisione in Francia in due mesi è una cosa impossibile. I francesi non possono soffrire che ci sia qualcuno che vada a casa loro a fare qualcosa, magari meglio di loro, no?

Lo sa che, durante una trasmissione, il conduttore aveva sul tavolo un modellino della Tour Eiffel e stava interrogando un giapponese e ha detto: "Piuttosto che darla a un italiano la do a lei", che è il massimo del disprezzo per l'italiano, naturalmente.
Non c'è disprezzo per gli italiani. I francesi si ritengono superiori, cambiano anche la storia. Sono convinti che Giulio Cesare prendesse sempre batoste sacrosante. Non a caso Asterix batte sempre il cattivone che è Giulio Cesare...

In questo caso lei.
Sì. Io sono stato dipinto in mille modi, anche come il diavolo italiano.

Lei è un simpatizzante di Craxi, dei socialisti o il suo è un generico "lib-lab"? È meno compromettente essere un "lib-lab".
"Lib-lab", liberal laburista...

Liberal labile, anche.
Io di "lib lab" ne conosco uno solo che è il mio amico Enzo Bettiza, soprattutto nei giorni di pioggia perché ha uno splendido impermeabile inglese che lo fa molto "lab". Io faccio l'imprenditore, credo nell'Occidente, credo nel libero mercato, nella libera iniziativa, nel progresso sociale e simpatizzo con chi ha le mie idee.

Ma lei vede più spesso Craxi o De Mita?
Io sono amico di Craxi da lunga data. Da tempi non sospetti lo stimo e lo apprezzo. Andando in giro per l'Europa rilevo che è tra gli uomini politici che hanno maggiore statura internazionale e questo mi fa molto piacere. Abbiamo un carattere diversissimo. Sono molto amico di altri politici coi quali, facendo io l'editore, sia di televisione che di carta stampata, ho spesso dei contatti.

Con De Mita li ha questi contatti o no?
Sì. Ho avuto anche dei contatti con De Mita.

Cordiali?
Diciamo che non sono sfociati in un amore particolarissimo, ma non sono stati neppure contatti negativi.

Lei crede che senza il governo Craxi ci sarebbero stati i decreti pro Berlusconi?
Assolutamente ci sarebbero stati dei decreti per rimediare a una situazione che la gente non condivideva. Anzi, il fatto che Craxi era il presidente del Consiglio ed essendo noi amici poteva essere un problema. Invece con un atto, che ritengo coraggioso, Craxi, e con lui tutto il governo, ha firmato il decreto giudicato positivamente dal 92 per cento degli italiani.

Come fa ad avere tante attività che vanno tutte bene?
Cosa vuole che le risponda, che siamo bravi?

Mi pare che sia anche dimostrato.
Ho la fortuna di lavorare in un gruppo particolarissimo, con dei collaboratori formidabili legati insieme, non soltanto dall'entusiasmo per i traguardi che abbiamo raggiunto, ma anche da una grande amicizia.

Un gruppo in cui spendiamo molte forze per formare gli uomini: per questo si raggiungono risultati importanti. Lei pensi che l'anno passato per l'azienda più giovane abbiamo fatto 60 giorni di formazione. E io ho condotto direttamente questi 60 giorni rubati alle feste, 30 weekend rubati al lavoro.

È questo che mi sorprende. Lei in un anno quante colazioni e cene di lavoro fa?
Lo sanno le mie segretarie. Credo più di 150.

Tutte queste mangiate funzionali, terribili no?
Terribili per la linea, però funzionali per i risultati.

Cavalier Berlusconi, mi scusi: se lei avesse un puntino di tette farebbe anche l'annunciatrice. Ho l'impressione che lei faccia un po' di tutto, adesso mi sta dicendo che ha fatto 150 colazioni di lavoro, che ha fatto due mesi di corso, non le viene mai il mal di testa?
Mi viene anche il mal di gola e l'influenza. Io ritengo che anche con il mal di testa e l'influenza si lavori benissimo. Anzi: viva l'influenza perché si riescono a eliminare molti incontri che magari si è costretti a fare solo per cortesia, si sta a letto con il telefono, si ha tempo per pensare, per scrivere, per parlare con tutti.

Quante cose fa lei: edilizia, televisione, editoria, poi vorrebbe fare anche i biscotti se non sbaglio. Ma poi cosa fa ancora?
Non ho una vocazione straordinaria per i biscotti. Abbiamo quattro divisioni nel gruppo, questo ci dà la possibilità di reggere tutti i venti. Nel senso che quando c'è un mercato che va meno bene, c'è l'altro o gli altri mercati che sostengono il gruppo. Quest'anno siamo riusciti a chiudere l'esercizio con utili cospicui. Finalmente abbiamo raggiunto il mio sogno: quello di non avere più debiti.

Qual è il modello umano al quale si ispira? Lei ha fatto un saggio su San Tommaso d'Aquino se non sbaglio.
No, su Tommaso Moro.

Siamo sempre tra santi. Chi le piace di più?
Ho fatto questo saggio su Tommaso Moro perché all'università ho lavorato sul suo libro "Dell'utopia". Facendo il mestiere dell'edile, ho sempre pensato di fare città senza automobili, con tanto verde, senza colate di cemento...

Lei è riuscito a tradurre il martirio di Tommaso Moro e le sue visioni in tante costruzioni?
Non il martirio. Lui pensava che tutti dovessero dare il meglio per migliorare il mondo.

Lei è cattolico?
Io sono cattolico praticante.

Le leggo una frase che la riguarda: "La televisione di Berlusconi ha migliorato le condizioni di vita degli italiani, ha contribuito a ridurre l'inflazione, ha incentivato l'economia, promosso la democrazia politica". Riconosce l'autore di queste parole?
Non so se sono parole attribuite a me. I concetti sono quelli che sostengo. Per quanto riguarda il livello di vita basta accendere una televisione, c'è un'offerta notevolissima di spettacolo a ogni ora del giorno e della notte. Anche quello che fa la Rai è molto migliorato.

La concorrenza ha fatto bene anche alla televisione pubblica. Per quanto riguarda l'impulso all'economia è innegabile, la televisione ha sospinto le vendite di molte aziende che hanno potuto fare dei risultati importanti. Per quanto riguarda il tasso di democrazia del Paese, la presenza di molte voci è certamente un aumento della democrazia stessa. Basti ricordare le ultime elezioni amministrative: dalle nostre tv sono passati più di 1000 candidati. La tv commerciale ha dato un contributo decisivo a tutto questo.

Per concludere, c'è qualcosa che voleva dire e che io non le ho chiesto?
No, io sono lieto di averla ospite qui nei miei studi, vede che dietro di me c'è una pianta dell'Europa, che è la nostra prossima avventura. Adesso dobbiamo dare gli esami sulla tv per la Francia e per la Spagna. Dobbiamo realizzare una società fatta da programmi a dimensione europea che si possano confrontare sul mercato internazionale con i programmi americani.

A quando l'America?
Abbiamo ancora moltissimo da fare per la tv in un'Europa che dice di volersi dare un'unità, ma che è ancora molto lontana da questo obiettivo. Io credo che lo sforzo che stiamo facendo in Francia è importantissimo per l'Italia perché è l'avvenimento più rilevante sul piano dell'esportazione delle nostre idee, della nostra cultura, del nostro know-how, e credo che darà un sostegno importantissimo ai prodotti della nostra industria. Sarà la via che porterà all'unione dell'Europa. Così come la tv ha unificato l'Italia, sempre la tv può unificare l'Europa. Ci piace essere tra i protagonisti di questa avventura. Speriamo di farcela.

 

 

Il giovane Enzo BiagiEnzo Biagibiagi enzo 001enzo biagi eraieri coverbiagi enzoSilvio berlu Berlusconisilvio berlu occhiali SILVIO BERLUSCONI SILVIO BERLUSCONI VERSIONE MARILYN jpegSILVIO BERLUSCONI E ENZO BIAGI jpegSILVIO BERLUSCONI NEL jpeg

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…