la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 7

“LA NOSTRA LITE È L’UNICO ARGOMENTO OLTRE IL CORONAVIRUS”, SGARBI VERSO LA PACE CON LA D'URSO - L’INTERVENTO ALLA ‘ZANZARA’: "DOMENICA CREDO CHE TORNERÒ PER SPIEGARE A LEI QUELLO CHE DICE LA TRECCANI, IO NON L’HO OFFESA" - IL CRITICO E' STATO ALLONTANATO DAI PROGRAMMI MEDIASET E DA ‘QUARTA REPUBBLICA’: "IMPROVVISAMENTE NON POSSO ANDARE. LA TRASMISSIONE DI PORRO L’HO INVENTATA IO” - LA LETTERA A 'IL GIORNALE': “POSSO SCUSARMI DI…” - VIDEO

 

 

Massimo Falcioni per tvblog.it

 

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso

La guerra tra Vittorio Sgarbi e Barbara D’Urso potrebbe durare appena una settimana. Il critico d’arte ha infatti annunciato a La Zanzara la possibilità di tornare ospite a Live-Non è la D’Urso già domenica prossima.

 

“Sento che stanno realizzando la possibilità di trovare un dialogo, su questo sono favorevolissimo”, ha detto Sgarbi. “Se lei mi consente di parlare, ci vado”.

 

Lo scontro tra i due si era scatenato nel corso di un dibattito riguardante La pupa e il secchione e viceversa che vedeva la presenza dell’influencer Stella Manente. Parlando di quest’ultima, Sgarbi aveva fatto allusione ad una raccomandazione, facendo infuriare la padrona di casa. Da lì lo scoppio della lite furibonda, con l’invito a Sgarbi ad andarsene e il rifiuto dell’ospite, rimasto seduto al suo posto fino alla fine della puntata.

 

“La nostra lite è l’unico argomento oltre il coronavirus”, ha ironizzato. “Non mi sono scusato di nulla, credo che domenica andrò a spiegare a lei quello che dice la Treccani. L’alternativa era andare da Giletti. Se raccomando Il Gattopardo, lo faccio pubblicare; è la segnalazione di una cosa notevole”. Quindi ha insistito: “Io non l’ho offesa, io ero un ospite, l’ospite è sacro”.

 

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 3

 

L’episodio ha causato il momentaneo allontanamento di Sgarbi dai programmi Mediaset, a partire da Quarta Repubblica:

 

“Improvvisamente non posso andare. La trasmissione di Porro l’ho inventata io”.

 

SGARBI

Lettera di Vittorio Sgarbi a il Giornale

 

Gentile Direttore, la ricostruzione dello «scontro» con Barbara D' Urso indica una naturale propensione a interpretazioni unilaterali e forzate, anche senza invocare l' ironia, inesatte per una serie di ragioni che stemperano non solo la polemica ma anche il significato stesso del mio intervento, che non voleva essere né dissacratorio né provocatorio. Invitato per discutere del programma La Pupa e il Secchione, ho ricordato, come si è ben visto nella furibonda lite con Alessandra Mussolini, di essere stato il promotore e la «memoria storica» di un programma dove né io né la Mussolini eravamo concorrenti, bensì giudici.

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 2

 

Dopo quattordici anni Mediaset pensa a una nuova edizione del programma e, in virtù di quell' episodio «storico», mi invita per un confronto con i giovani. Vado, simpatizzo con i ragazzi, e registro un intervento su Michelangelo.

 

Mi intrattengo qualche ora, e attendo serenamente la messa in onda. Una volta decisa, si scopre che essa coincide con il periodo della «par condicio», con riferimento particolare alle elezioni regionali (in Emilia Romagna dove sono stato candidato ed eletto). Per questo, con molte scuse, la produzione e il conduttore Paolo Ruffini mi comunicano che sarò tagliato. Per rigore professionale me ne dispiace, e negozio con Alessandro Salem (direttore generale dei contenuti, che spero ci legga) che l' intervento sia mandato nell' ultima puntata.

 

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 5

Non so se sia avvenuto, e non so neppure se il programma sia finito. Insomma, non ho nessun interesse diretto per La Pupa e il Secchione. Sono quindi invitato da Barbara D' Urso con Alessandra Mussolini per il facile divertimento di rimandare in onda quel celebre battibecco. Dopo il rito, non potevo dir nulla sulla nuova edizione, se non quello che qui ho scritto; e, pensando di scherzare, visto l' argomento (nel clima pesante di Coronavirus), ho aggiunto un particolare, forse frainteso, su una ragazza, che non ho identificato e di cui non ho detto il nome, dicendo che mi era stata «raccomandata».

 

Intendo rivendicare, caro Direttore, il significato primario di raccomandazione, che è evidentemente malinteso o equivocato. «Raccomandare» è esattamente, come declina, in varie guise, la Treccani: raccomandare v. tr. 1. a.

 

Affidare ad altri persona o cosa che sta molto a cuore, pregando o esortando caldamente di soccorrerla o proteggerla o custodirla, o di averne comunque la massima cura: «Sieti raccomandato il mio tesoro» (Dante); «Raccomandami al tuo figliuol, verace Omo e verace Dio» (Petrarca); «ti priego che, s' egli avviene che io muoia, che le mie cose ed ella ti sieno raccomandate» (Boccaccio).

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 4

 

Vorremmo discutere Dante, Boccaccio, Petrarca, vorremmo ancora rimproverarmi di intendere e parlare la loro lingua? Nella sostanza, l' interpretazione malevola di «raccomandare» presuppone un potere superiore o diretto, che io non ho.

 

Quindi nulla di male nel dire che mi era stata raccomandata, per la sua avvenenza o per la sua capacità, una ragazza (ripeto, da me non identificata), per nient' altro che per mostrarmi, da parte di una persona di cui non ricordo l' identità, interesse e affezione. Reagendo allo stupore e alla insistenza, pur di fronte a un fatto inconsistente e inoffensivo, della conduttrice, io ho fatto, in modo caricaturale, per celia, i nomi di Berlusconi e di Cairo.

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 6

 

I quali non avrebbe avuto senso raccomandassero a me una ragazza, non essendo io né conduttore né autore né produttore né direttore; e non magari io a loro. Se poi non è stato capito, mi posso scusare di aver sottovalutato l' interpretazione negativa, ma comunque non logica, della parola «raccomandazione». Alcuni giornali equivocano, facendomi affermare, rivolto alla D' Urso: «Berlusconi mi ha raccomandato anche te». Una evidente insensatezza. Che senso avrebbe che Berlusconi raccomandasse la D' Urso a me? Per che cosa? E per attivare quali miei, inesistenti, poteri? Incomprensione totale.

sgarbi

Berlusconi mi ha sempre parlato bene della D' Urso, sul piano umano e sulle capacità di lavoro, e io ho semplicemente condiviso. Mi ha raccomandato di apprezzarne il merito. Ho tentato di spiegare che quella «raccomandazione» era una lode, e non una richiesta; ma è stato impossibile.

 

Posso dunque scusarmi di aver sottovalutato l' uso improprio e univoco del termine «raccomandazione», e l' accezione decisa, nonostante l' impossibilità degli effetti, da Barbara D' Urso.

Spero di essere stato chiaro.

la lite tra vittorio sgarbi e barbara durso 7

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”