FERRO CORROSO DALL’ALCOL – HA COMINCIATO A FRIGNARE DI BULLISMO PERCHE' OBESO, POI PERCHE' ERA GAY ORA AGGIUNGE L'ALCOLISMO: ORA MANCA LA CADUTA DAL SEGGIOLONE DA PICCOLO - “BEVEVO E NESSUNO MI POTEVA SOPPORTARE. ERO UN ALCOLISTA. VOLEVO MORIRE” - "IN CLASSE I RAGAZZI MI CHIAMAVANO CICCIONE, FEMMINUCCIA, SFIGATO. VIVEVO PERENNEMENTE FRUSTRATO, INCAZZATO E ANCHE UMILIATO" - PER FORTUNA TUTTI 'STI STRAZI NON GLI HANNO IMPEDITO DI EVADERE LE TASSE (CONDANNATO A SCUCIRE 6 MILIONI AL FISCO)

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L'INCIPIT

Bevevo e nessuno mi poteva sopportare

tiziano ferro tiziano ferro

Nessuno mi poteva sopportare quando bevevo. E chi ci riusciva o aveva pietà, o era come me. O più disperato di me. Oggi che non bevo da diversi anni ho capito che quella disperazione aveva un senso, uno solo: aiutare qualcun altro.

 

È diventato chiaro circa un anno fa, durante un meeting di recupero a Milano. Entra un ragazzo nuovo, distrutto, al suo terzo o quarto giorno di sobrietà. Aspetta la fine del meeting, poi mi si avvicina e mi dice: «Io non ce la faccio più, eppure non ci volevo venire qua. Avevo deciso che sarei entrato e uscito. Sono rimasto perché ho visto te» (...).

 

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"ERO UN ALCOLISTA E VOLEVO MORIRE"

Renato Franco per il Corriere della Sera

«Una sera la band mi convinse a bere. E da lì non mi sono fermato più. Bevevo quasi sempre da solo, l'alcol mi dava la forza di non pensare al dolore e alla tristezza, ma mi portava a voler morire sempre più spesso. Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista».

 

ferro jovanotti ferro jovanotti

È dedicata a Tiziano Ferro e alla sua confessione la copertina di 7 , il magazine del Corriere domani in edicola e su digital edition. Il numero del settimanale si apre con la lunga, coraggiosa e toccante, lettera scritta dallo stesso Tiziano Ferro in cui il cantautore racconta la sua esperienza («l'alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti») per aiutare chi vuole uscire dall'abisso della dipendenza come lui stesso è riuscito a fare. Un'esperienza che Tiziano ha voluto fissare nel film-documentario Ferro , una produzione originale Amazon disponibile su Prime Video dal 6 novembre (lo stesso giorno esce anche «Accetto miracoli: l'esperienza degli altri», il suo primo album di cover).

 

TIZIANO FERRO TIZIANO FERRO

Un documentario (che 7 ha potuto vedere in anteprima esclusiva) dove il cantautore ha tirato fuori tutto se stesso. Altro che agiografia, ne emerge un ritratto - molto consapevole - in cui smantella pezzo per pezzo l'immagine esteriore, patinata, sempre un po' photoshoppata, ad uso di copertina, che i personaggi pubblici sono costretti spesso a indossare

tiziano ferro tiziano ferro

 

Se - complice il filtro, la gabbia, il cordone di sicurezza, l'alone di invincibilità che il business della discografia ti costruisce intorno - Tiziano Ferro poteva apparire a uno sguardo superficiale quasi urticante, un personaggio da maneggiare con cura, il Tiziano di Ferro si mostra in tutta la sua fragilità, in curiosa antitesi con quel cognome che rimanda al metallo per eccellenza più duro. Il riassunto in 5 parole dei motivi per cui non era felice è come un taglio di Fontana, un colpo netto che lascia stupiti nella sua semplicità.

 

«Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore». Il suo è un coming out totale. Come quando confessa: «Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato.

TIZIANO FERRO IN LACRIME A SANREMO TIZIANO FERRO IN LACRIME A SANREMO

 

Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l'unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo». La sua è stata una vita in salita. Prima il rapporto conflittuale con il peso (da 111 chili scende a 70), quindi il non detto della sua omosessualità: da una parte i discografici che premono per affiancargli una donna dello schermo, una fidanzata di comodo; dall'altra il suo rifiuto fino alla decisione del coming out (ormai dieci anni fa). 

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