jessica rizzo

ANCORA VE LO AR-RIZZO! - PORNOATTRICE, IMPRENDITRICE, MANAGER DI CLUB PRIVÉ: JESSICA RIZZO A 56 ANNI SI RACCONTA IN UN LIBRO - “IL PRIMO PENE? QUELLO DEL MIO FUTURO E ATTUALE MARITO. UNA VOLTA L’HO FATTO CON 85 UOMINI IN UN GIORNO. C’ERA QUALCUNO CHE CE L’AVEVA PICCOLO COME UN MIGNOLO" - "UNA VOLTA PRENDEVO 100 MILIONI A FILM, ADESSO SI SPOGLIANO PER 150 EURO SU ONLYFANS. MIO MARITO GIRÒ UNA SCENA CON MOANA E IO PER FARLO ECCITARE COMINCIAI A…"

Salvatore Dama per “Libero Quotidiano

 

jessica rizzo 3

«A 14 anni mi chiamavano la "Santa". Uno mi appoggiò la mano sulla spalla. Gli dissi: "Non ti permettere più!". Era il frutto dell'educazione che avevo ricevuto a casa. Mia mamma mi diceva: i ragazzi vogliono solo quello».

 

La biografia di Jessica Rizzo si intitola Nata bene (D Editore, euro 16,90). Che poi è l'etimologia greca del suo vero nome. Si chiama Eugenia. Pornoattrice, imprenditrice, manager di club privè.

 

il libro nata bene di jessica rizzo

Partiamo dall'inizio. Lei viene dalla provincia, Fabriano, e da una famiglia molto tradizionale. Sono gli anni Ottanta e il sesso a casa è un tabù.

«Non se ne parlava proprio. Avevo dieci anni e un gruppo di ragazzini mi fece un indovinello: "Sul tavolo ci sono un martello e una sega. Se io ti tiro il martello, tu che fai?", mi domandò uno.

 

"Ti tiro una sega", dissi io, ingenua. Quelli ridevano e io non sapevo perché. Andai a casa e chiesi spiegazioni. "Da grande capirai", mi dissero i miei. Tutto quello che c'era da sapere sul sesso lo appresi dalle mie amiche».

 

jessica rizzo 5

Prima volta tardi: a 18 anni. Con Marco, che poi è diventato suo marito.

«Ho attraversato tutte le fasi dell'evoluzione sessuale. Dalla donna sottomessa e servizievole alla rivoluzione femminile. C'era questa mentalità: se lei si concede è una puttana, se lui ha l'harem è un macho. Mi sono ribellata».

 

Nel libro scrive: «La prima volta che presi un pene in mano mi sembrava un manico di scopa. Poco eccitante, non sapevo cosa farci».

«Non ne avevo mai visto uno. Il primo è stato quello del mio futuro e attuale marito. Abbiamo avuto il primo rapporto dopo sei mesi di fidanzamento. Gliel'ho fatta sudare».

 

jessica rizzo

Dopo però lei si è rifatta con gli interessi.

«Esatto» (Ride).

 

Aveva questa fantasia: farlo davanti a una telecamera.

«Sì. Abbiamo cominciato da soli con la telecamerina. Ma era poco eccitante. Mi piaceva l'idea di un cameraman intorno che cogliesse i dettagli. All'epoca c'era Fermo Posta, dove lasciavi gli annunci per incontrare altre coppie scambiste. Poi abbiamo conosciuto i primi registi amatoriali, presto siamo entrati nel giro dei trasgressivi. È stato tutto molto naturale. All'inizio andavo in video con la parrucca».

 

JESSICA RIZZO

Però l'hanno riconosciuta. Scandalo a Fabriano.

«Sono arrivati con i pullman. Giornalisti ovunque. Mia mamma non poteva uscire più di casa. Mia sorella veniva massacrata a lavoro. Per anni non mi hanno parlato. Poi hanno capito che era la nostra vita. Eravamo sposati. Quindi, nella loro ottica, sistemati. Non ci siamo più nascosti».

 

Dal porno casalingo ai set professionali. Com' è andata?

«Eravamo un fatto nuovo. C'erano gli attori porno, ma erano singoli. Noi eravamo la coppia trasgressiva, quella della porta accanto, che faceva performance hard davanti alla telecamera. Io non volevo diventare famosa, era un gioco che mi eccitava, non un lavoro».

 

jessica rizzo moana pozzi

Lo è diventato.

«Ci trovammo catapultati su un set con Moana Pozzi. Mio marito doveva girare una scena con lei sul cofano di una macchina. Moana gli disse: "Vedi di fartelo venire duro che non ho tempo da perdere". Capirai: avrebbe smontato qualsiasi uomo! Lo aiutai io. Mi misi in un cespuglio e iniziai a masturbarmi. Marco guardava me e scopava lei. Alla fine gli fece i complimenti».

 

jessica rizzo con mr franz allo spettacolo di barbarella (3)

Che tipo era Moana?

«Giustamente altezzosa. Era una diva. Noi esordienti. A telecamere spente si levava. Io continuavo a giocare con gli attori, per mantenerli in tiro».

 

Baby Pozzi?

«Non aveva grande propensione al porno. Per esempio, non voleva farsi venire in faccia. Era sui set forse per sfruttare un po' la scia della sorella».

 

jessica rizzo 14

Lei ha mai finto un orgasmo in scena?

«A volte dovevo fare delle parodie con degli attori che non erano bellissimi. E lì capitava. Però quando abbiamo iniziato a produrre i film da soli, ce li facevamo su misura, con le storie che mi eccitavano.

 

Abbiamo avviato una linea di porno amatoriali e nessuno ci credeva. Siamo stati i primi, pensavamo che gli italiani non volessero solo vedere gli attori, ma anche masturbarsi con la casalinga, che magari era più porca e più vera».

 

Tolto suo marito, un altro pornoattore chele è rimasto nel cuore?

«Ho lavorato con italiani e stranieri. Anche con Rocco. Eravamo entrambi esordienti. Una persona squisita. Ho girato spesso con Roberto Malone. Quando siamo sbarcati a Hollywood ho conosciuto gli attori americani. Troppo schematizzati.

 

jessica rizzo 10

Funzionavano, ma erano macchine. Girando una scena chiesi una penetrazione anale, il tizio mi disse di no: nel copione non c'era scritto. I francesi invece erano degli sfondatori. Li mandavi a ruota libera, prendevano molta iniziativa, facevano molto di più del copione».

 

In totale ha fatto 250 film. Con quanti attori ha fatto sesso, li hai mai contati?

«No. Ero trasgressiva e lo sono anche oggi, continuo a giocare nel mio club».

 

Qualche migliaio?

«Come faccio a contarli? Solo in un film ho fatto una gang bang con 85 uomini...».

 

Come ha fatto a gestirne 85?

«Dalla mattina alla sera».

 

In gruppi?

«A turno».

 

jessica rizzo 8

Quanti per turno?

«Tre-quattro. A rotazione. Abbiamo girato in Francia, in Italia non si trovavano 85 attori validi. Magari aspiranti sì. Ma o non erano in grado o ce l'avevano piccolo».

 

Quando dice "piccolo", qual è lo standard, scusi?

«No vabbè, alcuni avevano un mignolo... Non puoi fare il pornoattore con un pisellino così piccolo, che sarebbe stato piccolo anche nella vita normale».

 

Nella biografia scrive: «Avevo la fantasia di girare una scena di sesso con un nano». Perché?

«Avevo fatto scene con uomini di tutti i colori, volevo un nano. In uno spettacolo a Milano se ne presentò uno. Era un mio fan. Gli proposi una scena di sesso in un mio film. Rispose: "Magari!". Così lo abbiamo reclutato».

 

spettacolo di jessica rizzo all aquapiper (2)

Da attori siete diventati anche imprenditori. Negli anni d'oro quanto vi rendeva un film?

«Non dico la cifra, ma con due-tre film ti potevi comprare un bel appartamento».

 

Cento milioni di lire a film?

«Circa».

 

Ai tempi di Pornhub si fanno ancora i soldi con il porno?

«Penso che le pornoattrici di oggi guadagnino 2-3 mila euro a film, se va bene. Non esiste paragone. Noi andavamo a fare spettacoli di venti minuti per cinque milioni di lire. Ora si spogliano per 150 euro».

 

jessica rizzo all aquapiper (3)

Oltre a Pornhub c'è anche Onlyfans. Si guadagna vendendo video e foto.

«Ce l'ho anche io, ci ho giocato in pandemia. Il fatto è che è crollato il divismo. Prima c'era gente che faceva due ore di fila sotto la pioggia per poter avere un posto in prima fila in teatro. Ora gli spogliarelli si fanno dappertutto. Siamo più assuefatti e meno sognatori».

 

Ha un club per scambisti a Roma. È un genere di intrattenimento che funziona ancora?

«Funziona, ma in maniera diversa. Un tempo era frequentato da persone grandi, con vent' anni di matrimonio alle spalle, che volevano ravvivare il rapporto. Adesso ci sono i ragazzi giovani. Ma non sanno approcciare. Sono abituati con Internet. Vogliono farsi una scopata e trovano già tutto apparecchiato, non devono sforzarsi nel corteggiamento. Sono meccanici».

 

È la conseguenza dell'educazione sessuale appaltata ai siti porno?

jessica rizzo all aquapiper (5)

«Il porno fa anche bene, ma non bisogna esagerare. Ti distoglie dalla realtà. Quando nel club vedo gli sprovveduti, cerco di aiutarli. Il singolo da solo non ha più la maniera di proporsi. Anche la coppia più porcellina alla fine si smonta».

 

Come immagina il suo futuro?

«In salute. Con i miei cani».

 

Non ha voluto figli.

«Avere figli e non avere il tempo di educarli all'epoca non mi sembrava giusto. Non volevo coinvolgere altre persone nelle mie scelte».

 

Ancora trasgressione?

«Sicuramente. Magari, non lo so, a settant'anni farò una casa di riposo hard per anziani con bastone e dentiera...».

 

jessica rizzo 4jessica rizzo 3jessica rizzo 2jessica rizzo 7jessica rizzo 1jessica rizzo 6

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?