emmanuelle seigner polansky

"A 13 ANNI SI È GIOVANI, MA A QUELLA ERA UN'EPOCA MOLTO PERMISSIVA" - LA MOGLIE DI ROMAN POLANSKI, EMMANUELLE SEIGNER, IN UN'INTERVISTA TV CHE HA SCATENATO UN PUTIFERIO, DIFENDE IL MARITO CHE IN TANTI ANNI DI ONORATA CARRIERA HA MESSO LE MANI SU TANTE RAGAZZINE, COME NEL CASO DELLO STUPRO DI SAMANTHA GAILEY DEL 1977: "TUTTE LE DONNE VOLEVANO ANDARE A LETTO CON LUI, ERA UNA COSA ASSURDA"

Stefano Montefiori per www.corriere.it

emmanuelle seigner

 

Polemiche in Francia dopo l’apparizione, domenica sera nel programma tv «Sept à huit», di Emmanuelle Seigner , 56 anni, l’attrice di molti film tra i quali Frantic, Luna di Fiele e L’ufficiale e la spia, nonché moglie del regista Roman Polanski, 89enne. Seigner si è lanciata in una difesa appassionata del marito.

 

In questi anni lei gli è sempre stata vicino ma, nella trasmissione di domenica sera ha usato argomenti che le valgono ora molte critiche. La prima accusa contro Polanski risale al 1977, quando fu accusato di aver drogato e violentato Samantha Gailey, allora tredicenne, a Los Angeles. Il regista è stato condannato e ha trascorso 42 giorni in carcere prima di lasciare gli Stati Uniti, quando un giudice sembrava sul punto di rinnegare l’accordo e condannarlo a diversi anni di prigione.

 

emmanuelle seigner foto di bacco (2)

«A 13 anni si è giovani, certo, ma quella era un’epoca molto permissiva», dice Emmanuelle Seigner. «Il rapporto con l’età è cambiato molto. All’epoca, la lolita veniva elogiata e celebrata. Io ho iniziato la mia carriera di modella a 14 anni, non è stata una storia che mi ha sconvolto». Seigner poi sottolinea i buoni rapporti che hanno oggi Polanski e la sua vittima. «Si scambiano e-mail. Lei non sopporta più questo status di vittima. Per questo motivo chiede l’archiviazione del procedimento».

 

Samantha Gailey

 

 

 

Ma ci sono molte altre donne che accusano il regista, obietta l’intervistatrice. Emmanuelle Seigner risponde che «quando ho conosciuto mio marito, tutte le donne volevano andare a letto con lui, tutte le ragazze giovani volevano andare a letto con lui, era una cosa assurda, pazzesca. Aveva 52 anni, ne dimostrava 30, era un grande regista; quindi, era molto attraente e non credo che avesse bisogno di violentare qualcuno».

emmanuelle seigner riceve il premio per polanski

 

 

 

 

 

 

Secondo l’attrice, ora il regista è visto come un paria e questo ha avuto ripercussioni sulla sua carriera: «È terribile perché non può fare un film, agli attori viene consigliato di non recitare nei suoi film. Io stessa sono sulla lista nera in Francia. L’uomo con cui vivo non è affatto la persona di cui ho sentito parlare, è un ottimo marito e un ottimo padre».

 

Hélène Devynck, che ha appena scritto il libro «L’impunité» accusando il celebre anchor man Patrick Poivre d’Arvor di averla violentata, ha condannato con forza su Twitter l’intervento di Emmanuelle Seigner: «La presunzione irrefutabile del consenso. Il viale dell’impunità. Su Tf1, come sempre». Tf1 è la rete dove per anni Patrick Poivre d’Arvor ha condotto il telegiornale più seguito di Francia.

 

emmanuelle seigner

Oltre a Samantha Gailey, sono molte le donne che accusano Roman Polanski per fatti caduti in prescrizione: nell’agosto 2017 «Robin» lo ha accusato di violenza sessuale quando aveva 16 anni, nel 1973. Nel settembre 2017 Renate Langer, ex attrice, ha presentato una nuova denuncia per stupro, sostenendo di essere stata aggredita nel 1972 a Gstaad, in Svizzera, quando aveva 15 anni.

 

Nell’ottobre 2017, anche un’artista americana, Marianne Barnard, ha accusato il regista di averla aggredita nel 1975, quando aveva 10 anni. E nel novembre 2019, anche una donna francese, Valentine Monnier, lo ha accusato di averla violentata nel 1975 in Svizzera quando aveva 18 anni. In precedenza, nel 2010, l’attrice Charlotte Lewis aveva dichiarato di essere stata abusata sessualmente dal regista nel suo appartamento di Parigi all’inizio degli anni ‘80, quando aveva 16 anni.

 

emmanuelle seigner foto di bacco (1)

Un altro passaggio criticato dell’intervista è quando Emmanuelle Seigner sembra evocare le persecuzioni antisemite a proposito del marito, ricordando le proteste alla cerimonia dei Caesar, gli Oscar del cinema francese, quando Polanski venne premiato per la regia di L’ufficiale e la spia. «Fuori della sala le militanti femministe manifestavano e i poliziotti hanno usato i gas lacrimogeni. Alcune hanno gridato “Non siamo noi che dovete gasare, ma Polanski”. Vorrei ricordare comunque che la madre di Roman è morta incinta nelle camere a gas di Auschwitz. Dunque, non so se abbiamo bisogno di queste militanti femministe».

Samantha Gailey

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