sarah varetto

A NAPOLI LA RAI VA FUORTES - GIOVEDI' CDA IN TRASFERTA PER NOMINARE, IN DUPLEX CON DRAGHI, I DIRETTORI DI TUTTE LE TESTATE (NON SOLO QUELLE IN SCADENZA, CIOE' TG1,TG2, TGR, TG PARLAMENTO) - NEL TOTO-NOMI, SPUNTA SARAH VARETTO PER TG1 - ANCHE PER RAI SPORT IN POLE C'E' UNA DONNA - LO SCHEMA DELLE POLTRONE: DUE A PD, LEGA E M5S; UNA A FORZA ITALIA E FRATELLI D'ITALIA

Mario Ajello per "il Messaggero"

 

sarah varetto

Ore di trattative frenetiche. E di collegamento Viale Mazzini-Palazzo Chigi in vista delle nomine - giovedì nel Cda che si tiene a Napoli - nelle testate giornalistiche Rai. Mai come questa volta, per quanto riguarda il Tg1 con Giuseppe Carboni in uscita nonostante i buoni ascolti, c'è massima interlocuzione tra la dirigenza della Rai e il governo che della Rai è grande azionista. Sarà una donna, non per forza interna all'azienda, a guidare il tiggì principale.

 

giovanna pancheri copia

Nel governo - ma anche, pur se contano meno, nelle chiacchiere a Saxa Rubra - è molto quotato il nome di Sarah Varetto che però è un'esterna Rai e questo potrebbe complicare un po' le cose: vista la spending review in corso nell'azienda di Viale Mazzini e considerando le prevedibili proteste del sindacato interno. Ma tutto è superabile, di fronte all'avvento di una direttore al femminile come segno di grande discontinuità di genere nel tiggì più importante.

 

monica maggioni 2

Se non la Varetto, che ha esperienza avendo guidato SkyTg24, ha buoni rapporti sia nel mondo politico sia in quello economico e gode di stima presso i consiglieri di Draghi, sarà Giovanna Pancheri il dopo Carboni? Assai meno probabile. E comunque, ci sono anche le carte interne all'azienda. Con Monica Maggioni ben piazzata ma con un problemino: i 5 stelle non stravedono per lei, anche se a Conte non dispiace, mentre presso i grillini che perdono la pesantissima poltrona di Carboni il gradimento è per Simona Sala (lei al tiggì ammiraglio e Carboni al suo posto alla radio?) che è tutt' altro che invisa al Pd e ha buone chance. E ancora: la Goracci e la Busi, ma specie quest' ultima non parrebbe proprio.

 

GIAMPAOLO ROSSI

Di sicuro, la partita Tg1 è in capo a Palazzo Chigi oltre che nelle mani dell'ad Fuortes, e la sensibilità politica, chiamiamolo pure pressing dei partiti, intorno a questa nuova ondata di nomine - c'è anche quella del Tg2, dei TgR, di RaiSport e dal 5 dicembre anche RaiParlamento sarà vacante - è massima.

 

Nelle stanze dei partiti, e nei corridoi di Saxa Rubra, gira questo schema a proposito delle nuove direzioni: le testate sono 8 (considerando che se il direttore di una testata non in scadenza va in quella in scadenza deve essere rimpiazzato), 2 ai Cinquestelle, 2 al Pd, 2 alla Lega, 1 a Forza Italia, e 1 a Fratelli d'Italia. Si troverà la quadra su questo schema? La Lega teme molto, e infatti Capitanio, salvinista da Vigilanza Rai, va all'attacco: «Letta vuole prendersi i tiggì con lottizzazione selvaggia».

gennaro sangiuliano foto di bacco

 

SPARTIZIONI

FdI che è stato estromesso dal Cda, con la cacciata immeritata di Giampaolo Rossi, dovrà essere ricompensato con la direzione di una testata, la Meloni su questo non transige e il nome indicato è quello di Nicola Rai, attuale vicedirettore di TgR con largo gradimento professionale anche da ex capo del Lazio, ma la casella va ancora trovata. Quella del Tg2 con Sangiuliano (per Salvini è intoccabile) dovrebbe restare al titolare.

 

La plancia di comando del TgR verrà riequilibrata - la Lega ha sia il direttore sia il condirettore - ma per il numero uno Casarin, considerato equilibrato, si prevede una riconferma. Tutto può cambiare naturalmente, visti gli appetiti e i bisogni dei partiti, fino all'ultimo minuto prima del Cda di giovedì. Di sicuro c'è che Draghi si vuole blindare al Tg1, in una fase in cui se resta a Palazzo Chigi avrà turbolenze d'origine partitica infinitamente maggiori di quelle registratesi finora, facendo del telegiornale istituzionale per eccellenza la proiezione mediatica del draghismo.

 

Alessandra De Stefano

Quanto al potere donna, eccone una - ma con gli implacabili appetiti dei politici tutto è incerto fino alla fine - per RaiSport. Il nome è quello di Alessandra De Stefano, finora vice, considerata in quota Forza Italia, autrice di una buona trasmissione olimpica di successo: il Circolo degli anelli. Il curriculum della De Stefano insieme a quelli degli altri e delle altre papabili arriveranno sul tavolo dell'ad Fuortes mercoledì, e a quel punto si sapranno vincitori e vinti di questo match politicissimo.

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...