famiglia gassmann

“NOI ITALIANI MOSTRIAMO DI AVERE GLI ATTRIBUTI NELLE DIFFICOLTÀ” – ALESSANDRO GASSMANN: "SIA JOHNSON CHE TRUMP HANNO FATTO UNA DOPPIA CAPRIOLA, SENZA NEMMENO CHIEDERE SCUSA. NOI CI SIAMO CARICATI SULLE SPALLE UN DRAMMA CHE RESTERÀ NELLA STORIA DELL' ITALIA. QUANDO NE USCIREMO LE COSE NON TORNERANNO COME PRIMA. SARÀ PIÙ DIFFICILE FARE COMMEDIE, ANCHE SE.. - L'ATTORE E' IN QUARANTENA DA 3 SETTIMANE IN MAREMMA CON LA FAMIGLIA: "VIVO CON LEO CHE CANTA 9 ORE AL GIORNO…"

Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”

 

alessandro gassman 1

Alessandro Gassmann è da tre settimane in una casa che ha in Toscana, «in Maremma. Ma non a Capalbio». Per un attimo sorride al telefono, pensando alle malizie che avrebbe potuto innescare il buen retiro degli intellettuali in un momento come questo.

Ma poi si fa serio, ragionando intorno alla vita al tempo del coronavirus.

 

Il Papa ieri ha pregato per coloro che hanno paura.

alessandro gassmann

«Io ne ho molta, c' è qualcosa di sbagliato in chi non la ha. La paura porta a una reazione e speriamo alla soluzione. Sia Johnson che Trump hanno fatto una doppia capriola, senza nemmeno chiedere scusa. Prima non avevano paura, si vede che pregavano per i mercati dei loro paesi. Spero che molti abbiamo paura, ti porta a essere più serio e ligio nei comportamenti e nelle indicazioni del ministero della Salute. I bisticci politici non servono, li ignoro, non portano alcun vantaggio. Io ascolto solo i medici. Dobbiamo tutti remare nella stessa direzione».

 

Ha trovato la mascherina?

«Qui non sono disponibili ma presto attenzione ai contatti, io sono quello che va a fare la spesa, mi metto sciarpa e guanti di gomma, quando torno a casa levo le scarpe e disinfetto le buste. Siamo in quattro, io, mia moglie Sabrina, con cui continuiamo a condividere la stanza, nostro figlio Leo e la sua fidanzata».

 

La vediamo su Sky, vestito da soldato della prima guerra mondiale, e

ESULTANZA DI ALESSANDRO GASSMANN PER LA VITTORIA DEL FIGLIO LEO A SANREMO

«Lo so dove vuole arrivare. Ha fatto impressione anche a me, mi sono visto allo specchio e, ragazzi, c' è poco da fare, sono identico a mio padre. Ho fatto la campagna di Sky cinema».

 

Che cosa fa nel video?

«Attraverso tutti i generi, ricostruendo in pochi secondi film di guerra e d' amore, western, horror, fantascienza: per Ritorno al futuro abbiamo usato l' auto originale di cui è proprietario un signore di Firenze, un prototipo che usa quotidianamente».

Ma la divisa che indossa

«E' proprio come quella che indossavano Ugo Tognazzi e mio padre Vittorio in La grande guerra di Monicelli: un loro fan mi ha mostrato gli incassi a oggi, cifre impressionanti, fu il primo a incassare più di un miliardo di lire».

 

Come avrebbe affrontato il virus suo padre?

«Papà era del 1922, la generazione sopravvissuta alla guerra. Dopo un orrore come quello, non ti perdi d' animo.

 

Quali film consiglia in un periodo in cui tanta gente ha più tempo libero?

«Comincerei da Martin Scorsese. Mean Streets fu il primo film per Joe Pesci, che faceva il broker di Robert De Niro, quando Scorsese lo vide disse, ecco, pensavo proprio a una faccia così. Poi italiani non dico meno ricordati come Pietrangeli, lo stesso Comencini padre e Zurlini: Il deserto dei tartari tra l' altro racconta di un fortino dove non succede niente».

 

ESULTANZA DI ALESSANDRO GASSMANN PER LA VITTORIA DEL FIGLIO LEO A SANREMO

Quello che stiamo vivendo diventerà un film?

«Sarà un' occasione di raccontare storie incredibili, ho un' idea che sto sviluppando.

Ma è difficile concentrarsi, vivo con una popstar (il figlio Leo ha vinto per le Nuove proposte a Sanremo, ndr ), canta nove ore al giorno e alla trentesima volta dello stesso pezzo non lo mando a quel paese ma esco in terrazzo. Ecco, mi sorprende la diversa reazione dei ragazzi, penso a Hollywood Party, mia moglie ed io ci contorcevamo dalle risate ma per Leo quella lentezza comica non passa, è una questione di ritmo, di cultura tecnologica, vanno più veloci di noi».

 

Il cinema cambierà?

«Sarà più difficile fare commedie, anche se sarebbe salvifico e beneaugurante. Già vedo fiction un po' retoriche e celebrative, ma se si tratta di rendere omaggio a medici e infermieri ben vengano. Io sarò un medico in Non odiare , opera prima di Mauro Mancini. Sono un medico di origini ebraiche che assiste a un incidente stradale ma si rifiuta di salvare un uomo con la svastica tatuata sul petto. Lo lascia morire. Da lì comincia un viaggio sul senso di colpa e la voglia di capire chi fosse la sua famiglia, non un avvicinamento ma un tentativo di comprensione che migliorerà la sua condizione umana».

alessandro e leo gassmann

 

E la vita cambierà?

«Quando ne usciremo, spero il prima possibile, le cose non torneranno come prima.

Ci sarà più consapevolezza di quello che avevamo, di quello che possiamo permetterci e delle rinunce che dovremo fare. Magari pensando un po' di più a chi resta su questo pianeta dopo di noi».

 

Pensa che avrà nostalgia del traffico romano?

«Non credo, invece il fatto che le nostre città nel vuoto abbiamo riacquistato la loro bellezza ci farà pensare a quanto le trattiamo male. Dovremo ragionare sulla qualità della vita, sul rispetto della natura, sull' inquinamento».

leo gassmann

 

Secondo lei, come ci stiamo comportando tutti?

«Molto bene. Mostriamo di avere gli attributi nelle difficoltà, in questo piccolo paese col record di morti nel mondo. Ci siamo caricati sulle spalle un dramma che resterà nella storia dell' Italia».

 

Cosa le manca?

alessandro gassmann

«Parlarci senza WhatsApp . Quando mi sveglio faccio un tweet su una poesia, poi devo rifare Il Grinch per il figlio di un amico. Mi manca un abbraccio, il non poter vedere tante persone».

ALESSANDRO GASSMANNalessandro gassmann selfie dall uruguay alessandro gassmann e gian marco tognazzileo gassman leo gassmanleo gassman alessandro gassmann pulisce la strada 2

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO