nacho vidal

“NACHO VIDAL HA FOTTUTO SE STESSO E IL PORNO” - LO SFOGO DI BARBARA COSTA CONTRO IL PORNOATTORE CHE HA CONTRATTO L’HIV: “HA TRADITO, LERCIATO, INFANGATO UN MONDO CHE SPORCO, INFAME NON È. UN MONDO CHE GLI HA DATO TUTTO, SOLDI, FAMA, BELLA VITA, DONNE BELLISSIME - HA VOLUTO AMMALARSI, COME ULTIMO, DISSACRANTE GESTO PER ANNULLARSI, PER UMILIARE A MORTE UNA PERSONALITÀ DIFFICILE, DISTURBATA, BORDERLINE! UNA VITA SPERPERATA TRA DROGHE, SESSO PROMISCUO, ALLA RICERCA DEL PROIBITO E DEL SUDICIO”

nacho vidal ex moglie franceska jaimes

Barbara Costa per Dagospia

 

Nacho Vidal ha fo*tuto se stesso e il porno. Ha tradito, lerciato, infangato un mondo che sporco, infame non è. Un mondo che gli ha dato tutto, soldi, fama, bella vita, donne bellissime. Ma non gli è bastato, non era questo che voleva, forse non l’ha mai voluto davvero, e non ci sono parole migliori di quelle usate da Rocco Siffredi a Radio24, per dare un nome e un possibile perché a questa storiaccia.

 

Perché, dannazione, Nacho Vidal era un numero uno, era nella serie A del porno mondiale, e ha mandato ogni cosa a p*ttane coscientemente, programmaticamente. È atroce dirlo ma è così, Nacho ha voluto prendersi il virus, ammalarsi, come ultimo, dissacrante gesto per annullarsi, per umiliare a morte una personalità difficile, disturbata, borderline. È come dice Rocco, che lo conosce da una vita, Rocco che a fine anni '90 lo ha preso sotto la sua ala, aprendogli le porte del porno americano.

nacho vidal

 

E Nacho Vidal come ha ricambiato? Sc*pando da dio sui set, certo, mettendo a frutto ogni potenziale del suo fisico da ex pugile, soprattutto del suo membro dalle misure spropositate. Però, allo stesso tempo, non reggendo il successo arrivato immediato, clamoroso, meritato: premi su premi, riconoscimenti e lodi.

 

Il porno americano, settore duro e competitivo come pochi altri, difficilmente accoglie i non americani nel suo Olimpo, lo ha fatto con l’italiano Siffredi, col francese Manuel Ferrara, con lo spagnolo Nacho Vidal. Ma chiedete a Rocco perché per 18 lunghi anni non ha lavorato con Nacho: perché il signor Nacho ha ripagato fama e gloria sì lavorando, ma drogandosi a più non posso. Ogni sorta e più droghe insieme, dando vita all’icona della star maledetta, persa, dalla vita estrema.

 

nacho vidal 7

Ogni pornostar è il suo corpo. E del suo corpo deve avere cura e rispetto assoluti. Ma una pornostar è prima di tutto carattere e cervello. Si sapeva, nel porno, della vita privata e dissoluta di Nacho Vidal: una vita sperperata tra droghe, sesso promiscuo, trans, non trans, comunque alla ricerca del proibito, del sudicio, non certo della gratificazione, mai del piacere. Una vita persa tra spacciatori, guai con la giustizia, un corpo che dello splendore che era porta oggi tutti i segni, le rughe di un’esistenza in continua sfida al limite, irridente alla morte.

 

nacho vidal figli

Non è vero che il mondo del porno è vizio, è sporco, è maledetto: ogni male che lo sfida viene da fuori. Così è per droghe e malattie che vi possono girare, ogni schifezza, ogni virus viene da fuori, portato da pornostar che non hanno rispetto di se stessi, della propria salute, peggio, di quella dei loro colleghi. Il porno, come ogni altro ambiente lavorativo, ha le sue luci, e le sue ombre. Ma non sono possibili contagi interni in un settore, come il porno di serie A su cui troneggiava Vidal, dove ogni attore è testato come è più di un atleta. Test e analisi sono obbligatori, regolari, severissimi.

 

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Le case cinematografiche porno sono direttamente collegate a nosocomi e cliniche che "scannerizzano" i corpi degli attori, che sono vincolati a sottoporsi a test all’avanguardia (per questo l’infezione di Vidal si è saputa così presto). Chi non lo fa, non lavora. Chi salta i test, è fuori dal giro.

 

Una sicurezza, una esaltazione della salute che può apparire eccessiva, paradossale, ma che non potrebbe essere altrimenti: se non si mantenesse così pulito e sterile, il porno fallirebbe. Pulizia e serietà massime vigono sui set, e nei rapporti tra gli addetti ai lavori. Perché il porno è un’industria che fattura cifre da capogiro, e non può venir meno i livelli di eccellenza che si è dati in ogni suo ambito. Nacho Vidal ha tradito tutti, in primis se stesso.

 

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Dovrà lottare ogni giorno con la sua malattia, ma forse dovrà combattere anche con l’inca*zatura dei boss del porno. Dio non voglia che Vidal abbia contagiato qualcuno, ma ha comunque causato un danno di immagine al settore incalcolabile. La sua leggerezza, la sua menefregaggine non passerà impunita. Non deve. Non si può far passare come niente fosse il fatto che un uomo adulto, di 45 anni, per quanto dalla testa bacata, ingovernabile, abbia – e si spera con tutto il cuore di no – forse contagiato nove donne.

 

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Nacho Vidal è una personalità borderline, e presto capirà che nel porno, come nella vita, nessuno ti dà una seconda possibilità. Non sono certo tutti della generosità di Siffredi, sempre il primo ad aiutare chi è in difficoltà. Qui si sta parlando di un uomo schiavo dei suoi demoni, incapace di governarli e governarsi, che s’è voluto ammalare trasformandosi in untore. Un uomo adulto, padre di tre figli.

 

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Un uomo, Nacho Vidal, rampollo di una famiglia che l’ha fatto crescere nell’agio e studiare in scuole prestigiose, almeno fino ai 15 anni, quando molte ricchezze sfumarono nel crack di Wall Street del 1987. Entrato nel porno, Nacho ha sempre lavorato coi migliori, ha avuto storie d’amore con donne magnifiche (tutte pornostar), un matrimonio durato prima solo sei settimane, poi dieci anni. E droga a non finire.

 

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Un fratello e una sorella morti per overdose, guai con la giustizia che vanno dal riciclaggio di denaro sporco, ai mai chiariti legami con la mafia cinese. Un’esistenza dorata, sogno e ambizione di tanti, in gran parte scientemente buttata nel cesso. Ora siamo al game over: oggi si può vivere con l’HIV, a lungo e bene, ma non so fino a che punto serenamente quando il rammarico, e i sensi di colpa, verranno a galla.

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