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PALOMBELLA ROSA CON PAILLETTES - ARRIVA DALLA FRANCIA LA SQUADRA GAIA DI PALLANUOTO PER RIDERE DELL'OMOFOBIA - DA OGGI NEI CINEMA LA COMMEDIA CHE HA PORTATO SCOMPIGLIO NEL MONDO MACHO DELLO SPORT “DOVE L'OMOSESSUALITÀ È DIFFUSA, SPESSO OCCULTATA SOTTO UNA VIRILITÀ DI FACCIATA” -  IL REGISTA CEDRIC LE GALLO: "UNA STORIA VERA SENZA TABÙ, SVELA ANCHE I PREGIUDIZI DEGLI OMOSESSUALI” – VIDEO

 

GIUSEPPINA MANIN per il Corriere della Sera

gamberetti per tutti

 

Palombella rosa con paillettes. Trent' anni dopo quella rossa di Nanni Moretti, metafora dello scontro dentro una sinistra in crisi, stavolta a scendere in piscina per sfidare pregiudizi e tabù più privati e meno politici è una squadra di pallanuotisti gay pittoresca fin dal nome I gamberetti scintillanti.

 

Sette uomini a mollo non necessariamente atletici, pancette e spalle cadenti ammesse, uniti dalla voglia di fare splash sotto il vessillo arcobaleno di una gayezza libera e gioiosa.

 

Arriva dalla Francia, da oggi nei cinema, Gamberetti per tutti , commedia acquatica stravagante e politicamente corretta, che ha portato scompiglio nel mondo macho dello sport. «Dove l'omosessualità non solo esiste ma è diffusa, spesso occultata sotto una virilità di facciata» assicura Cédric Le Gallo, che firma la regia con Maxime Govare.

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La storia che racconta per lui è vita vissuta. «I Gamberetti esistono davvero, è la squadra gay di pallanuoto francese e io gioco con loro da nove anni. Sono diventati la mia seconda famiglia. Tutto nasce da qui, da un gruppo di amici che, gara dopo gara, si ritrovano sempre più uniti. Anche perché l'obiettivo non è vincere ma giocare e divertirsi. Dando risalto ai costumi, alle coreografie, al senso della festa».

 

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Quando nel film li si vede scendere in piscina in fila, i giubbotti di satin azzurro con il gamberetto rosa ricamato sulla schiena, gli slip succinti, le movenze allusive, il grido di battaglia «Vi sgusciamo tutti quanti, siamo i gamberetti scintillanti», il rimando è a un'Esther Williams versione queer.

 

Spettacolo che nel film fa strabuzzare gli occhi di Mathias Le Goff, campione di nuoto reo di dichiarazioni omofobe in diretta tv e per questo condannato dalla federazione sportiva ad allenare per tre mesi gli sfaticati Gamberetti. Punizione pesante per lui e per la squadra, che di quel coach musone e pieno di pregiudizi avrebbe fatto volentieri a meno. «Ma i Gay Games, il più grande evento sportivo omosex del mondo, sono dietro l'angolo. A Mathias e ai Gamberetti non resta che accettare la sfida e partire insieme per la Croazia. Un viaggio che farà scoprire loro mondi e valori diversi e manderà in frantumi troppe certezze».

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Da una parte e dall'altra. Perché anche i gay hanno i loro preconcetti. Durante la partita contro la squadra delle lesbiche se ne sentono di tutti i colori, e ne è vittima anche la trans intrufolata nel gruppo tra molti malumori. «Non bisogna chiudere gli occhi su nulla. Siamo gay non siamo angeli. Quel che conta è tenere alta la bandiera della leggerezza e del sorriso».

 

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Non tutti però l'hanno sventolata. L'uscita del film in Francia ha diviso la platea tra scandalizzati e divertiti. I secondi, ben più numerosi, hanno decretato il successo del film che ora avrà un seguito. «Les Crevettes paillettées 2 sono in arrivo. Stesso cast e Le Goff ormai parte della squadra» annuncia Cédric. Che però ha già in mente un altro soggetto ben più arduo. «Un film sul suicidio assistito. La morte è il grande tabù del nostro tempo. Decidere quando, è la più grande sfida di libertà».

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