QUALCHE CHILO DI GLORIA IN PIU’ - LENA DUNHAM, 26 ANNI, SBANCA GLI EMMY AWARD CON “GIRLS” E SCRIVE IL PRIMO LIBRO - LA SERIE CULT, CHE TORNA SU MTV A FEBBRAIO, RACCONTA I VENTENNI DI OGGI, TRA I SOCIAL NETWORK E IL SESSO MORDI E FUGGI - “LE DONNE DEVONO AMARE SE STESSE, CELLULITE INCLUSA” - LAUREATE, PRECARIE E DISOCCUPATE: “SIAMO ALLO SBANDO IN TUTTO” - “L’OSSESSIONE PER LA MAGREZZA IN AMERICA HA DISTRUTTO L’AUTOSTIMA DI NOI DONNE…”

Alessandra Farkas per il "Corriere della Sera"

«Non avrei mai immaginato che l'umorismo così newyorchese di Girls fosse esportabile all'estero», racconta al Corriere Lena Dunham, 26 anni, commentando il successo planetario del suo show. In procinto di tornare a febbraio su MTV con la seconda stagione prodotta da Hbo, la regista e producer di Girls - serie su quattro amiche poco più che ventenni che stanno cercando di costruirsi una vita dopo essersi trasferite a Brooklyn - è raggiante.

«Il 2012 è stato un anno pazzesco», spiega la star appena eletta «persona più cool» da Time Magazine, dopo essere stata nominata per ben 4 Emmy Award (l'Oscar tv) e aver firmato un contratto da 3,5 milioni di dollari con la Random House per pubblicare il suo primo libro.

«Penso che Girls abbia toccato la sensibilità dei ventenni di tutto il mondo», incalza, «perché è la prima serie a descrivere con onestà e realismo la loro vita e i loro problemi».

Quali problemi?
«Siamo la prima generazione globalizzata e internettizzata cresciuta interamente sui social media. A differenza delle girls di Sex and The City, che avevano le idee ben chiare in fatto di fidanzati, amici, sesso e carriera, noi siamo allo sbando in tutto. Dopo la laurea siamo disoccupate, precarie, andiamo a letto con un ragazzo anche se non ci piace perché sappiamo tutto su di lui grazie a Twitter e Facebook».

Anche la seconda stagione avrà molte scene di sesso?
«Sì. Moltissime donne mi hanno scritto complimentandosi perché ho il coraggio di spogliarmi nuda, nonostante il mio corpo tutt'altro che perfetto. "Finalmente qualcuno in tv in cui rispecchiarsi", mi dicono. Sono orgogliosa della mia taglia large che, nonostante i canoni imposti dalla moda, è poi quella della maggior parte delle donne».

Avete lanciato un trend salutista, insomma?
«Già. E anche il messaggio di show quali The Mindy Project e Mike & Molly invita le donne ad amare se stesse, cellulite inclusa. Su questo dogma non transigo».

Che cosa intende dire?
«Che l'ossessione per la magrezza in America ha distrutto l'autostima di noi donne, con conseguenze devastanti. Quando facevo la babysitter al liceo, ho visto bimbe di sette anni tormentate dalla dieta. Mi si spaccava il cuore. La cosa più difficile per una ragazza oggi è essere se stessa. Io non mi farò mai fagocitare da Hollywood dove le star siliconate si fanno pagare per apparire sul red carpet e chiamano i paparazzi per farsi fotografare all'uscita della palestra».

Le madri del femminismo americano professavano questo stesso Vangelo già negli anni 60.
«Uno dei problemi della mia generazione è proprio quello di dare per scontati tutti i traguardi raggiunti con tanta fatica dalle nostre nonne. C'è il rischio di adagiarsi su allori altrui. Ma il putiferio scatenato dallo show in America dimostra che sessismo e misoginia non sono stati debellati».

Il suo spot a favore di Obama alle ultime elezioni presidenziali in cui paragona la «prima volta» al «primo voto» è stato bollato come offensivo e volgare dai conservatori.
«Ho capito per la prima volta quanto la politica possa incendiare gli animi della gente, facendo perdere la ragione. L'America purtroppo è piena di matti».

Anche la sinistra l'aveva criticata per l'assenza di personaggi di colore nella prima serie. Per questo nella seconda ha deciso di avere un fidanzato afroamericano?
«Ho scritto basandomi sulla mia esperienza, istinto e mondo personalissimi che, nel bene e nel male, sono bianchi. Non volevo escludere nessuno ma per onestà intellettuale credo di non poter raccontare in prima persona l'universo di una coetanea afroamericana».

Girls è stato accusato di nepotismo per la presenza nel cast di «parenti» famosi come le figlie di David Mamet e Brian Williams e la moglie di Tom Hanks.
«È assurdo. A casa nostra da piccola si guardava solo la tv pubblica PBS e i film di Woody Allen che adoro. Sono venuta a conoscenza di Mamet e di Williams solo dopo aver iniziato a lavorare con Zosia e Allison».

Come l'ha cambiata il successo?
«È più difficile trovare fidanzati della mia età altrettanto ambiziosi che capiscano davvero quanto sia importante per me il lavoro e non siano intimiditi dalla mia carriera».

 

 

Zosia Mamet Lena Dunham and Allison Williams GOLDEN GLOBE jpeglena dunham girls lena dunham lena dunham lena dunham Lena Dunham LENA DUNHAM jpegemmys sketch LENA DUNHAM

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